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Daniela Santus presenta “Il pozzo di Miriam”, una distopia geopolitica tra memoria e verità

Venerdì 23 Ottobre 2026 — 12:50

Domenica 25 ottobre alle 17, alle Librerie.coop Porta a Mare, l’incontro con l’autrice del romanzo pubblicato da Edizioni Lindau. Dialoga con lei Maurizio Vernassa, presidente del Circolo “G. E. Modigliani”

Domenica 25 ottobre appuntamento alle 17 alle Officine Storiche, Librerie.coop Porta a Mare via Costante Neri, 67-69-71-73.
Incontro con Daniela Santus per la presentazione del libro “Il pozzo di Miriam” (Edizioni Lindau Torino). Dialoga con l’autrice Maurizio Vernassa presidente del Circolo “G. E. Modigliani”.
Il Danubio non scorre più da decenni. Le mappe sono state bruciate, la storia riscritta, la memoria cancellata per decreto. Terennik Weiss, fisica nucleare, trascorre le notti nel seminterrato di una biblioteca a rovistare tra libri proibiti cercando la traccia di un fiume. Ma un foglio – nascosto anni prima da un ragazzo che amava – la trascina ben oltre qualunque mappa. Nel mondo diviso tra il Directorate e il Covenant, Terennik scopre che i fiumi non si sono prosciugati per colpa delle bombe: qualcuno li ha fatti scomparire. E scopre un paese di cui nessuno osa pronunciare il nome a eccezione di un’intelligenza artificiale che ha custodito per decenni ciò che il mondo aveva cercato di cancellare. Dall’altra parte del globo, Johan Müller percorre gli stessi passi al contrario, guidato da coordinate cifrate e dalla fotografia di un antenato che un secolo prima aveva scelto il bene quando farlo costava la vita.
I due convergono verso un luogo che non dovrebbe esistere: Yerushalaim, città sepolta e viva, rifugio di chi non ha accettato di smettere di esistere.
Il pozzo di Miriam è un romanzo distopico sulla memoria come atto di resistenza, sull’acqua come metafora di ciò che non può essere davvero distrutto e sulla perseveranza ostinata di chi sceglie di ricordare anche quando ricordare è pericoloso.

Daniela Santus insegna Geografia Culturale all’Università di Torino e si occupa di geografia della religione, ambiente e sostenibilità. Ha al suo attivo una decina di saggi e un centinaio di articoli accademici pubblicati sia in Italia che all’estero. Collabora con “Il Foglio” su temi di geopolitica e Medio Oriente. I suoi studi sui paesaggi del trauma e sulla memoria come categoria geografica sono il filo che attraversa la sua produzione accademica. Il pozzo di Miriam è il suo primo romanzo, scritto a Brema, dove ha scelto di vivere.

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