Danzare nel vuoto, il nuovo romanzo di Sandra Mazzinghi
L’ufficiale di stato civile del Comune presenta il suo ultimo romanzo nato dall’esperienza quotidiana tra registri e atti di nascita. Un viaggio intenso nel tema dei “figli sostitutivi”, tra ricerca di sé, vuoto, memoria e verità taciute. Venerdì 29 maggio l’incontro alla Biblioteca delle Oblate con psicologhe, artiste e professioniste protagoniste di un confronto tutto al femminile
L’ufficiale di stato civile Sandra Mazzinghi pubblica il suo ultimo romanzo, Danzare nel vuoto, traendo spunto dal lavoro quotidiano tra atti di nascita e registri e consegnando al lettore una suggestiva riflessione sul tema dei figli sostitutivi. I protagonisti del romanzo sono Alba, ufficiale di stato civile, e Giovanni, giornalista fiorentino. Alba accompagnerà Giovanni in un viaggio nel passato, traghettandolo verso la conoscenza e la consapevolezza di essere un figlio sostitutivo. Il romanzo racconta questo percorso di iniziazione e di scoperta, fino ad approdare a verità taciute che passano anche attraverso il significato del proprio nome. Il viaggio di Giovanni è, in fondo, quello che ciascuno di noi intraprende, in forme e per motivi diversi, quando nella vita arrivano due momenti inevitabili, irreversibili e talvolta necessari: quello dell’abbracciare la propria identità e quello del fare i conti con una dimensione che piomba addosso all’improvviso, quella del vuoto. La costruzione di noi stessi inizia fin dall’infanzia, in una corsa energica verso la vita. L’istruzione, le aspirazioni e i desideri ci aiutano a sostenere il peso di questo lungo cammino, mentre incontri, relazioni, rifiuti ed errori contribuiscono a definire il nostro posto nel mondo. Solo più avanti, però, maturano consapevolezze più profonde: il senso del limite, della finitudine e del tempo. Questa lunga corsa non basta tuttavia a definirci completamente. La vita, nel modellare la nostra identità, ci porta inevitabilmente a confrontarci con ciò che è stato taciuto, nascosto o considerato secondario, come le nostre origini o il legame con un territorio. La storia personale si intreccia così con quella familiare in modo intimo e profondo. È ciò che accade a Giovanni, presentato in un momento apparentemente stabile della sua esistenza: una carriera avviata, una relazione sentimentale, una famiglia alle spalle. Una vita che sembrerebbe “normale”. Ma un improvviso scherzo del destino lo costringe ad affrontare un passato rimasto nascosto, fino a scoprire di essere nato dopo la morte di un fratello, per colmare il vuoto lasciato da quella perdita. Ed è qui che emerge il tema centrale del romanzo: il vuoto. Il vuoto non è soltanto assenza. Non è una semplice pausa nel tempo, ma uno spazio delimitato dalle nostre abitudini, dalle convenzioni sociali, dal lavoro e dalle aspettative. È il luogo dove qualcosa o qualcuno manca e che, proprio per questo, sfugge all’idea stessa di sostituzione. Ogni vuoto è unico.
Nel libro di Sandra Mazzinghi vengono raccontati diversi tipi di vuoto: quello lasciato dai figli ormai lontani, quello che segue la fine di una relazione o quello provocato dalla perdita di una persona cara. La madre di Giovanni, giovane e piena di vita, viene travolta dalla morte del primo figlio e da quel dolore che cambia per sempre il confine tra vivere ed esistere. In questo contesto, attribuire a un nuovo figlio il nome di uno scomparso appare come un gesto ambiguo e complesso: da un lato un tentativo inconsapevole di negazione, dall’altro forse un atto estremo d’amore materno, capace di abbracciare tutti i propri figli senza distinzione. Forse è proprio questo uno dei messaggi più profondi del libro: imparare ad accogliere se stessi con le proprie fragilità e convivere con il vuoto o, come suggerisce poeticamente il titolo, imparare a danzare nel vuoto. Partendo da queste riflessioni, la conferenza collegata al libro proverà a rispondere ad alcune domande: come convivere con i vuoti lasciati dai grandi dolori e dai lutti? Come riprendere in mano la propria vita dopo aver scoperto segreti familiari rimasti nascosti per anni? Durante l’incontro, la dottoressa Lapi, psicologa, la dottoressa Carcasci, mediatrice familiare, e la dottoressa Amendola, artista, aiuteranno il pubblico a riflettere su questi temi, aprendo un confronto anche sull’importanza della memoria nella costruzione della nostra identità. Attraverso la figura di Alba emerge inoltre il valore simbolico dei documenti custoditi negli archivi anagrafici: certificati, registri e trascrizioni che non rappresentano soltanto pratiche burocratiche, ma diventano tracce fondamentali della nostra identità personale e familiare. Una ricerca che richiama anche il lavoro svolto da molte persone presso Istituto degli Innocenti, dove si cercano frammenti della propria storia e delle proprie origini. La realizzazione dell’evento è il risultato di mesi di lavoro, ascolto e confronto tra donne provenienti da ambiti professionali e geografici differenti. Un progetto corale e tutto al femminile, nel quale sensibilità diverse si sono incontrate e riconosciute. L’evento Danzare nel Vuoto. L’identità alla ricerca del sé tra nome, segreti e memoria viene paragonato simbolicamente al vestito rosso del film Diamanti di Ferzan Özpetek: un’opera nata da un accurato lavoro collettivo, nel quale ciascuna partecipante ha cucito il proprio contributo umano e professionale. Un ringraziamento particolare viene rivolto alle professioniste coinvolte, all’Istituto degli Innocenti, alla Biblioteca delle Oblate e alla rivista Lo Stato Civile Italiano per aver creduto nel progetto. L’appuntamento è per venerdì 29 maggio alle ore 17 presso la Biblioteca delle Oblate, Sala Dino Campana, dove sarà possibile partecipare gratuitamente all’incontro e condividere questo percorso di riflessione e confronto. A seguire è previsto un aperitivo organizzato dall’Associazione Nobiscum APS con vista sul Duomo di Firenze.
Si consiglia di arrivare almeno 15 minuti prima dell’inizio.
Per informazioni: [email protected].
Riproduzione riservata ©
Cerchi visibilità? QuiLivorno.it mette a disposizione una visibilità di oltre 90mila utenti giornalieri: 78.000 su Fb, 15.500 su Ig e 4.700 su X. Richiedi il pacchetto banner e/o articolo redazionale a [email protected] oppure attraverso questo link per avere un preventivo
QuiLivorno.it ha aperto il 12 dicembre 2023 il canale Whatsapp e invita tutti i lettori ad iscriversi. Per l’iscrizione, gratuita, cliccate il seguente link https://whatsapp.com/channel/0029VaGUEMGK0IBjAhIyK12R e attivare la “campanella” per ricevere le notifiche di invio articoli. Ricordiamo, infine, che potete continuare a seguirci sui nostri social Fb, Instagram e X.