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“Danze Spagnole: dal Barocco al ‘900” a Villa Henderson

L'appuntamento è venerdì 30 luglio al Museo di Storia Naturale del Mediterraneo, nel fresco e accogliente giardino dei Platani di Villa Henderson alle 21, in via Roma 234 a Livorno

Martedì 20 Luglio 2021 — 11:32

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“Danze Spagnole: dal Barocco al ‘900”, con la regia e coreografie di Patrizia Vennero. Spettacolo di danza spagnola Cia La Nuova Luz con Daniela Sacco, Fabrizio Nanni, Patrizia Vennero e con Il corpo di ballo di A.S.D Livorno Danza & Spettacolo e Livorno Flamenco Versilia: Tina Chieffo, Laura Fontanive, Lara Giocondo, Laura Lombardo, Annalisa Longo, Anna Mangiaracina. Un omaggio alla più bella musica classica spagnola, con gli storici brani dal 1700 al ‘900. Dal Fandango di Luigi Boccherini a Manuel de Falla, volteggiando tra le note di Sarasate, Malats e la Zarzuela di Amadeo Vives, finalizzando con una impetuosa danza su fantasie da Carmen di Bizet. L’appuntamento è venerdì 30 luglio al Museo di Storia Naturale del Mediterraneo, nel fresco e accogliente giardino dei Platani di Villa Henderson alle 21, in via Roma 234 a Livorno.

Il nuovo progetto di “La Nueva Luz”, vede i ballerini della compagnia, che generalmente sogliono intrattenere il loro pubblico con spettacoli di Flamenco puro, impegnati stavolta in ruoli di danza bolera, dove ci raccontano il percorso della Danza spagnola prima che si trasformasse in Flamenco. Danzando in abiti d’epoca, la compagnia vi condurrà in rievocazioni storiche, dalla corte di Re Carlo III di Spagna, tra un dipinto di Goya e una Serenata Spagnola, a momenti teatrali, di folclore e tradizione, percorrendo un suggestivo viaggio attraverso il tempo. Vi siete mai chiesti cosa ci fosse prima che nascesse il ballo Flamenco, come fosse la danza spagnola nei teatri, nei saloni di corte, nelle taverne e nelle strade, quale fosse il ballo del popolo e quale la danza aristocratica?

La prima notizia che abbiamo dell’esistenza del Flamenco, secondo l’investigatore e musicologo Faustino Nunez risale al 1847, come appare dalla stampa dell’epoca, dove si parla del primo cantaor Flamenco del genere gitano, Lazaro Quintana. Come si arriva però al flamenco? Secondo il professore di danze spagnole e investigatore Gabriel Arango, fu Re Felipe V (1700), cugino del Re Sole Luigi XIV, e primo Re della dinastia dei Borboni, che trasferì il gusto della corte francese in Spagna, accademizzando la danza spagnola e dandole un’impronta più in linea con la scuola francese. La già esistente danza bolera spagnola, si allinea dunque alla danza francese ma con un importante elemento che la contraddistingue: l’uso delle nacchere e per il suo essere più tradizionale nelle linee e nelle posture maggiormente inclinate e folcloristiche rispetto alla danza classica accademica e per il fatto che si ballasse inizialmente in coppia. La danza bolera si trasforma così nel ballo ufficiale di Spagna e trionfa ovunque in Europa e nel mondo con i nomi di ballerine andaluse ma anche europee e italiane del momento, come Fanny Elssler, Marie Guy Stephan, Maria Taglioni, Fanny Cerrito, Petra Camara, Pepita Vargas..

La danza bolera la troviamo rappresentata anche nei dipinti di Goya come ad esempio “La Pradera de San Isidro” e nella stampa “El Vito-The andalusian dance”. (Il Vito, antico baile de jaleo, danza andalusa, un canto e ballo popolare antecedente al Flamenco) o nel dipinto “Una Bolera” 1842 di -Antonio Cabral Bejarano, che ritrae probabilmente una delle ballerine del momento Fanny Elssler

Come dice il ricercatore Arango, La danza era ballata dall’aristocrazia e il baile dal popolo e dalle classi più basse, ma come spesso accade lo scambio culturale tra i diversi luoghi dove si ballava ovvero i saloni da ballo, le accademie, le taverne e le feste private facilitava la fusione tra i due stili e così la danza bolera unita al ballo del popolo cristallizzava a poco a poco nel Flamenco che trionfò poi durante l’epoca dei Cafes Cantantes (1870-1920). Secondo il musicologo e ricercatore Faustino Nunez, la scuola bolera che nasce intorno al 1760 e segue fino al 1854, passerà poi di moda, come dice la critica del momento, poiché stava perdendo il suo carattere genuino, il suo essere “saleroso” o meglio la “sandunga” tipica espanola, francesizzandosi troppo così da perdere la sua essenza propria.

Fu adesso che ballerine bolere dell’epoca come Pepita Vargas (foto locandina), La Nena Pelea, Petra Camara, La Campanera, iniziarono a sentire la necessità di rinnovare il loro repertorio per andare incontro al favore del pubblico. Si approda ad una nuova identità e personalità del ballo spagnolo, che tra gli anni 1860 e 1870 vive il suo vero momento di trasformazione e cambio verso quel nuovo gusto estetico musicale chiamato inizialmente andaluso, gitano, jaleado e infine Flamenco.

Sempre secondo Nunez, le ballerine bolere sopra menzionate furono le ultime dell’epoca bolera ma anche le prime bailaoras flamencas. Come riportato nella stampa,era esattamente negli anni 1853 e ‘54 che le ballerine Petra Camara e Josefa Vargas ballavano già le loro prime Soleares.

Intorno al 1850 lo stile bolero inizia quindi a declinare lasciando definitivamente spazio allo stile flamenco. Si rinnovarono molti stili del folclore, come ad esempio il fandango, che abbandonavano il classico accompagnamento abandolao per adottare il modo musicale flamenco secondo la nuova estetica musicale, il folclore si andava così rinnovando e fortunatamente trasformando senza perdersi ma conservandosi in questa esclusiva innovazione andalusa, che lo distinguerà nei tempi e nel mondo dando vita ad quel genere musicale unico destinato a divenire nel 2010 Patrimonio Culturale Immateriale dell’Umanità dell’Unesco-Il Flamenco. (Patrizia Vennero).

Oggi l’obiettivo della più grande accademia, come Il Balletto Nazionale di Spagna, è proprio quello di sensibilizzare il pubblico al rispetto della Danza Spagnola come Patrimonio Culturale, conservare il repertorio e la tradizione, promuovendo la danza spagnola nei suoi quattro stili, la Danza Estilizada, Escuela Bolera, Flamenco e Folclore.

La formazione professionale che la scuola Livorno Danza & Spettacolo intende offrire ai propri allievi è proprio un percorso artistico completo che mira all’inserimento di giovani talenti nella compagnia di spettacolo sempre in continua espansione che prevede una formazione nella linea e nel rispetto della cultura andalusa. Per i bambini e gli adulti il programma di studio si avvale delle discipline di danza classica metodo R.A.D, moderna metodo I.S.T.D, Musical, contemporanea, con percorsi di ginnastica consapevole per gli adulti e personal dance trainer, oltre alle specialità del Classico spagnolo, del folclore e del Flamenco.

Le prenotazioni sono obbligatorie al 0586-266711-266734. [email protected]  Nel rispetto delle norme vigenti relative al contenimento della pandemia da Covid-19 è d’obbligo indossare la mascherina FFP2.

Per informazioni sullo spettacolo e sui corsi della scuola di Danza Spagnola e Flamenco a Livorno e Versilia, rivolgersi a A.S.D LIVORNO DANZA & SPETTACOLO Via D. Cimarosa 95, Livorno, al 349-7149264 o mail: [email protected]

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