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Domenica 27 apre il Museo Ebraico di via Micali

Questa apertura sarà la prima di una serie di visite nei siti ebraici, che vedranno l’alternanza tra il museo, i cimiteri e la Sinagoga, che ci porteranno fino alla Giornata europea della cultura ebraica

Giovedì 24 Giugno 2021 — 16:24

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Domenica 27 alle 10,30 apertura del Museo Ebraico di via Micali,21. E’ necessaria la prenotazione al 320-88.870.44. Il museo yeshivà Marini è un tesoro tutto da scoprire, che sorprende piacevolmente il visitatore. Allestito nella piccola Sinagoga di via Micali, su progetto dell’architetto Francesco Tomassi, grazie alla volontà della Comunità ebraica di Livorno di conservare l’unica testimonianza della Livorno ebraica del passato, sopravvissuta ai bombardamenti della seconda guerra mondiale.  Un piccolo museo, che si declina in due stanze, ricco di oggetti preziosi e di storia. Le due grandi teche in mogano e vetro espongono oggetti sinagogali di grande raffinatezza, testimonianza della ricchezza e della vivacità della Nazione ebrea: sorprendente la borsa dei Massari di manifattura livornese, le manine in corallo, testimonianza di un’importante industria del corallo presente a Livorno. L’oggetto più antico è una corona in argento del 1661-1662. Sorprendente l’Ehal, in legno intagliato e dorato che occupa  la parte rialzata della Sinagoga. Il matroneo è stato arricchito da una nuova esposizione di tessuti, tra questi un meìl in taffetà, che durante il lavoro di restauro ha rivelato, nel lavoro di smontaggio, di essere stato ricavato da un abito che seguiva la moda di fine Settecento, la parokchet in velluto rosso cesellato alla maniera della tradizione fiorentina di San Giovanni, perché si utilizzava per le bandiere ed i vessilli usati per il palio della festa del patrono di Firenze. Sempre nel matroneo è esposto un importante testo del cospicuo patrimonio librario della Comunità, dove sono evidenti gli effetti della censura. Sicuramente l’oggetto più interessante, dal punto di vista della storia di Livorno sono le Livornine originali, trovate casualmente, da Guido Servi, curatore del museo e sovrintendente alla conservazione dei testi antichi.

Questa apertura sarà la prima di una serie di visite nei siti ebraici, che vedranno l’alternanza tra il museo, i cimiteri e la Sinagoga, che ci porteranno fino alla Giornata europea della cultura ebraica.

Sarà un modo per permettere ai Livornesi di approfondire le proprie radici, e di scoprire un patrimonio di bellezza. Accanto ad un’attenzione alla storia di Livorno delle Nazioni, Livorno città senza ghetto, vogliamo valorizzare il contributo che la Comunità ebraica esprime ancora nella nostra città, proprio per non rimanere prigionieri di un passato troppe volte raccontato ed esaltato.

Un contributo fatto di bellezza: il grande patrimonio di tessuti ed argenti conservato al Museo ebraico, di storia: la grande collezione libraria e archivistica, patrimonio della Comunità ebraica di Livorno, di memoria: i sepolcri dei grandi rabbini e delle grandi famiglie presenti nei due Cimiteri ebraici.

Attraverso la Comunità ebraica vogliamo riscoprire tutte quelle caratteristiche che rendono Livorno unica nel panorama toscano negli aspetti più comuni della vita quotidiana dal cibo, alla toponomastica alla lingua.

 

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