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“Era l’anno dei Mondiali”, il nuovo libro di Jimmy Morrone

In Era l'anno dei Mondiali (a dispetto del titolo, il calcio è solo un piccolo elemento della narrazione, benché fondamentale) lo scrittore ha costruito una storia che prende spunto dai numerosi casi di femminicidio

Domenica 22 Dicembre 2019 — 12:40

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E’ da poco uscito il secondo romanzo di Jimmy Morrone intitolato “Era l’anno dei Mondiali” (Augh Edizioni). Dedicarsi alla narrativa è stato l’unico modo per sfogare la sua grande passione per la scrittura. Nei suoi romanzi Morrone racconta sempre di vicende legate all’attualità e alla società che ci circonda, con l’occhio del giornalista, mestiere che ha fatto egregiamente per anni raccontando la cronaca locale nelle sue più svariate sfaccettature. Anche se le storie sono frutto della sua fantasia, il riferimento a fatti reali è sempre presente. In Era l’anno dei Mondiali (a dispetto del titolo, il calcio è solo un piccolo elemento della narrazione, benché fondamentale) lo scrittore ha costruito una storia che prende spunto dai numerosi casi di femminicidio. La domanda da cui parte è quella tanto scontata quanto terribile: come arriva una persona a compiere un gesto così efferato? E allora ha ricostruito un antefatto, raccontando ciò che può succedere prima di un episodio violento.

IL LIBRO  – Il pallone ha appena cominciato a rotolare sui campi di calcio del Mondiale di Russia 2018, quando Eva Benebelt entra in un bar e incrocia gli occhi dorati di Giorgio Cremano. E’ un incendio doloso, il volo di mille farfalle impazzite. Ma è solo l’inizio della fine…

In una scintillante Viareggio di inizio estate trascorre i suoi giorni Eva, giovane impiegata di una ditta di spedizioni internazionali che ama dipingere, adora il Gin Tonic e si emoziona di fronte ai tramonti della Passeggiata. Eva conduce un’esistenza tranquilla, concede sempre fiducia al prossimo ma è insicura dei propri sentimenti ed è insoddisfatta della monotona vita che trascina avanti da troppo tempo. E’ giunta alla conclusione che, per tornare ad essere felice, deve rompere con il suo fidanzato storico, Ivan. La scintilla al cambiamento è accesa dalla conoscenza imprevista e improvvisa con Giorgio, un barman gentile ed elegante con il quale s’instaura un feeling tale da farle subito intraprendere una relazione fatta di intesa e complicità. Un rapporto che parte veloce, troppo veloce. Eva deve dunque rallentare e analizzarlo per bene, prima di buttarsi a capofitto. E allora prova a chiedere consiglio alla collega Adele Innocenti, e poi al suo caro amico Paolino Furlan. Che però non pare più essere intenzionato a vestire soltanto i panni del confidente…

E allora Eva si domanda: a cosa ambisce Paolino? Chi è davvero lo sconosciuto e misterioso Giorgio? E lei, ne è veramente innamorata? In quanto al fidanzato Ivan, si arrenderà così facilmente alla fine della loro storia?

Un romanzo di cronaca, attuale, irriverente e crudo, raccontato dall’autore con ironia ed emotività. Era l’anno dei Mondiali è intriso di buona musica (ogni capitolo ha come titolo estratti di canzoni significative per la storia raccontata), e parla d’amore e di ambiguità, di patologie conclamate e insicurezze croniche, in una società dove tutti dicono di potersi fidare di tutti, ma in realtà nessuno sembra essere come appare all’esterno. Il confine labile fra sentimenti reali, ossessione per i social network, atteggiamenti maschilisti, subdoli interessi e desideri di vendetta, porterà la spaventata Eva all’interno di un pericoloso labirinto, supportata solo dagli avvertimenti della mamma, la signora Lara Diamanti, una donna divorziata e vivace ma sempre presente a difesa della figlia. Eva si troverà circondata da tre uomini enigmatici, attanagliata da migliaia di dubbi alimentati dalla frequente visione dei talk show televisivi in cui sempre più spesso si discute di donne brutalmente uccise. Solo affrontando Giorgio, Ivan e Paolino, Eva capirà che la sua libertà di scegliere e di decidere è purtroppo limitata, e per venire a capo del rompicapo si scontrerà, suo malgrado, contro queste tre criptiche figure, in una conclusione thrilling degna di una finale dei Mondiali di calcio.

SINOSSI – Le albe conoscono cose che i tramonti possono solo immaginare… Quanti segreti si nascondono nella notte? E quante volte ci domandiamo se siamo davvero felici? Se lo chiede ogni giorno anche Eva Benebelt, una giovane viareggina insoddisfatta della propria grigia routine, in crisi con il suo storico fidanzato Ivan (depresso e disoccupato), e demotivata a lavoro, incastrata in una mansione da impiegata commerciale nella Spedibrev, ditta di mediazione e trasporto internazionale che non le trasmette stimoli e gioia di fare. Eva è una creativa, la notte dipinge meravigliosi quadri, e sogna di abbandonare la scrivania per diventare un’affermata pittrice.

La possibile svolta arriva quando la ragazza si imbatte in un fascinoso barman dai modi d’altri tempi: è Giorgio Cremano la luce in fondo al tunnel, un incontro che induce Eva a lasciare l’ormai avvilito Ivan. Giorgio sa toccare le sue corde come se la conoscesse da sempre, le infonde nuova adrenalina. Una figura tanto positiva quanto misteriosa, che costringe la Benebelt ad interrogarsi sulla possibilità di lasciarsi andare del tutto a un nuovo amore, più leggero e appassionato, senza dover temere possibili rappresaglie da parte dell’ex compagno. A rendere più complicato il quadro è l’improvviso avvicinamento di una persona molto cara a Eva, il bidello Paolino Furlan, che però non pare pretendere da lei soltanto una semplice amicizia…

Fra Livorno e Viareggio, in uno scenario appena illuminato dal fascino moderato di un Mondiale di calcio senza la nazionale italiana, Eva dovrà ben presto fare i conti con la necessità di far luce sui propri desideri e sulle intenzioni dei tre uomini. Prendere precauzioni contro i propositi di vendetta da parte di Ivan, controbattere le velleità di Paolino, e in particolar modo capire cosa si cela dietro la perfezione troppo maniacale del barista Giorgio.

GENERE – Una storia d’amore al tempo delle violenze sul gentil sesso. Era l’anno dei Mondiali è un romanzo di attualità, e narra vicende di cronaca vicine ad ognuno di noi. Fonte principale di ispirazione è il tema del femminicidio: secondo gli ultimi dati diffusi, nel 2018 si sono contate ben 142 vittime, un valore peraltro in crescita. L’autore indaga nella vita di una donna comune, che compie una scelta assolutamente normale (lasciare un uomo con il quale è purtroppo terminato l’amore) per lasciarsi andare alle lusinghe di un’altra persona, gentile, premurosa, educata. Una decisione sofferta ma anche di natura quotidiana: purtroppo per la protagonista, si rivelerà drammatica, conducendola verso l’incontro-scontro con i tre uomini del suo mondo, in un finale in cui si troverà a rischiare la propria vita.

Il romanzo comincia come una fiaba, e ben presto si trasforma in una sorta di thriller.

BIOGRAFIA DELL’AUTORE – Jimmy Morrone è nato a Livorno nel 1979. Ha vissuto sempre e soltanto in località di mare: Bournemouth, Valencia, Zabbar e San Teodoro. Giornalista pubblicista, per anni collaboratore del quotidiano Il Tirreno, oggi si occupa di risorse umane in una grande azienda come Poste Italiane. Ciò che racconta nei suoi scritti è il frutto di esperienze personali, o del succo estratto dai racconti di amici e conoscenti, a cui di solito presta particolare attenzione. Più che parlare di se stesso, infatti, adora ascoltare gli altri.

Nel 2017 ha pubblicato il suo romanzo d’esordio, dal titolo Love Hate Love – un’aquila grande non è un aquilone (Bibliotheka Edizioni), un affresco corale dei giorni nostri, in parte autobiografico. In questo periodo prende ispirazione da una massima pronunciata dalla voce peperina di sua figlia Gaia, di tre anni e mezzo: il volante serve per volare.

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