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“Il Ca’ Moro non può affondare”. Il cuore di Livorno batte forte: tutto esaurito al Caprilli

Serata indimenticabile fatta di risate, musica e tanta solidarietà per i ragazzi e i lavoratori del Ca' Moro. Sul palco parata di artisti di prim'ordine che hanno scaldato la notte del Caprilli

Giovedì 26 Agosto 2021 — 10:14

di Giacomo Niccolini

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Il cuore di Livorno, se mai ce ne fosse bisogno di sottolinearlo, batte fortissimo specialmente quando c’è da aiutare qualcuno (foto di Sebastiano Bongi Toma per Cortomuso Festival). Che sia una famiglia in difficoltà, che sia per pulire il fango dalle mura e dall’anima dopo l’alluvione e, come ieri, per non far affondare, in tutti i sensi, il social bateau Ca’ Moro. Così l’ippodromo Caprilli si è trasformato in un prato di solidarietà per i ragazzi speciali che hanno visto affondare il loro posto di lavoro e il loro sogno regalando loro un sold out di amore e solidarietà.
Livorno ha subito teso la sua mano. In primis con i tantissimi artisti, musicisti e cantanti che sono saliti sul palco nella serata di mercoledì 25 agosto per l’evento che ha preso il titolo di “Livorno X Ca’ Moro”. In primis una parata di fuoriclasse del palcoscenico e della risata da Leonardo Fiaschi che ha intrattenuto il pubblico con le sue mille voci e le sue mille imitazioni, passando per Paolo Migone e il suo livornese che si va a fare un tatuaggio di una pantera sul petto ripiegando per un puffo, fino all’immenso Marco Conte, deus ex machina del Teatro Vertigo, che ha fatto divertire tutti portando sul palco le differenze dei dialetti italiani e un simpatico, quanto mai svogliato, facchino livornese. Ma anche Claudio Marmugi e il divertente dialogo di un livornese con Alexia diventata per l’occasione Amelia, Valerio Delfino con il suo free drink per le zanzare, e l’ironia tutta al femminile di Paola Pasqui. Ma anche il cammeo di Alessia Cespuglio e gli intermezzi delle bravissime attrici e degli attori della Mayor Von Frinzius tra cui Emma Titomanlio, Giuditta Novelli, Irene Morini e Federico Parlanti.
Il tutto naturalmente condito da tantissima musica quella intimistica e cantautoriale di Frejico per arrivare al ritmo e all’allegria dei Gary Baldi Bros. Sul palco sfilano anche i Sinfonico Honolulu con un repertorio misto che tocca anche i Rolling Stones tributando Painted Black al mito Charlie Watts recentemente scomparso. Dolci e avvolgenti le carezze in musica di Manuel Aspidi che ha coccolato il pubblico con la sua maestria impeccabile e la sua tecnica vocale invidiabile. Immancabile Bobo Rondelli che duetta scherzoso con un attore della Mayor ballando con la sua chitarra come solo lui sa fare, e l’incursione sul palco del direttore artistico del Mascagni Festival, Marco Voleri, che prima termina O’ Sole Mio insieme a Bobo riempiendosi di applausi e dopo si fa un bagno di “bravo” grazie al suo acuto finale “Vincerò” che arriva al termine dell’aria Nessun Dorma da Turandot di Puccini.
Chiusura alla grande con il grande Enrico Nigiotti che ha scherzato con il “suo” pubblico sentendosi a casa come non mai, ha raccontato l’aneddoto di come è nato il suo primo successo “Qualcosa da decidere” selezionato per Sanremo Giovani del 2015 e quel tuffo alla Terrazza Mascagni con il suo “guru” che si è palesato sotto al palco. “Nigio”, chitarra e voce come piace a lui e come piace un po’ a tutti i suoi fan, si è abbandonato nelle braccia dei suoi più grandi successi tra “L’Amore è” e lo struggente “Nonno Hollywood” tutto cuore e corde di chitarra.
La serata è lunghissima ma vola in un amen. Il pubblico è un tutt’uno che applaude allo stesso ritmo: quello dell’amore. I saluti finali sono del “padrone di casa” Adriano Tramonti della Fondazione Lem che ringrazia tutti ad uno ad uno chi ha reso possibile questa impresa di solidarietà, in primis il The Cage di Toto Barbato, con la speranza, e dopo ieri sera la certezza, che il Ca’ Moro non affonderà così facilmente finché ci sono i livornesi pronti a sorreggerlo.

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