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Il Progetto Bach del Triosonate in concerto

Le sonate per violino e cembalo concertante di Bach in una inedita versione per flauto e chitarre giovedì 12 maggio alle 18 all’Auditorium Chiti del Mascagni

Mercoledì 11 Maggio 2022 — 08:54

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Nasce come prova aperta per il pubblico e lezione-concerto per gli studenti del Conservatorio, l’iniziativa che vede giovedì 12 maggio alle 18:00 all’Auditorium Cesare Chiti del Conservatorio Mascagni di Livorno, il concerto del TriosonateStefano Agostini al flauto, Veronica Barsotti e Salvo Marcuccio alle chitarre – che nasce all’insegna dell’amicizia e del comune amore per la musica di Bach che anima i tre componenti dell’ensemble.
Il Progetto Bach del Triosonate prevede, in prospettiva, l’edizione integrale delle Sei Suonate à Cembalo certato è Violino solo o di una selezione di brani bachiani, nella trascrizione per due chitarre e per flauto solo.

“Delle Suonate è originalissimo, per l’epoca, il modo in cui Bach tratta la parte del cembalo – afferma Stefano Agostini, del Triosonate – In esse il cembalo non è mero riempitivo di accompagnamento al violino, secondo l’uso costante dello strumento in funzione di basso continuo, tipico della musica strumentale del ‘700”, precisa Agostini, “ma è, invece, vero e proprio coprotagonista, con un ruolo concertante in pari dignità con il violino solista”.

Agostini rileva che, proprio per questo particolare rilevanza del cembalo, le Suonate si prestano particolarmente bene a una trasposizione per tre strumenti, “e nella nostra versione, con la trascrizione di Salvo Marcuccio – continua – il flauto assume la parte del violino e le due chitarre, montate con corde speciali per ampliarne l’estensione, sono impegnate a rendere le voci del cembalo e, all’occorrenza, del basso continuo.”

Va da sé che l’operazione non pretende di aver carattere filologico, che, d’altra parte, la stessa chitarra così come la conosciamo oggi neppure esisteva all’epoca – e del resto neanche il flauto traverso contemporaneo si può dir che sia il medesimo strumento che conosceva il Settecento -; ma certamente vi è solida attenzione alla prassi esecutiva, al fraseggio e a quant’altri sono i caratteri della scrittura bachiana.

Per i giovani allievi del Mascagni il concerto è preziosa occasione di sperimentare, da un lato, la versatilità del flauto nel ruolo di uno strumento così radicalmente diverso qual è il violino, e, dall’altro, per i giovani chitarristi, di prendere atto di come il loro strumento possa, attraverso l’adozione di accordature particolari, assumere ruolo e sonorità perfino insospettate.

E per il pubblico, infine, il concerto è golosa primizia di un’impresa esecutiva del tutto originale.

L’ingresso libero, fino a esaurimento dei posti disponibili, sarà consentito con GreenPass, secondo le attuali disposizioni in merito alla prevenzione del contagio da Covid19.

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