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La donazione di Francesco Tetro alla Pinacoteca Comunale Carlo Servolini

Al via, sabato 2 aprile alle 17 la cerimonia per la donazione di Francesco Tetro alla Pinacoteca Comunale Carlo Servolini, fortemente voluta dall’Amministrazione Comunale di Collesalvetti in vista dell’ampliamento

Venerdì 1 Aprile 2022 — 15:16

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Al via, sabato 2 aprile alle 17 la cerimonia per la donazione di Francesco Tetro alla Pinacoteca Comunale Carlo Servolini, fortemente voluta dall’Amministrazione Comunale di Collesalvetti in vista dell’ampliamento del proprio patrimonio artistico in direzione del reparto grafico e quindi in stretta osservanza con l’ormai pluriennale mission museale.

Con l’occasione sarà possibile visitare l’esposizione in anteprima assoluta di 11 ex-libris selezionati dal corpus della donazione Tetro: Duilio Cambellotti, La Casa, (1908); Duilio Cambellotti, Servio (1928); Duilio Cambellotti, Cavalli (1934); Duilio Cambellotti, Spiga (1935); Duilio Cambellotti, Pro Christo legatione fungimur (1959); Adolfo De Carolis, Allegoria (1909); Adolfo De Carolis, “Amor et labor vitast”; Adolfo De Carolis, Ex libris “Non omnis moriar”, ex libris Vergilii La Scola (1913); Adolfo De Carolis, Ex libris “Non omnis moriar”, ex libris Vergilii La Scola (1913); Adolfo De Carolis, “Risus quoque vitast” (1914); Adolfo De Carolis, “La fiaccola sotto il moggio, tragedia di Gabriele D’Annunzio” (1914).

Un binomio avvincente, quello tra Adolfo De Carolis (Montefiore dell’Aso, 6 gennaio 1874 – Roma, 7 febbraio 1928) e Duilio Cambellotti (Roma, 10 maggio 1876 – Roma, 31 gennaio 1960), destinato a porre le coordinate di un inedito parallelo tra due diverse approcci al culto dell’antico, da una parte un michelangiolismo carico di sottintesi allegorici, dall’altra un’intuizione di sintesi decorativa destinata a orizzonti internazionali.

Al termine di un colloquio strategico stabilitosi tra Francesca Cagianelli, Conservatrice della Pinacoteca Comunale Carlo Servolini, e Francesco Tetro, già Conservatore del Polo Museale di Latina, membro del Comitato Scientifico dell’Opera di Duilio Cambellotti, si pone infatti l’esito della preziosa donazione da parte di quest’ultimo di 100 ex libris, finalizzata ad arricchire le collezioni permanenti del Museo colligiano di presenze nazionali e internazionali: da Adolfo De Carolis a Adolfo Magrini, da Duilio Cambellotti a Gastone Cambin, da Aleardo Terzi a Paolo Paschetto, da Bruno da Osimo a Arnaldo Carpanetti, da Antonio Rubino a Italo Zetti, da Tranquillo Marangoni a Raffaello Bertieri.

“Conosco da tempo l’attività culturale del Museo intitolato a Carlo Servolini e fin da subito ho apprezzato lo stretto rapporto tra conservazione (il luogo, il suo patrimonio e il legame con il territorio) e il metodo di ‘esportazione’ della sua politica espositiva che procede ben oltre le mostre”: con tale dichiarazione Francesco Tetro accompagna in termini augurali le ragioni di una donazione destinata a incanalare il flusso espositivo della Pinacoteca Comunale Carlo Servolini nel solco delle più significative stagioni artistiche del Novecento Italiano ed europeo.

Sull’onda della convinzione che la politica di un museo non possa prescindere da una stretta relazione tra contenuti patrimoniali e modalità di tessere connessioni ‘altre’, soprattutto laddove si tratti di una piccola realtà museale, caratterizzata quindi da una sede per così dire provinciale, defilata, altrimenti ‘ignota’ ai più (come avviene del resto in tutta l’Italia delle piccole capitali, di quei musei che non possiedono prodotti artistici di forte richiamo), tale donazione risulta finalizzata al potenziamento delle strategie rivolte alla creazione di reti istituzionali, funzionali alla valorizzazione di un patrimonio condivisibile.

Con l’obiettivo quindi di sottrarsi alla politica della spettacolarizzazione dell’arte, di quel fenomeno cioè definito ormai da tempo “mostrismo”, che vede troppo spesso il trionfo di mostre preconfezionate, incapaci di offrire alcun margine rispetto all’urgenza di nuove letture, inediti percorsi, e audaci esplorazioni, Francesco Tetro ha fortemente voluto tale donazione, intendendo premiare attività e fruitori più radicati, forse contenuti nel numero, ma comunque partecipi di una ideale mission museale, imprescindibilmente congiunta a una convinta politica didattica.

Ecco allora l’urgenza di approcci filologici, prendendo per mano il visitatore con messaggi formativi finalizzati alla comprensione della densità di contenuti sottesa all’atto di ‘guardare’ un’opera d’arte, senza distinzione tra notorietà e scoperta di un ‘nuovo’: “La mia modestissima donazione – conferma Tetro – suggerisce proprio questo approccio attraverso una branca espressiva, quella cioè dell’ex libris, estremamente rappresentativa della cosiddetta arte minore. L’interesse in questo caso non è evidentemente nell’identità del singolo artista, ma nello stile riservato all’elaborazione di tale specifico genere, oltre che nel rapporto intrattenuto con l’universo dei simboli utilizzati. A parte qualche nominativo noto ai più, l’interesse di tali artisti, che a mio parere risulta pertinente alla politica culturale di un museo che si rispetti, risiede nella possibilità di veicolare l’attenzione verso l’indagine sulle multiformi tecniche espressive. Mi riferisco al disegno, alla sua pratica, coltivata con passione da parte anche di artisti che sono famosi esattamente e unicamente nell’ambito di tale reparto espressivo, ma soprattutto alla scelta di rappresentare attraverso il segno l’universo dei simboli propri del genere prescelto. Proprio dal disegno scaturisce la possibilità di procedere verso l’orizzonte di tecniche riproduttive quali ad esempio la xilografia, tecnica quest’ultima che, a giudizio di Duilio Cambellotti, poteva contribuire all’educazione artistica di un più vasto numero di persone. La citazione vale anche perché mi riferisco dal punto di vista cronologico alla prima metà del Novecento, epoca in cui esplose la cultura dell’ex libris, il desiderio dei possessori di inserire all’interno del libro tanto amato, la targhetta di proprietà, grazie alla quale poter comunicare agli altri i propri interessi, i propri amori”.

Le ragioni di tale donazione non si fermano tuttavia a tali considerazioni, ma riguardano soprattutto la possibilità di innestare su quest’ultima nuovi dialoghi, dilatare quindi l’indagine verso artisti adiacenti alla temperie culturale degli stessi autori degli ex libris, favorire collegamenti diretti e indiretti con le relative scuole, anche regionali, fiorite prima dell’imperversare degli ismi e dell’abbattimento delle differenziazioni geografiche.

É una questione di semina – conclude Tetro – forse anche di provocazione, come del resto è giusto che si configuri ogni proposta culturale, sempre tuttavia in assoluta compatibilità e armonia con le strategie della programmazione culturale della Pinacoteca Comunale Carlo Servolini, da sempre rivolta alla promozione della grafica e del Novecento sommerso.

Interverranno Mascia Vannozzi, Assessore alla Cultura del Comune di Collesalvetti, Francesca Cagianelli, Conservatrice della Pinacoteca Comunale Carlo Servolini, Francesco Tetro, già Conservatore del Polo Museale di Latina, membro del Comitato Scientifico dell’Opera di Duilio Cambellotti.

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