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“La Donna è Musica”, lezione sull’opera di Arnaldo Carpanetti

Domenica 22 settembre 2019, ore 11.30, alla Pinacoteca Comunale Carlo Servolini (via Umberto I, n. 63, Collesalvetti) andrà in onda la lezione di Francesca Cagianelli dedicata all’opera di Arnaldo Carpanetti, Donna con chitarra

sabato 21 Settembre 2019 10:58

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Domenica 22 settembre 2019, ore 11.30, alla Pinacoteca Comunale Carlo Servolini (via Umberto I, n. 63, Collesalvetti) andrà in onda la lezione di Francesca Cagianelli dedicata all’opera di Arnaldo Carpanetti, Donna con chitarra, con  proiezione video in loop di 10 icone dell’arte nazionale e internazionale dedicati al tema “La Donna è musica”.

L’evento, promosso dal Comune di Collesalvetti, ideato e curato da Francesca Cagianelli in occasione delle Giornate Europee del Patrimonio, prevede l’apertura straordinaria della Pinacoteca fino alle 13.

Tra le più significative delle collezioni permanenti del museo colligiano, l’opera di Carpanetti, donata al Comune di Collesalvetti nel 1965, racconta le coordinate nazionali dell’attività di Luigi Servolini che, proprio in veste di promotore culturale, intrattenne rapporti strategici con i principali esponenti della compagine artistica novecentesca.

Doveroso omaggio ad Arnaldo Carpanetti (Ancona, 15 gennaio 1898 – Milano, 5 aprile 1969) nel 50° dalla nascita, il focus ideato da Francesca Cagianelli punterà alla valorizzazione di uno dei più significativi esponenti del Novecento Italiano, lungamente dimenticato dalle cronache artistiche, ma recentemente storicizzato da Elena Pontiggia (“Il Veltro”, 1-6, a. LXI, gennaio-dicembre 2017, pp. 99-115) in chiave di singolare interprete della tradizione cinque-seicentesca: “La sua pittura si traduce inizialmente, alla metà degli anni Venti, in un novecentismo barocco, al contrario di Sironi e compagni che si ispirarono a un Trecento o un Quattrocento rarefatto”.

Proprio il rapporto con Mario Sironi, di cui fu amico, collaboratore ed estimatore, consente di ripercorrere gli esiti della sua prolifica produzione, a partire da Il ratto delle Sabine, presentato alla II Sindacale Lombarda e insignito del prestigioso Premio Principe Umberto, di cui lo stesso Sironi commenta che “eccita la curiosità e le speranze”: “Carpanetti è un coraggioso – sentenzia Sironi – I suoi tentativi nel campo della grande pittura di figura non si ripetono invano, non solo nel senso che ad essi è connesso un reale progresso pittorico e sensibile, ma perché alla sua messianica volontà di vittoria si rivolgono ormai attenzione e consensi”.

Tale attestazione di stima da parte di Sironi è all’origine della sua collaborazione con Carpanetti in occasione dell’ideazione della Stele del giornale della Rivoluzione, un monumentale pannello introduttivo alla Mostra Nazionale del Dopolavoro, allestita al Circo Massimo nel 1938, oltre che in vista della realizzazione, sempre nello stesso anno, di “un palazzo delle battaglie e delle vittorie” all’EUR, mentre non ne impedirà momenti di competizione antagonistica, come nel caso della committenza, poi pervenuta a Carpanetti, per la progettazione di un affresco destinato al “Sacrario” del Palazzo del Popolo d’Italia, costruito dall’architetto novecentista Giovanni Muzio.

In controcanto con l’epica propagandistica di tali imprese, Carpanetti svilupperà d’altra parte una produzione di nudi femminili, dimidiati tra reminiscenze classiche ed enfasi barocca, quando cioè atteggiati con gestualità teatrale, memore della Niobide degli Orti Sallustiani (cfr. E. Pontiggia, cit.), quando invece rispondente a stilemi baroccheggianti addirittura neo-rubensiani.

Tale ibrido connubio tra classicità e barocco sottende anche l’opera colligiana, Donna con chitarra, ascrivibile con ogni probabilità tra la seconda metà degli anni Quaranta e i primi decenni degli anni Cinquanta, memore certamente dei nudi ieratici e classici delle Bagnanti esposte a Venezia nel 1934, ma sublimata stavolta dalla liricità pervasiva dell’occupazione musicale.

Sull’onda di tale significativo dipinto, reso ancor più emblenatico dalla specificità del tema, coincidente con un’iconografica fortunatissima nell’ambito del Novecento italiano e internazionale, ovvero la donna come simbolo dell’armonia musicale, è stato ideato un percorso iconografico di 10 opere pittoriche di ambito nazionale e internazionali: Pablo Picasso, Donna con mandolino (Fanny Tellier), 1910, New York, Museum of Modern Art MoMA; Georges Braque, Donna con chitarra, 1913; Parigi, Centre Pompidou; Amedeo Bocchi, Nella veranda, 1919, Parma, Museo Amedeo Bocchi; Felice Casorati, Concerto, 1924, Torino, collezione RAI; Massimo Campigli, Donne con la chitarra, 1925, Pinacoteca di Brera, Milano; Tamara De Lempicka, Donna in blu con chitarra, 1929; Antonio Donghi, Prima della canzone, 1930; Mario Tozzi, Hommage à Claudel (Donna musica), 1930; Gino Severini, Fleurs et Masque, 1930, ca.; Henri Matisse, La Musica, 1939.

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