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“La guerra è una questione sottile” al Circolo Arci Norfini

Quasi una "prima" il videodocumentario che verrà presentato venerdì 28 giugno alle 17,30 presso il circolo Arci Norfini in via di Salviano 51, dall'Arci Livorno in collaborazione con Officina Multimediale e Castelli Narranti

venerdì 28 Giugno 2019 00:39

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Quasi una “prima” il videodocumentario che verrà presentato venerdì 28 giugno alle 17,30 presso il circolo Arci Norfini in via di Salviano 51, dall’Arci Livorno in collaborazione con Officina Multimediale e Castelli Narranti. Mentre il governo approva un nuovo decreto sicurezza fortemente voluto da Salvini, anche peggiore del primo, un neonato collettivo di controinformazione e approfondimento, Castelli narranti, fa il punto, in collaborazione con il già rodato gruppo di Officina Multimediale, sulla realtà del primo decreto, sul suo significato in una visione non solo contingente e sull’opposizione sociale che incontra nel paese. 113. War Is a Subtle Thing è un film, realizzato parte con mezzi professionali e parte con mezzi di fortuna, e vuole essere senza alcun infingimento uno strumento di lotta, attraverso gli strumenti dell’informazione e dell’approfondimento. L’obiettivo iniziale era essenzialmente didattico: spiegare nel dettaglio cosa significhi e cosa comporti il decreto varato con gran squillar di trombe securitarie da Salvini nell’ottobre scorso: 113, infatti, era il numero di protocollo del decreto, poi convertito in legge a dicembre. Poi, nel lavoro collettivo, nelle interviste ai diretti interessati, a giornalisti, avvocati e studiosi lo spettro si è allargato, la sonda è scesa più a fondo. Per rintracciare la genealogia di una politica securitaria e di una guerra contro i poveri, oltre che contro gli immigrati, che non è cominciata con il dilagare della Lega ma ha origini molto più lontane, sin dal «decreto Microcriminalità» del governo D’Alema, nel 1999, passando per le ronde di Maroni e il «decoro» di Minniti.
Mettere in prospettiva la xenofobia sempre più intrecciata con vere e proprie correnti razziste che il governo gialloverde veicola però non basta. Gli autori vanno alla ricerca delle spiegazioni culturali di un fenomeno che la stampa spaccia per quasi inspiegabile. Si ricostruiscono le dimensioni reali del nuovo schiavismo, si mette a fuoco una dinamica che è essenzialmente colonialista, si indica chi dalla sedicente difesa del «Prima gli italiani» trae profitto. L’onda della nuova destra che squassa l’Europa è una cosa troppo seria per essere trattata con superficialità. 113 prova ad andare oltre.
Interverrano al dibattito Marco Solimano (presidente Arci Livorno), Guia Tani (Avvocata esperta in diritto dell’immigrazione), Maurizio “gibo” Gibertini  (regista – Officina Multimediale).

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