L’Andalusia sbarca a Livorno con l’Istituto Comprensivo “Mazzini”
Foto gentilmente concesse dall'ufficio stampa dell'evento a cura di Luigi Saietti
Tra narrazioni sulle origini multiculturali di questa disciplina — nata dall'incontro tra le culture andalusa, gitana e ispanoamericana — l'incontro è stato scandito da emozionanti dimostrazioni pratiche
Giovedì 9 aprile, le poltrone del Teatro cittadino dei Salesiani hanno vibrato al ritmo della Spagna più autentica. L’Istituto Comprensivo G. Mazzini ha offerto ai suoi studenti un’esperienza formativa fuori dal comune, organizzando una coinvolgente “Lezione Aperta sul Flamenco” rivolta a otto classi della scuola secondaria di primo grado dell’istituto. L’evento, uno spettacolo didattico interamente in lingua spagnola, ha dimostrato come la scuola possa farsi teatro e l’apprendimento trasformarsi in pura emozione.
L’iniziativa è stata coordinata dalla professoressa Silvia Geppetti, docente di lingua spagnola dell’Istituto e referente del progetto, affiancata dalla collega Stefania Salvetti. Insieme, le docenti hanno ideato questo percorso per scardinare la classica lezione frontale, portando i ragazzi a scoprire che il flamenco non è una semplice danza, ma un’arte complessa che fonde musica, canto e ritmo.
A fare da guida in questo viaggio tra le strade di Siviglia e i vicoli di Cadice è stata Patrizia Vennero, ballerina professionista e direttrice della scuola di ballo “La nuova Luz”. Gli studenti hanno imparato a conoscere la figura della “bailaora”, termine esclusivo che racchiude l’essenza e la tecnica di quest’arte andalusa.
Tra narrazioni sulle origini multiculturali di questa disciplina — nata dall’incontro tra le culture andalusa, gitana e ispanoamericana — l’incontro è stato scandito da emozionanti dimostrazioni pratiche. I ragazzi hanno ammirato l’uso di accessori iconici come il ventaglio (abanico), che nelle mani della bailaora diventa uno strumento per marcare il ritmo e veicolare sentimenti.
Il momento di massima energia è stato raggiunto quando gli studenti sono diventati parte attiva dello spettacolo, scoprendo che nel flamenco il corpo stesso si trasforma in uno strumento musicale attraverso i tacones (i tacchi) e le palmas (il battito delle mani). Sotto la guida della professionista, l’intera platea si è cimentata in esercizi di ritmo per mantenere il compás.
L’evento si è concluso con un’intervista biografica in cui i ragazzi, microfono alla mano, hanno rivolto le loro curiosità in lingua spagnola direttamente alla ballerina. L’incontro ha ricordato che, dal 2010, il Flamenco è riconosciuto dall’UNESCO come Patrimonio Culturale Immateriale dell’Umanità. Un grande successo per l’IC Mazzini e per le docenti Geppetti e Salvetti, che hanno potuto regalare ai loro studenti una mattinata di vera cultura viva.
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