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Le fil rouge de Montparnasse, ai Granai le opere di Mira Maodus

Mercoledì 19 Ottobre 2022 — 18:23

L’esposizione, curata da Silvia Pampaloni e Veronica Carpita, propone la sintesi del percorso artistico della pittrice influenzato dagli studi a Francoforte, Venezia e Parigi e dalle sue esperienze raccolte in tutto il mondo, specialmente in Giappone. Fino al 20 novembre ad ingresso gratuito (dal venerdì alla domenica 16-19)

di Giulia Bellaveglia

“Quando ero bambina nel mio paese non si parlava troppo di arte. Io vidi un quadro di Giovanni Fattori, una strada in prospettiva, e me ne innamorai. Fu la prima cosa che tentai di riprodurre da piccola, possiamo dire che è grazie a lui se ho cominciato a dipingere. Ecco perché oggi, mettere in mostra i miei lavori nel museo a lui dedicato è davvero una grande emozione. Livorno è anche la città di Amedeo Modigliani, un personaggio che ha fatto parte della mia vita in quanto ho avuto l’onore di dipingere per anni nell’atelier della Cité Falguière, dove egli scolpì le sue cariatidi”. Mira Maodus, pittrice francese di origine serbo russa,  ha compiuto 80 anni da poco e sembra una ragazzina. Le emozionanti parole che escono dalla sua bocca sono cariche di vita, emozioni, situazioni riassumibili in una carriera sconfinata e iniziata tra mille difficoltà. “Sono viva grazie all’Italia – prosegue -. Mia madre, quando era incinta di me, doveva essere fucilata, ma riuscì a scappare e fu accolta dall’esercito italiano come fosse una di loro. Anche io mi sento compresa dall’Italia e in particolare da questa città, che si dimostra tanto comprensibile con chi proviene da una diaspora”. A rendere omaggio ai suoi lavori, dal 20 ottobre al 20 novembre, i Granai di Villa Mimbelli attraverso l’esposizione “Mira Maodus – Le fil rouge de Montparnasse”, patrocinata da Comune di Livorno e Regione Toscana. La mostra, curata da Veronica Carpita e Silvia Pampaloni, si inserisce come unica tappa italiana nel più ampio progetto #CelebratingMira2022, ideato per festeggiare l’artista tra Parigi, Belgrado, Livorno, Tokyo, Trebinje e Toronto in occasione del suo 80esimo compleanno. “Una pittura antica, dove il senso della pennellata è molto potente – spiega Carpita – Quelle di Mira non sono tele veloci, ma lunghe, infinite, dove si riprende il metodo e la lentezza della calligrafia giapponese. Un linguaggio personale e meditativo”. La personale, suddivisa in tre sezioni si ispira in gran parte alla poesia mondiale con nomi del calibro di Rimbaud, Verlain, Puškin, Quasimodo e Dučić. “Un lavoro sulla stratificazione del colore pensata nel tempo – commenta l’assessore alla cultura Simone Lenzi – Dipinti che in futuro si mostreranno differenti perché il pigmento del colore tende a mutare e la stratificazione è una sorta di premessa che si realizza nel divenire”. L’esposizione sarà visitabile gratuitamente dal venerdì alla domenica dalle 16 alle 19.

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