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Livornononstop, il periodico labronico tocca quota 700

Lunedì 8 Agosto 2022 — 09:03

Settecento! Un bel numero. Anzi, un numerone. È il traguardo raggiunto dalla rivista Livornononstop con l’uscita del numero di agosto, un mensile nato quasi per gioco nell’ormai lontano 1987 ma che ha fatto passi da gigante

Settecento! Un bel numero. Anzi, un numerone. È il traguardo raggiunto dalla rivista Livornononstop con l’uscita del numero di agosto, un mensile nato quasi per gioco nell’ormai lontano 1987 ma che ha fatto passi da gigante. Soprattutto negli ultimi anni quando si è dato una veste editoriale più professionale, con carta patinata e stampa in quadricomia, come si addice ai periodici che si rispettano. E per di più in un momento particolare, di forte crisi economica in tutti in settori ma ancor più evidente nel campo dell’editoria dove molte testate, sia quotidiane che periodiche, hanno drasticamente ridotto le tirature, con conseguente calo di lettori che, talvolta, non hanno più neppure l’edicola di riferimento perché – crisi maledetta – ne ha fatto abbassare per sempre la saracinesca.

La storia di Livornononstop, è iniziata, come detto, nel 1987, da un’idea di Bruno Damari (già fondatore e titolare dell’Editrice “Il Quadrifoglio”), poco dopo la sua iscrizione all’Ordine Nazionale dei Giornalisti, albo pubblicisti, avvenuta nel 1984. L’intenzione era quella di fornire un “foglio” strettamente livornese – come appunto recita il sottotitolo della testata -, inteso a valorizzare la storia della città, dei personaggi, delle tradizioni, delle manifestazioni, degli appuntamenti e di tutto ciò che aveva il profumo nostrano del… salmastro. Inizialmente, fu a diffusione settimanale, poi quindicinale per passare, infine, all’attuale cadenza mensile; progressivo anche l’aumento delle pagine che dalle otto iniziali ha ora raggiunto la bellezza di 54 (e in redazione sono pronti per un ulteriore rialzo). La tiratura si è assestata su 4000 copie.

La formula e i contenuti del giornale hanno sempre trovato il consenso del pubblico livornese anche perché la distribuzione della rivista è sempre stata gratuita ed è effettuata dagli stessi inserzionisti che, oltre al messaggio pubblicitario sul giornale, hanno la possibilità di omaggiare i propri clienti. Consensi che aumentarono ancor di più con l’ingresso in redazione negli anni Novanta di noti scrittori locali, a partire da Giuliana Matthieu, Cesare Favilla, Arrigo Melani, Brunello Mannini, Samuel Sondak (quest’ultimi quattro recentemente scomparsi), già affermati autori di apprezzati testi di storia e di cultura.

Adesso la redazione – con Bruno Damari sempre in veste di direttore responsabile, nonché tuttofare per quanto riguarda grafica e impaginazione – è formata da altre “penne” di assoluto rilievo, a partire dagli storici Giorgio Mandalis, Luciano Canessa, Marco Rossi e ancora da Stefania D’Echabur (pubblicista, la “decana” tra collaboratori e collaboratrici), Marcello Faralli, Michela Gini, Giovanni Giorgetti, Massimo Cappelli, Luca Lischi, Lorena Luxardo, Annalisa Gemmi, Scilla Lenzi e Valentina Ferrucci. Fanno pure parte della redazione anche i giornalisti pubblicisti Claudia Damari (figlia del direttore Bruno Damari), Edoardo Damari (nipote) e sua moglie Giulia Palandri (tra l’altro, quest’ultima ha rilevato, l’Editrice Il Quadrifoglio nel 2018).

L’anima del giornale è rimasta sempre la stessa: quella di parlare della città, di valorizzare la sua storia e i suoi personaggi, ma anche quella di criticare, sempre in maniera costruttiva, tutto ciò che non va e che contribuisce a dare una immagine negativa non solo ai turisti ma anche agli stessi cittadini. Ci sono poi rubriche consolidate e molto seguite dai lettori, come quella intitolata “Livornese doc o all’acqua di rosa?”, ovvero una serie di quiz sulla città dove si deve scegliere la risposta giusta fra le tre indicate; alla fine il punteggio ottenuto determinerà il grado di… livornesità del partecipante.

L’interesse dei lettori è ulteriormente cresciuto dall’aprile dello scorso anno, quando la redazione ha dato vita all’inserto centrale di otto pagine (quindi da raccogliere e conservare) di “Livornesi dentro e fuori”, ovvero l’enciclopedia di personaggi scomparsi che hanno lasciato traccia in città. Si tratta di un grosso lavoro, curato dallo stesso Bruno Damari, che quando arriverà al termine (adesso si sta concludendo l’elenco dei cognomi con la lettera C), dovrebbe raccogliere oltre 15mila profili, molti dei quali rappresentati anche con la foto. Il tutto sarà poi rilegato in un apposito voluminoso libro, formato A4, di oltre 1000 pagine (se è il caso, sarà suddiviso in due volumi). Una iniziativa, questa, che sta raccogliendo enormi consensi data anche la sua originalità e il valore storico dei personaggi in essa contenuti, molti dei quali sconosciuti alla gran parte dei lettori.

Non ci resta che concludere facendo i complimenti e gli auguri alla redazione di Livornononstop per questo traguardo raggiunto. Ad maiora.

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