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“Mario Puccini-Van Gogh involontario” al Museo della Città

Più di centoquaranta le opere esposte che consentiranno di ripercorrere la carriera dell'artista livornese post macchiolo. Il sindaco Salvetti: "La città è pronta ad accogliere un altro suo figlio, presenza importante nella storia dell’arte italiana"

Giovedì 1 Luglio 2021 — 18:29

di Giulia Bellaveglia

Nonostante il periodo ancora in bilico tra preoccupazioni e divieti (dovuti all’emergenza Covid), la cultura non si ferma. Almeno nei musei. E così, dopo il successo di “Progressiva” e l’importante consenso ottenuto dalla successiva esposizione “Vissi d’arte”, il Museo della Città torna ad accendere i suoi riflettori (foto in pagina di Lorenzo Amore Bianco).
E lo fa con “Mario Puccini – Van Gogh involontario”, una mostra a cura di Nadia Marchioni, in collaborazione con Vincenzo Farinella, Gianni Schiavon e Carlo Sisi, realizzata da Comune di Livorno, Fondazione Livorno, Fondazione Livorno – Arte e cultura e Regione Toscana.
“In questo anno e mezzo di trepidazione dovuta alla pandemia siamo comunque riusciti a far pulsare il Museo della città – commenta il sindaco Luca Salvetti – Questo è un omaggio a un personaggio straordinario che la struttura rende in maniera eccellente. Sono molto contento del lavoro fatto e di tutti quelli che si sono spesi affinché fosse possibile realizzarlo. Questo progetto rientra nell’intento dell’amministrazione di valorizzare personaggi illustri nati a Livorno. Il tutto si sarebbe dovuto svolgere nel 2020, centenario della morte, ma la situazione sanitaria non lo ha reso possibile. Adesso la città è pronta ad accogliere un altro suo figlio, presenza importante nella storia dell’arte italiana”.
Dal 2 luglio fino al 19 settembre, i visitatori avranno la possibilità di ammirare una tra le collezioni più significative del pittore livornese, costituita da lavori mai presentati prima o solo raramente esposti.
“Sono felice ed orgoglioso per quanto è stato realizzato – afferma l’assessore alla cultura Simone Lenzi In realtà, ci vuole coraggio a fare un’esposizione su un personaggio di questo calibro: non sempre l’arte deve migliorare il mondo o insegnarci a vivere, a volte deve stupire e Puccini è sicuramente un pittore stupefacente. Non è certo un caso che venisse considerato dall’amico Oscar Ghiglia un artista di prima grandezza, forse un po’ costretto da limiti autoimposti che non gli hanno consentito di mostrare al mondo la sua unicità”.
Oltre centoquaranta opere, suddivise in otto sezioni, che permettono di riscoprire lo sviluppo di una carriera dedicata al post macchiaiolo, partendo dall’esordio in cui si nota il legame con i maestri Fattori e Lega, per raggiungere il periodo post ricovero per demenza caratterizzato da un appassionato utilizzo del colore. Tecnica che ha contribuito a suggerire l’ipotesi di un legame tra la pittura dell’artista labronico e quella di Van Gogh.
“Quella di Van Gogh involontario è una citazione di Emilio Cecchi – spiega Marchioni – Lo scrisse alla moglie dopo aver ammirato alcuni capolavori, precisando di essere stato travolto da alcune opere selvagge. Lo abbiamo inserito nel titolo perché ci premeva sottolineare questo avvicinamento all’artista olandese che, sicuramente, non è involontario. Puccini era uno studioso, conosceva bene l’arte europea. Successivamente la carriera fiorì grazie ad altri raffinati collezionisti quali Sforni e Galli, che gli commissionarono numerosi lavori. L’esposizione asseconda questa cronologia, segue un criterio tematico e consente di visualizzare tutti i generi realizzati”.
La mostra sarà visitabile dal martedì al venerdì dalle 10 alle 20 e il sabato e la domenica dalle 10 alle 22.
Per informazioni: 0586/824.551 oppure [email protected].

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