Paola Pasqui torna sabato al Vertigo con Filosoficabaret
Sabato 18 aprile alle 21 la cabarettista livornese riporta sul palco uno spettacolo tra risate e riflessioni, in un viaggio ironico sull’evoluzione umana e le contraddizioni del presente
Paola Pasqui, cabarettista e umorista livornese di esperienza trentennale, artisticamente nata agli albori del Vertigo, allorché Marco Conte iniziò con i primi stage di comicità, e oggi insegnante al corso di comicità della scuola di arti sceniche Enzina Conte, torna sabato 18 aprile alle 21 sul palco di casa, il Teatro Vertigo, con il suo spettacolo “Filosoficabaret” (spring edition). Un monologo che parte letteralmente da prima di Adamo ed Eva e si snoda nel tempo e nello spazio, con l’intento manifesto di regalare parecchie risate e qualche spunto di riflessione. Una storia del pensiero e dell’evoluzione umana “sui generis”, che parla della nostra quotidianità sia quando si misura con un’attualità per molti versi drammatica, sia quando narra dei nostri antenati preistorici o delle menti, più o meno fulgide, che hanno caratterizzato le varie epoche di permanenza della nostra specie su questo pianeta, attraverso la lente deformante di un senso dell’umorismo che, pur contraddistinto dall’usuale leggerezza e dall’ironia sottile tipiche del registro comico dell’autrice, non si mette i guanti quando si tratta di stigmatizzare le assurdità della nostra epoca e i nostri tic, talmente automatici da rendercene ormai inconsapevoli. Un gioco di scardinamento di luoghi comuni e abitudini meccaniche, per una serata all’insegna di una comicità mai banale e poco incline al compromesso, radicata nel territorio — un territorio particolarmente favorevole all’espressione di talenti comici, consapevoli o meno, va detto per amore di verità — ma che rispetta profondamente il pubblico e non cerca la risata facile a tutti i costi. Paola è la voce narrante delle persone che non si spiegano la deriva irrazionale della nostra società, incantata dai facili proclami e dal bullismo di troppi soggetti, e per farlo utilizza gli strumenti che le sono più congeniali: quelli del sorriso, senza giudicare ma, al tempo stesso, senza fare sconti a nessuno, neanche a se stessa. Con la sfrontatezza dei veri timidi, condurrà il suo pubblico — un pubblico poco disposto a seguire mode di risate televisive o “social” istantanee e superficiali — in un viaggio attraverso ricordi e momenti attuali tragicomici, con la cifra garbata che contraddistingue il suo cabaret.
Alle luci Ugo Zammit, audio Roberto Pacini. Si prevede il tutto esaurito; pertanto, si consiglia di prenotare al numero 0586210120 (segreteria telefonica) oppure con messaggio WhatsApp al numero 3805842291. Ingresso 12,00 €.
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