Partiture Visuali torna alla Goldonetta, immagini d’archivio e musica si incontrano
L'iniziativa promossa da Fondazione Teatro Goldoni, Associazione 8mmezzo e Conservatorio Mascagni trasforma filmati familiari in opere contemporanee, mettendo in dialogo registi e compositori in un originale intreccio tra memoria, sperimentazione e linguaggio analogico del Super8. Appuntamento venerdì 17 aprile alle ore 18.30
Venerdì 17 aprile alle ore 18.30, negli spazi della Goldonetta, torna “Partiture Visuali” (clicca qui per leggere il programma completo), progetto organizzato da Associazione 8mmezzo, Conservatorio Mascagni e Fondazione Teatro Goldoni con il sostegno di AdSP del Mar Tirreno Settentrionale, Cooperativa Itinera e il patrocinio di Fondazione Livorno. Giunta alla quarta edizione, l’iniziativa si conferma come un’esperienza originale capace di fondere musica e immagini attraverso il linguaggio analogico del Super8, restituendo nuova vita a materiali d’archivio privati. Il direttore del Conservatorio, Federico Rovini, sottolinea l’importante valore della collaborazione. “La prima cosa – dice – è l’unione che prosegue con il teatro, che è una aspetto che ci sta molto a cuore”. E aggiunge. “Non posso poi che apprezzare il lavoro di archiviazione fotografica, assolutamente lodevole e interessantissimo”. Per gli studenti, infatti, il percorso rappresenta un’opportunità concreta. “Poter lavorare su questi video significa esercitarsi dal punto di vista compositivo in relazione alle foto”. Al centro dell’edizione 2026 c’è un dialogo creativo tra registi e compositori. Come spiega Michele Lezza, presidente di 8mmezzo, “quest’anno abbiamo coinvolto 10 registi, anche dall’estero, e 10 compositori del Mascagni”. I prodotti di partenza appartengono ad un archivio familiare. “Il materiale fotografico – prosegue – proviene dalle famiglie e viene rielaborato artisticamente ai giorni nostri, offrendo dieci spunti di riflessione molto diversi tra loro”. Il risultato è un equilibrio tra linguaggi. “Il lavoro è all’unisono, non c’è subordinazione: musica e immagini sono entrambe opere autonome”. Emanuele Gamba, direttore artistico del Teatro Goldoni, evidenzia invece la forza dell’incontro. “È un progetto nato da una vera e propria chiacchiera ad un bar, ma cresciuto molto”. E conclude con una riflessione. “È l’arte dell’incontro di punti di vista: una storia livornese può finire nelle mani di una regista iraniana e diventare qualcosa di nuovo e mai esplorato prima”. Un invito aperto alla città, a ingresso libero, per scoprire il potere creativo della contaminazione artistica a tutti i livelli.
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