Cerca nel quotidiano:


Pinacoteca Servolini: terza puntata del “Calendario Culturale Autunno 2020”

Si intitola “La stagione intimista dell’affresco”, la Conferenza curata in anteprima per la Pinacoteca Comunale Carlo Servolini da Nicola Micieli, critico d’arte, curatore anche dell’ultima puntata del Calendario, dal titolo “Aldo Salvadori

Lunedì 12 Ottobre 2020 — 16:12

Mediagallery

Andrà in onda, giovedì 22 ottobre 2020, alla Pinacoteca Comunale Carlo Servolini di Collesalvetti, la terza puntata del Calendario Culturale Autunno 2020, dal titolo “Le ragioni della collezione Verzocchi. Il dopoguerra dell’arte tra storia e collezionismo”, promosso dal Comune di Collesalvetti, ideato e curato da Francesca Cagianelli, in occasione della mostra “La malinconia mediterranea di Gastone Breddo. Momenti del gusto astratto-concreto tra cartocci morandiani e laguna soledad” (fino al 19 novembre 2020, tutti i giovedì, ore 15.30-18.30).

Si intitola “La stagione intimista dell’affresco”, la Conferenza curata in anteprima per la Pinacoteca Comunale Carlo Servolini da Nicola Micieli, critico d’arte, curatore anche dell’ultima puntata del Calendario, dal titolo “Aldo Salvadori. Impressionismi decantati” (giovedì 5 novembre 2020, ore 17.00).

Capitoli irrinunciabili questi ultimi, se considerati nell’ambito di una determinazione storiografica a recuperare dintorni eccezionali rispetto alla centralità di Gastone Breddo: tanto Bruno Saetti, quanto Aldo Salvadori, testimoniano da diverse latitudini l’istanza di una nuova figurazione germinata nel secondo dopoguerra a seguito della prepotente ondata postcubista.

In particolare Bruno Saetti (Bologna, 1902-1984), formatosi all’Accademia di Belle Arti di Bologna, già accolto nel 1928 nell’ambitissimo consesso dell’Esposizione Internazionale di Venezia, da cui non resterà escluso per ben 14 edizioni, e nell’ambito della quale sarà celebrato addirittura con una personale nel 1938, è stato selezionato per il Calendario colligiano come personalità assolutamente emblematica grazie alla sua contiguità con Gastone Breddo, che dopo averne frequentato i corsi all’Accademia di Belle Arti di Venezia, ne introdusse il catalogo della mostra del 1955 presso la Galleria Alibert di Roma.

Consacrato dalla critica in occasione della partecipazione dalla Mostra Internazionale di Barcellona del 1929 Saetti, vero e proprio “maestro frescante” reclama una statura esclusiva con particolare riferimento all’elaborazione della tecnica parietale, grazie alla quale riesce ad aggiudicarsi committenze prestigiose quali l’affresco della Sacra Famiglia per l’Università di Padova (1958) e l’affresco su tela Colloquio con l’Angelo per la Galleria d’Arte Moderna di Bologna (1974).

Sono tuttavia i cosiddetti affreschi applicati su tele, da considerarsi veri e propri dipinti da cavalletto, che consentono a Saetti una declinazione tematica più intimista, sempre più orientata verso l’iconografia religiosa, dominata da maternità sacre e profane, riassuntive della sua vocazione più autentica.

Riproduzione riservata ©