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Primavera di Musica con i concerti del martedì del Cons

Per il conservatorio Mascagni sarà il 22 marzo il primo appuntamento di una stagione di 7 concerti di musica da camera, che percorrono il ricchissimo repertorio di quattro secoli

Sabato 5 Marzo 2022 — 09:51

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Per il conservatorio Mascagni sarà il 22 marzo il primo appuntamento di una stagione di 7 concerti di musica da camera, che percorrono il ricchissimo repertorio di quattro secoli, dal ‘600 e ‘700 di Vivaldi, e poi di Mozart, fino al ‘900 di Saint-Saens, Dukas, Prokofiev, Shostakovic, Rota e molti altri, passando per l’800 protoromantico e romantico di Beethoven, Schumann, Chopin, Liszt, Brahms, Wagner.

Ogni martedì, alle 18  fino al 17 maggio, quando alla Goldonetta, quando al Teatro 4 Mori, il Conservatorio livornese esce dalla propria sede prestigiosa per fare alla città un’offerta musicale di alto livello.

“Abbiamo deciso di produrre questa stagione – afferma Renato Meucci, direttore del Mascagni – perché nella nostra scuola stanno crescendo dei veri e propri talenti. Vogliamo che la città di Livorno possa constatare che questa sua Università della Musica, che è il Conservatorio, è una instancabile fucina dove si forgia un patrimonio artistico che, probabilmente, i più neppure sospettano che esista”.

Il ciclo di concerti vedrà giovani interpreti, tutti formati o in via di formazione al Mascagni. A gennaio è stata fatta una prima audizione, cui hanno partecipato una ventina di allievi del Conservatorio.

“Mi sono davvero stupito di trovare una così alta qualità tecnica e artistica nei giovani; tanto che è stato davvero difficile operare la scelta necessaria”, commenta Meucci. Dodici di questi strumentisti sono stati convocati per una nuova audizione, con la quale la commissione artistica ha voluto approfondire e confermare il giudizio precedente.

“Abbiamo chiamato la stagione Primavera di Musica – posegue il direttore del Mascagni, non solo perché inizia proprio con l’avvento della stagione del rifiorire della natura, ma anche perché gli interpreti sono nella primavera della loro vita e del loro percorso artistico”.

Ma chi immaginasse che si trattasse di esecuzioni segnate dai limiti che possono avere giovani strumentisti in formazione, si tolga ogni dubbio.

Meucci confessa che il progetto era stato accarezzato come ipotesi da verificare. “E forse avremmo dovuto prendere atto- prosegue – che il livello dei giovani, ascoltati in audizione, poteva non essere tale da consentirci di esporli al rapporto con il pubblico. Oggi, invece, perseguiamo il progetto con serena determinazione, perché sappiamo di creare un’offerta di grande valore artistico: questi giovani e perfino giovanissimi – ce n’è qualcuno che sta ancora compiendo il precorso della laurea triennale – sono già sbocciati a una maturità artistica singolare, nel cui futuro si vedono già iscritte molte lusinghiere occasioni. Credo che Livorno ne resterà davvero stupita”.

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