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Rassegna Pietro Nardini, domenica i giovani del Mascagni con Beethoven e Brahms

Venerdì 20 Maggio 2022 — 16:08

Appuntamento al Conservatorio Pietro Mascagni. Il programma si apre con il Trio in Si bemolle maggiore op. 11, per clarinetto, violoncello e pianoforte

Domenica 22 maggio alle 11, nell’Auditorium Cesare Chiti del Conservatorio Pietro Mascagni, si tiene il terzo concerto della Rassegna Pietro Nardini, organizzata dall’Associazione Amici del Mascagni insieme con il Conservatorio livornese. Dopo aver ospitato i giovani del Cherubini di Firenze e del Franci di Siena, l’Auditorium Cesare Chiti vede stavolta la presenza dei giovani del Conservatorio livornese, con musiche di Beethoven e di Brahms. Il programma si apre con il Trio in Si bemolle maggiore op. 11, per clarinetto, violoncello e pianoforte, che Ludwig van Beethoven, già segnato dalla malattia che presto lo priverà completamente dell’udito, compone nel 1797, scritto “per clarinetto o violino” e dedicato alla contessa Maria Wihlelmine von Thun. Il Trio è una pagina che non si discosta da struttura e stile della musica dell’epoca – nei tre movimenti Allegro con brio, Adagio e Allegretto con variazioni – ma già porta i segni dell’inconfondibile animo beethoveniano, che qui sembra anticipare tratti schumanniani.

Ne sono interpreti il clarinettista Tommaso Gragnoli, che frequenta il Triennio accademico al Mascagni sotto la guida di Carlo Failli, la violoncellista Giada Campanelli, allieva di Luca Provenzani nel Conservatorio livornese e di Vittorio Ceccanti, nella masterclass del Livorno Music Festival, e Alessandro Sferlazza, al pianoforte, che approda al Mascagni dal Bellini di Caltanissetta e frequenta, insieme con i corsi della Facoltà di Matematica di Pisa, il Triennio accademico al Mascagni, sotto la guida di Giovanni Nesi.

La seconda parte del concerto vede la Clarinet Sonata in Mi bemolle maggiore op. 120, n. 2, che Johannes Brahms, che morirà di lì a tre anni, scrive per Richard von Muhlfeld, primo clarinetto dell’orchestra di corte di Bad Ischl – stazione termale alla moda, frequentata dal Metternich, dall’Arciduca Francesco Carlo ed eletta a propria residenza estiva dall’imperatore Francesco Giuseppe – dove il compositore trascorreva un periodo difficile e doloroso, nel quale aveva perfino deciso di non dedicarsi più alla composizione. Ma è così alta l’arte di von Muhlfeld, che Brahms recede dal suo proposito e compone questa Sonata, insieme con la prima dell’op. 120, che si offrono quasi come un testamento spirituale. Ne sono interpreti la clarinettista Paola Primitivi, allieva di Carlo Failli, e il pianista Filippo Tenisci, allievo di Maurizio Baglini.  I due giovani sono insieme impegnati nell’approfondimento del repertorio cameristico di Brahms, sotto la guida di Ilaria Maurri.

Ingresso libero fino a esaurimento dei posti e nel rispetto delle norme attualmente in vigore in materia di prevenzione del contagio da Covid19 (mascherina FFP2).

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