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Teatro. Al Vertigo in scena “Il Rastrellamento- Anatomia di un privilegio”

Mercoledì 21 Ottobre 2026 — 20:42

La Compagnia Vertigo presenta cinque atti unici di Harold Pinter per raccontare il potere, la repressione e l’indifferenza. A Livorno, dopo oltre quindici anni, torna in scena il teatro di uno dei più lucidi interpreti delle contraddizioni del nostro tempo

La Compagnia Vertigo presenta cinque atti unici di Harold Pinter per raccontare il potere, la repressione e l’indifferenza. A Livorno, dopo oltre quindici anni, torna in scena il teatro di uno dei più lucidi interpreti delle contraddizioni del nostro tempo.

In scena al teatro Enzina Conte del Vertigo di via del pallone 2

  • Venerdì 23 ottobre 2026, ore 21:00
  • Sabato 24 ottobre 2026, ore 21:00
  • Domenica 25 ottobre 2026, ore 17:00

In un’Italia di un futuro prossimo, la democrazia è sopravvissuta soltanto come facciata. Il controllo è totale e il dissenso viene cancellato senza far rumore. Mentre il Paese scivola silenziosamente nella dittatura, le élite si raccolgono in salotti ovattati, tra bicchieri pieni, parole vuote e sorrisi di circostanza. Qui la realtà non entra: viene esclusa, negata, rimossa.

Fuori, intanto, il meccanismo avanza: chi è diverso scompare, chi non si conforma viene corretto, chi resiste viene spezzato.

È questo l’universo inquietante al centro di “Il Rastrellamento – Anatomia del privilegio”, lo spettacolo della Compagnia Vertigo, con la regia di Diego Bellettini, che intreccia cinque atti unici di Harold Pinter: Il Candidato, Il Linguaggio della Montagna, Party Time, Il Bicchiere della Staffa e Notte.

Un progetto teatrale che riunisce opere diverse in un unico corpo scenico, trasformandole in una spietata indagine sui meccanismi del potere, sulla violenza istituzionale e sulla responsabilità di chi sceglie di non vedere.

Due mondi abitano la scena, separati da una soglia di indifferenza: da una parte chi si intrattiene, protetto dal proprio privilegio; dall’altra chi viene perseguitato, privato della propria identità e progressivamente cancellato. Nel mezzo, il teatro, luogo in cui le apparenze si incrinano e ciò che il potere vorrebbe nascondere torna a manifestarsi.

Pinter, un autore necessario. Il suo ritorno a Livorno

“Il Rastrellamento” segna il ritorno di Harold Pinter sulle scene livornesi dopo oltre quindici anni. Un ritorno che rappresenta per la compagnia Vertigo un onore, ma anche una precisa scelta artistica e culturale: riportare al pubblico un autore la cui forza continua a parlare con impressionante lucidità al presente.

Pinter, premio Nobel per la Letteratura nel 2005, ha fatto del silenzio uno degli strumenti più potenti della propria scrittura. Nei suoi testi le parole non servono soltanto a comunicare: possono intimidire, manipolare, nascondere, esercitare dominio. Le pause, le omissioni e le frasi apparentemente innocue diventano così il luogo in cui affiorano le tensioni più profonde dei rapporti umani e sociali.

La sua attualità risiede proprio in questa capacità di smascherare le ingiustizie universali senza ricorrere necessariamente alla denuncia esplicita. Il potere si manifesta nelle relazioni quotidiane, nella normalizzazione della violenza, nell’esclusione di chi è considerato scomodo e nella complicità silenziosa di chi assiste senza intervenire.

Attraverso il linguaggio essenziale e perturbante di Pinter, lo spettacolo interroga il nostro presente e le sue derive autoritarie, mostrando quanto sia sottile il confine tra la conservazione delle apparenze democratiche e la progressiva erosione delle libertà.

Un’indagine sul privilegio e sulla complicità

L’operazione scenica mette in relazione la dimensione privata del privilegio e quella pubblica della repressione, facendo convivere l’apparente leggerezza dei salotti e la brutalità dei dispositivi di controllo.

Il titolo, Il Rastrellamento, richiama una pratica di persecuzione e selezione, ma suggerisce anche un processo di eliminazione più ampio: quello che investe le persone, le differenze, la memoria e persino la possibilità di nominare ciò che accade.

La domanda che attraversa lo spettacolo non riguarda soltanto chi esercita il potere, ma anche chi lo rende possibile attraverso l’indifferenza, il conformismo e il silenzio.

Di cosa siamo complici, quando scegliamo di non guardare?

Lo spettacolo è un atto d’accusa e, insieme, un tentativo di memoria. Un invito a riconoscere i segnali della sopraffazione prima che diventino normalità e a interrogarsi sul prezzo umano della tranquillità di chi si sente al riparo.

Il trucco affidato alla scuola di Dalia Colli, tre volte vincitrice del David di Donatello e candidata all’Oscar

A impreziosire il progetto artistico è la collaborazione con la scuola di Dalia Colli, truccatrice cinematografica livornese di riconosciuto prestigio internazionale, alla quale è affidato il trucco dello spettacolo e che ha iniziato una stretta collaborazione con la compagnia Vertigo una intelligente sinergia tra due scuole “vicine di casa” trovandosi a 500 metri l’una dall’altra.

Colli ha vinto tre David di Donatello per il miglior trucco grazie ai film Reality (2013), Dogman (2019) e Pinocchio (2020), tutti diretti da Matteo Garrone. Per il lavoro realizzato in Pinocchio ha inoltre ottenuto, insieme ai suoi collaboratori, la candidatura agli Academy Awards 2021 nella categoria Miglior trucco e acconciatura.

Nel corso della sua carriera ha contribuito alla realizzazione di numerose produzioni cinematografiche italiane e internazionali, distinguendosi per la capacità di trasformare il volto e il corpo in strumenti essenziali della narrazione.

La sua presenza all’interno di Il Rastrellamento rappresenta un contributo significativo alla costruzione dell’identità visiva dello spettacolo, in cui il corpo diventa testimonianza della violenza, del controllo e delle trasformazioni imposte dall’ambiente sociale e politico.

Regia: Diego Bellettini

Sul Palco (in ordine alfabetico): Andrea Brenna, Anna Buzzo, Gregorio Cordoni, Andrea De Frenza, Chiara Delfino, Irene Favetti, Roberta Furlan, Gilberto Gabardi, Lorenzo Ghezzani, Lorenzo Luparini, Rebecca Luparini, Marco Miraglia, Camilla Tassara, Axel Tonfoni, Margherita Vannucci, Luca Ventavoli.

  • Movement director: Micaela Ghiozzi ● Coreografa: Roberta Furlan ●Scenografa: Patrizia Coli ● Costumista: Claudia Baroni ● Disegno luci: Ugo Zammit ● audio: Roberto Pacini ● Grafica: Diego Bellettini
  • Trucco: la scuola di trucco di Dalia Colli

Prenotazioni: 0586 210120 con segreteria telefonica

Messaggio WhatsApp: 380 584 2291

biglietto intero 12,00 € ridotto per allievi della scuola di arti sceniche 7,00 €

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