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Una mattina di studio dedicata al mare al Museo di storia

Mercoledì 25 Febbraio 2026 — 14:46

Il 26 febbraio, dalle 9.45 alle 13.00, il Museo di Storia Naturale di Livorno ospiterà l'evento territoriale toscano del progetto SEAsteMAR con un workshop dal titolo "Il mare che cambia: Osservare, capire e agire con SEAsteMAR"

Il 26 febbraio, dalle 9.45 alle 13.00, il Museo di Storia Naturale di Livorno ospiterà l’evento territoriale toscano del progetto SEAsteMAR con un workshop dal titolo “Il mare che cambia: Osservare, capire e agire con SEAsteMAR“. Una giornata interamente dedicata all’osservazione e alla comprensione delle trasformazioni che interessano il nostro mare, con l’obiettivo di trasformare i dati scientifici in azioni concrete di salvaguardia. Il Mar Mediterraneo è oggi protagonista di rapidi cambiamenti: l’innalzamento delle temperature, l’evoluzione delle correnti e la pressione delle attività umane impongono nuove sfide per la sicurezza e la tutela ambientale. Il progetto SEAsteMAR nasce proprio per rispondere a queste necessità, costruendo nel Mediterraneo nord-occidentale una rete integrata di osservazioni, modelli e servizi meteo-marini.

L’evento si articolerà in due momenti principali:

La fase d’apertura della conferenza guiderà i partecipanti alla scoperta dell’iniziativa SEAsteMAR, la quale si occupa di tessere nel bacino del Mediterraneo nord-occidentale una maglia sempre più connessa di monitoraggi, proiezioni e sistemi meteorologici-marini finalizzati alla protezione, al coordinamento delle operazioni nautiche e alla preservazione degli ecosistemi. Le realtà istituzionali coinvolte per l’Italia — nello specifico ARPAL, CNR, Fondazione CIMA, il Consorzio LaMMA e il corpo della Guardia Costiera — illustreranno metodologie, competenze acquisite e visioni future, evidenziando come l’elaborazione di dati e il sapere scientifico siano in grado di trasformarsi in benefici tangibili per la difesa delle acque e specialmente per il mantenimento della ricchezza biologica marina.

Nel corso della seconda sessione, l’orizzonte dell’analisi si amplierà ulteriormente. Prendendo le mosse dal perimetro del Santuario Pelagos e dalle acque del Mediterraneo settentrionale, il dibattito verterà sulle ripercussioni che i mutamenti globali e le crisi climatiche esercitano sugli habitat acquatici: flussi migratori di specie, metamorfosi degli ambienti naturali e l’insorgere di fragilità inedite, che tuttavia portano con sé nuove occasioni di studio e di resilienza. Prenderanno la parola esponenti di spicco della ricerca scientifica italiana — afferenti a OGS, all’Università di Siena e all’Università di Pisa — per dare vita a un confronto collettivo sulle modalità di analisi e decodifica di tali trasformazioni. L’obiettivo sarà definire quale funzione strategica debbano assumere le reti di osservazione e i modelli predittivi nel tracciare la rotta per le decisioni e le politiche del domani.
L’incontro vuole essere un ponte tra chi produce dati scientifici e chi è chiamato a governare il mare. Parteciperanno ricercatori di rilievo nazionale per riflettere su come i sistemi di monitoraggio e previsione possano guidare le scelte future a protezione della biodiversità. In apertura anche al presenza dell’assessora all’Ambiente del Comune di Livorno Giovanna Cepparello.

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