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“Al lavoro per un Polo Industriale Manifatturiero, così Livorno può diventare team leader”

Ecco l'intervento del presidente di Confindustria Livorno Massa Carrara, Cav. Lav. Dott. Piero Neri, alla presentazione dello studio Irpet sugli effetti del Covid-19 sull'economia livornese organizzata dal Comune di Livorno il 15 febbraio

Lunedì 15 Febbraio 2021 — 16:04

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"L’industria che caratterizza l’economia livornese ha quindi mostrato reattività e voglia di consolidare la propria tradizione"

Pur in un clima di decremento congiunturale, il sistema industriale livornese ha mostrato nell’arco del 2020 una sostanziale tenuta e le criticità riguardanti la continuità produttiva, molto pesanti in altre aree della Toscana, sono state meno marcate negli stabilimenti industriali operanti nella provincia di Livorno. L’industria che caratterizza l’economia livornese ha quindi mostrato reattività e voglia di consolidare la propria tradizione confermandosi uno dei punti di forza del territorio con il 17% del valore aggiunto ed il 22% degli occupati. A conferma di ciò, ricordo alcuni recentissimi risultati inerenti le graduatorie del bando della Regione Toscana diretto a finanziare i progetti di Ricerca e Sviluppo di PMI e Grandi Imprese: 22 aziende nostre associate, localizzate a Livorno e a Massa Carrara, hanno partecipato al bando, chiuso alla fine di luglio scorso, presentando progetti di alta innovazione pur nel periodo di emergenza.

Purtroppo quanto ho richiamato non avrà ricadute immediatamente quantificabili sul mercato del lavoro, né sui tetti di cassa integrazione autorizzata, tuttavia confermano – ancora una volta – che la base industriale ad alta intensità di manodopera presente nel territorio costiero, dalla nautica alla chimica, dall’oil & gas all’automotive, insieme alla logistica marittimo-portuale in tutte le sue articolazioni è un motore di sviluppo, una risorsa strategica per l’intero sistema manifatturiero toscano e driver per il potenziamento di cluster logistici integrati. Se, quindi, la manifattura valorizzata da una logistica di qualità è il punto di forza, è necessaria anche un’analisi strategica dei punti di debolezza del territorio. È fondamentale anzitutto promuovere l’adeguamento delle infrastrutture di collegamento per una maggiore e più concreta valorizzazione dell’intermodalità di cui è dotata la Costa: porti, interporto, aeroporto e ferrovia. Così come è imprescindibile completare le bonifiche SIN – SIR, oltre ad adeguare la dotazione impiantistica per la gestione dei rifiuti speciali, anche per garantire la competitività delle imprese e favorire la transizione verso l’economia circolare. Altrettanto importante sarà promuovere iniziative che rendano più fattivo e continuativo il rapporto tra scuola, università e industria. Per affrontare questi punti di debolezza, il primo obbiettivo deve essere quello di cambiare il metodo ed i tempi con cui gestire la ripresa. Occorre un cambio di passo da parte dei soggetti pubblici e privati.

Gli imprenditori devono proseguire senza indugi nel processo di modifica dell’apparato produttivo e sociale nel senso dell’innovazione e digitalizzazione, della sostenibilità ambientale e di una maggiore coesione sociale. D’altra parte, i soggetti pubblici devono confermare l’impegno e l’attenzione per gli interventi infrastrutturali che costituiscono storicamente il gap più significativo per l’economia costiera. Pensiamo a quante sono le questioni che si trascinano senza soluzione, come il tracciato accidentato della FI-PI-LI, l’autostrada A12 mai finita, il progetto del Lotto Zero, il collegamento diretto con l’AV/AC da Firenze a Bologna ed oltre, bypassando il collo di bottiglia di Pisa per mettere la nostra industria e i nostri traffici in collegamento con i mercati del Nord e dell’Europa si potrà così dare maggiori certezze agli investimenti pubblici e privati in Piattaforma Europa ed in Darsena Europa. Il progetto della reindustrializzazione della fascia costiera della nostra Regione ha necessità di tutte queste precondizioni, tra le quali spicca senza dubbio la necessità di reperire aree adeguate ad ospitare insediamenti industriali e individuare le modalità di una sistematica politica di attrazione. Da queste considerazioni nasce l’idea cui stiamo lavorando per realizzare sul territorio un Polo Industriale Manifatturiero. In un triangolo di svariati ettari c’è un’ampia piana che può contare su una infrastrutturazione logistica che l’Istituto Tagliacarne mette ai primi posti nel Paese: il Porto di Livorno, l’Interporto, l’Aeroporto di Pisa, in contiguità all’euro-corridoio Ten-T. Si tratta di un’area che si localizza nella zona ex TRW – Delphy di via Enriquez e si estende fino ai terreni di proprietà della Raffineria, abbracciando quindi i territori sia di Livorno che di Collesalvetti dell’estensione di circa 77 ettari, con destinazione urbanistica già stabilita a suo tempo per attività produttive. È una superficie caratterizzata da aree cosiddette di interfaccia industriale/portuale catalogabili brown field, in quanto già dotate delle urbanizzazioni occorrenti senza necessità di varianti urbanistiche, ma che necessita – com’è noto – di essere bonificata. Le bonifiche rappresentano un titolo delle politiche green finalizzate ad un minor consumo di territorio. Ritengo quindi che potremmo accedere a finanziamenti NGEU di risanamento ambientale. Una volta individuati i costi attuali per la bonifica, tale area sarebbe in grado di produrre rilevanti e nuove opportunità di sviluppo sostenibile, oltre ad essere idonea per rappresentare un volano di sviluppo per investitori esterni. In base alle nuove strategie di sviluppo, si potrebbe procedere al riassetto infrastrutturale e parallelamente alla ricerca di preventive manifestazioni di interesse ad investire, avviando uno scouting anzitutto tra le catene di fornitura dei grandi stabilimenti manifatturieri labour intensive già operanti sui nostri territori. La verifica di perseguibilità di questa idea, rappresenta, nelle nostre intenzioni, uno degli obbiettivi di quell’Alleanza di Territorio che abbiamo sottoscritto con l’Amministrazione ed in forza della quale può essere stabilito un dialogo fluido, costruttivo e continuativo con l’Amministrazione Comunale e le diverse articolazioni della Pubblica Amministrazione a vario titolo interessate al processo di consolidamento e sviluppo dell’attuale sistema industriale. E’ appunto con il “Patto di Alleanza di Territorio” che pensiamo come Livorno, con le sue caratteristiche, possa essere team leader, unitamente agli altri Comuni costieri,  della reindustrializzazione della fascia costiera, valorizzando  specializzazioni storiche e competenze consolidate dei tessuti produttivi che, integrati ai nuovi trend di crescita globali della transizione ecologica, digitale e sostenibile, sono in grado di svolgere un ruolo propulsivo nel rilancio economico e sociale del territorio.

Cav. Lav. Dott. Piero Neri presidente Confindustria Livorno Massa Carrara

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