Cerca nel quotidiano:


Asilo Nido Comunale, ma quanti mi costi! E a Pisa è tutta un’altra storia

Giovedì 18 Agosto 2016 — 09:11

Mediagallery

Dopo l’estenuante trafila per iscrivere un figlio al nido comunale, finalmente il responso: ammesso! Proprio nella struttura tanto desiderata! Ma…La gioia però dura poco. Si deve fare i conti con la retta mensile!
Ti obbligano a fare l’ Isee altrimenti paghi la retta più alta. Bene, presentando l’Isee però ti accorgi che, con 2 stipendi “normali”, vai a pagare lo stesso la cifra massima o comunque giù di li! Perché gli scaglioni delle rette sono vicinissimi fra loro!
Praticamente si parte da un massimo di 516€, poi di seguito: 501 €, 485 €, 464 €…etc..talmente sono tanti gli scaglioni che per arrivare ad una cifra “umana” di 300 € devi avere come minimo un disoccupato in casa e te che lavori un part time!
Credo che siano così scandalose queste cifre, che danno uno schiaffo morale a chi tutti i giorni va a lavorare full time, per portare il pane a casa, quindi ha difficoltà a gestire i figli durante le ore di assenza! Praticamente queste ore di sacrificio servono per pagare l’asilo nido?
Mio malgrado mi trovo costretta a rinunciare al posto assegnato, perché ok lavoro per carità…ma quei soldi ci servono anche per vivere!
E non scordiamoci la regola base del Comune di Livorno (altrettanto scandalosa!): se un bambino non frequenta il nido comunale, non potrà accedere alle scuole materne comunali (dove le rette fortunatamente scendono notevolmente)! Mi chiedo perché?
Questa è discriminazione!
Non mi posso permettere il nido, non posso accedere l’anno dopo alla materna comunale? Quindi?  Unica via per far frequentare i figli sono le materne statali che sono poche e con pochi posti! Quindi un terno al Lotto!
Sono davvero depressa e delusa…rinunciare al nido che tanto ci piaceva perché per il Comune siamo ricchi, ma in realtà quella retta noi non riusciremo a pagarla.
Dai nostri cugini pisani la storia cambia e queste cifre neanche hanno il coraggio di chiederle!
Grazie a tutti e complimenti!
Una mamma delusa e disarmata per non sapere dove lasciare il figlio mentre sono a lavorare, non in una spa!

Riproduzione riservata ©

4 commenti

 
  1. # Simo

    Hai completamente ragione!!!
    Pagare laa retta dell’asilo nido a Livorno equivale a pagare un altro mutuo….cosa che in pochi possono permettersi…
    Purtroppo il sistema è veramente sbagliato, ed ecco perchè:
    per una famiglia in cui lavorano entrambi i genitori, il nido diventa una vera e propria necessità. Purtroppo però chi ha un lavoro con retribuzione media ed un mutuo sulle spalle (essendo giovani visto che abbiamo figli piccoli bene o male lo abbiamo tutti), non ce la fa a sostenere delle rette così alte. Così succede quello che è successo a te: si rinuncia al posto, trovando poi enormi difficoltà organizzative nella gestione dei figli-lavoro. Di seguito i posti liberati vengono presi da chi ha punteggio più basso perchè magari non lavora. Chi non lavora, avendo reddito più basso, paga una piccola retta 150/200 euro mese.
    La conclusione dei fatti qual’è? è che chi non lavora ha il bimbo al nido a basso costo. chi lavora non sa dove metterlo perchè non se lo può permettere. Ma, signori e signore, il nido è un servizio, e questo servizio , secondo voi, a chi serve di più? a chi va a lavorare o a chi se ne sta a casa o in palestra o sul mare mentre il bambino è all’asilo?!?!?!? e allora signori e signore il posto al nido ha più diritto di averlo chi, andando a lavorare, paga una marea di tasse, mandando avanti la società, o chi, non lavorando, o magari lavorando a nero, evade le tasse, non paga niente, ricevendo oltretutto sussidi vari, come il bonus bebè?
    Io, che lavoro come impiegata con busta paga, pago talmente tante tasse che il nido dovrebbe essermi assicurato come servizio sociale. Questo succede in Stati civili come ad esempio in Belgio. Anche loro hanno una forte tassazione, ma in cambio hanno dei servizi sacrosanti a cui accedono senza problemi.
    Dicevi poi della differenza con Pisa. Non ti dimenticare cara collega mamma che Livorno è la patria degli imbroglioni, La Napoli del Nord. e noi “povera gente per bene” paghiamo anche per loro.Conosco gente che con casa regalata o ereditata, due belle auto, cabina ai Pancaldi e vacanze estive assicurate, paga ben al di sotto di quanto dovrebbe al nido. Conosco gente che senza vergogna va a dire di essersi fatta fare un contratto di lavoro finto temporaneo da conoscenti per poter avere più punteggio per il nido. Conosco mamme che ( e tante, quante non ne hai idea) mentre lasciano il bambino di dieci mesi al nido, magari pieno di moccio e tosse, si ritrovano con le amiche al Bon Ton a fare colazione….e a queste colgo l’occasione per dire VERGOGNA!!!
    è tutto uno schifo…. uno schifo più completo. Purtroppo chi lavora e vive onestamente in questa città, ma in generale, in questa Nazione, vive male e, almeno per quanto mi riguarda, si arrabbia tanto.

    1. # daniele

      signora ha ragione ma deve pensare anche all’altra faccia della medaglia, io ho un lavoro normale, mia moglie e’ stata licenziata dopo la nascita del bimbo, secondo il suo ragionamento mia moglie ha tempo libero e quindi si deve tenere il bimbo mentre chi lavora deve avere il posto ad un prezzo anche basso? ma se lei deve tenere il bimbo non trovera’ mai lavoro…… assurdo poi che chi non ha frequentato il nido praticamente non puo’ trovare posto alla materna, infatti anche noi abbiamo pagato un asilo privato, siamo ricchi……. e poi vedi coppie che hanno residenze dai genitori ed usufruiscono di tutti i vantaggi del caso……. che rabbia……. regole sbagliate e controlli ogni morte di papa, w l’italia (minuscolo)

  2. # Pink

    Una vergogna!!! Se ne approfittano!!! Ma al solito tutti zitti! Dovrebbe non andarci più nessuno…
    Ti spennano e ti obbligano ad andare al nido comunale, perché quel discorso del non accesso alla materna comunale lo sapevo anche io! Vergogna!

  3. # nedo

    Pisa…e ci orre con Livorno, Pisa e’ sede di civilta’ ed onesta’ nonche’ di persone educate, son livornese doc ma mi vergogno di esserlo, bisogna ammettere che Pisa e’ una spanna in piu’ di noi!