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Il bilancio di Aamps parla chiaro: l’inceneritore è uno spreco da eliminare

Lunedì 25 Luglio 2016 — 17:27

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Mi permetto di intervenire anche quest’anno sul piano industriale di Aamps, dopo averlo fatto l’estate scorsa sulla precedente bozza ed aver ottenuto poi conferme sia dalla relazione dei parlamentari grillini (che spinsero il sindaco a fermarsi) che dalla viva voce dell’assessore Lemmetti, il quale ammise che quel piano incentrato “sull’opportunità commerciale” di bruciare rifiuti altrui era “terrificante”.
Purtroppo siamo tornati al punto di partenza, con Nogarin che stavolta ha però astutamente portato in Tribunale un piano similare prima di mostrarlo a consiglieri e attivisti del M5S.
Il sindaco dice che bruciare rifiuti altrui aiuterà a pagare i debiti, mentre il presidente Aamps afferma che l’inceneritore garantisce 8 milioni di utili.
Esaminando il bilancio consuntivo aziendale 2014 (l’ultimo pubblicato), chiunque può rendersi conto di come stiano in realtà le cose: su 38 milioni di entrate, ben 32 vengono dalla tariffa e solo 2 milioni dai servizi di incenerimento pagati dagli altri comuni (pag. 63). Raddoppiando i rifiuti da bruciare provenienti da fuori Livorno si passerebbe ad un incasso di 4 milioni, dai quali però dobbiamo sottrarre il costo della manutenzione (solo per le caldaie è stato acceso un mutuo Credem di circa 1,5 milioni, pag. 61), gli acquisti per il funzionamento (per es. mezzo milione per il rotore, pag. 46), i servizi di filiera (circa 1,5 milioni solo per smaltire le ceneri tossiche in discarica), poi i costi del personale (che potrebbe svolgere altri compiti più redditizi) e così via. Insomma è evidente che senza le sovvenzioni pubbliche CIP6, ormai estinte, il bilancio economico dell’inceneritore è in perdita, anche se raddoppiassero le quote di rifiuti provenienti da Pisa, Lucca, ecc. L’azienda paga (con i nostri soldi) ma a guadagnare sono banche e privati.
Nessuno ovviamente chiede che l’inceneritore venga spento subito, ma serve un progetto di progressiva dismissione man mano che si sviluppa la differenziata e non dopo il 2021 (come promette Nogarin, il cui mandato scade due anni prima!): è doveroso proprio per ragioni finanziarie in fase di concordato, per ragioni di salute pubblica (visto che ormai nessuno pensa più che i rifiuti inceneriti si trasformino in un toccasana per i nostri polmoni) ed è anche previsto dalla delibera n. 96/2010, scritta proprio dai 5 stelle livornesi, presentata da Cannito e fatta approvare dal sottoscritto, all’epoca presidente della commissione Ambiente: al punto 7 del dispositivo ci si impegnava a “diminuire progressivamente i conferimenti all’inceneritore”. Tutto va scritto nero su bianco e non farfugliato a parole, altrimenti significherebbe imbrogliare il Tribunale.
Raddoppiare i rifiuti inceneriti provenienti da fuori città, invece, non solo continuerebbe a far perdere soldi ad Aamps in pieno procedimento giudiziario, ma sarebbe anche il primo passo per arrivare all’obiettivo del PD regionale di concentrare l’incenerimento in tre maxi-impianti: uno a Sesto Fiorentino, uno a Livorno ed il terzo nella Toscana meridionale.

Andrea Romano – Resistere! Azione civica

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9 commenti

 
  1. # Morchia

    Bravo, ma se chiudi l’inceneritore hai fatto il conto di quanto ci costerebbe smaltire i rifiuti che adesso sono in esso inceneriti, visto che a Livorno non abbiamo un altro impianto di smaltimento finale? Se non hai tenuto conto di questo, e non mi sembra tu l’abbia fatto, le tue conclusioni sono sbagliate

  2. # andrea

    Servono impianti alternativi come quelli di compostaggio, trattamento meccanico-biologico, ecc. Comunque ne esistono già, anche in Toscana, pronti a pagare bene ad Aamps il materiale ben differenziato.

    1. # Morchia

      Mi fai i nomi per favore di aziende che a tuo dire pagherebbero per ritirare rifiuti, ancorché differenziati?

      1. # andrea

        Faccio solo l’esempio di Ascit (lucchesia), che grazie ad una differenziata pregiata vende a Revet, Comieco e altre aziende con questi ricavi:
        Multimateriale → ricavo 85 euro/ton
        Vetro → ricavo 40 euro/ton
        Carta → ricavo 60 euro/ton
        Metallo → ricavo 100 euro/ton
        Olio → ricavo 380 euro/ton
        Rifiuti elettronici → ricavo 50 euro/ton

  3. # Daniele

    Se in tutto il mondo bruciano I rifiuti possibile che solo noi siamo I geni che invece spendono per farli smaltire ad altri? meglio far nascere le colline di rifiutio maleodoranti, che producono tonnellate di percolato di ignota composizione che penetrando nel terreno inquinano terreni e falde acquifere? Ma ci siete mai passati accanto o abitato nei dintorni di tali schifezze? mi risponderete che hanno messo I teloni…qualcuno può dirmi in che condizioni sono a pochi anni e cosa diventeranno tra decine di anni? In nord Europa hanno centrali a carbone e impianti di incenerimento che forniscono gratuitamente calore e energia elettrica, con I nostril rifiuti!!! Meglio un’altra Vallin dell’Acqua, o la colina maleodorante di Navacchio? L’indecenza sono I giochi politici sulla pelle della gente e su falsità o semi verità raccontate ad arte!

    1. # Morchia

      Che i rifiuti vadano riciclati nel 2016 mi pare il minimo, ma riciclare ha un costo e comunque servono impianti che noi non abbiamo e che nessuno vuole. Inoltre, rifiuti zero non esiste, ogni impianto di trattamento ha comunque una frazione di scarto, che diminuisce quanto più spingo il trattamento ma con conseguente aumento dei costi. Occorre effettuare delle valutazioni tecnico-economiche per raggiungere il miglior risultato. E poi, non ci dimentichiamo che esistono anche i rifiuti speciali, gli industriali per capirci, che solo in parte possono essere riciclati. Quindi impianti finali di smaltimento quali inceneritori e discariche potranno essere ridotti ma mai eliminati. p.s.: e comunque la campagna mediatica contro gli inceneritori è assolutamente fuori luogo. http://www.italiaoggi.it/giornali/dettaglio_giornali.asp?preview=false&accessMode=FA&id=1857951&codiciTestate=1

  4. # andrea

    Non ti arrendi eh? Magari lavori all’inceneritore 🙂
    Ti ho fatto l’esempio di Treviso, che smaltisce ormai soli 18 kg all’anno per abitante, mentre Livorno ne brucia più di 330 kg/anno per abitante (oltre ad altri che arrivano da fuori). Se ricicli e riusi, i rifiuti industriali per la produzione diminuiscono proporzionalmente. Riciclare è un costo? Balle, semmai è un guadagno, infatti a Treviso il costo del servizio è la metà della media italiana e così la tariffa.

  5. # mako

    bravo andrea che insisti con la questione riciclaggio. Il futuro è la differenziata non sarebbe un costo ma una risorsa. A 30 km da noi sono in grado di farla ma qui è pura utopia come tante altre cose.
    Vorrei ricordare ai signori morchia e daniele che la nostra provincia dopo quella di taranto ha la più alta incidenza di tumori in italia.