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Cari cittadini, gli invalidi non sono solo coloro che non deambulano

Mercoledì 30 Agosto 2017 — 07:45

Mia madre è invalida al 100% con tanto di accompagnatura, ruolo ricoperto da me. La mamma ha 82 anni e fortunatamente deambula, però il suo cuore e i suoi polmoni non gli consentono ne lunghi tragitti e permanenze in piedi troppo lunghe. Fortunatamente il suo spirito è forte e non ha rinunciato ad uscire di casa altrimenti sarebbe la morte per lei, io quindi mi impegno a portarla dal medico, a prendere un po d’aria sul mare o al supermercato perchè non ha rinunciato a ciacciare e a voler scegliere quello che secondo il suo occhio è più fresco, più buono e chi più ne ha più ne metta. Niente di male se non fosse per i troppi cittadini che convinti di sostituirsi alle autorità si intromettono in cose che non gli competono. Come è giusto che sia abbiamo il nostro contrassegno per parcheggiare sulle aree per gli invalidi ma troppo spesso mi è capitato di trovarmi uno zelante cittadino che mi ha fatto la posta e arrogantemente ci siamo sentiti chiedere dove sia la carrozzella e con quale diritto occupiamo quel posto o peggio ancora se prendiamo un numero prioritario qualcuno in fila e anche chi è dietro il banco vorrebbe vedere la carrozzina per giustificare l’utilizzo della priorità. Io vorrei ricordare a questi cittadini che le invalidità non sono solo ed esclusivamente quelle che costringono ad una sedia a rotelle ma ne esistono purtroppo di molteplici tipologie e vi assicuro che aspettare in fila con l’acqua nei polmoni o dover camminare oltre modo non è meno grave che essere costretti a sedere e inoltre mia madre di fronte a questi sapientoni giustamente se la prende rischiando di peggiorare il quadro clinico. Riguardo ai supermercati proporrei di togliere il numero prioritario tanto è solo causa di polemiche in quanto la gente non arriva a capire che ci sono anche invalidi che camminano e se vedono uno in carrozzina o qualcuno col bastone è sempre esistito che si fa passare avanti comunque, quindi concludo che il numero penalizza chi ha un’invalidità non visibile.

Sabrina

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8 commenti

 
  1. # Morchia

    Quelli che Lei chiama “zelanti cittadini” sono degli sceriffi del nulla, che nella generalità dei casi farebbero bene a pensare unicamente ai fatti propri perché non hanno intelligenza sufficiente a dare un qualunque contributo alla società. Se accetta un consiglio, se ne freghi e li mandi tranquillamente a quel paese, anche in modo sgarbato, tanto è gente che con le buone non capisce.

  2. # adriano

    purtroppo questo accade anche perché giornalmente assistiamo ai furbetti falsi invalidi o parenti furbi di invalidi la scorsa settimana parcheggio invalidi scesa ventenne in short , auto cabriolet correndo per la fretta posteggio invalidi e lettera invalidi sul cruscotto chiamala furba …..

    1. # watson

      In questi casi basta una telefonata alla Municipale e la dott.ssa Michela Pedini provvede a mandare subito due pattuglie, una dove è l’auto ed una dove si trova l’handicappato e gli fà una bella multa ! Provare per credere !

  3. # crc

    Lei è una persona corretta ma a Livorno i tagliandi handicap vengono usati regolarmente da familiari che l’auto la usano loro per posteggiare davanti ai bagni, ai supermercati, ai barrini o entrare nelle zone vietate !

  4. # Olmo

    Mi è capitato anche a me di vedere sui social gente che passa le sue giornate a fotografare le macchine che a loro dire non sono in regola. Io personalmente preferisco andare al mare e non occuparmi se quello è invalido o no. Ci saranno autorità preposte per farlo. Riguardo ai centri commerciali rassegnatevi perché si tratta di un parcheggio privato e le autorità non possono intervenire. Poi sinceramente se in un centro commerciale ci fossero tanti invalidi quanti sono i posti a loro dedicati sarebbe cosa grave.

  5. # Alina

    Non ti curàr di lór, ma guarda e passa…

  6. # Paolo

    Signora Sabrina. Direi che la verità stia in mezzo. Capisco il suo fastidio quando fanno passare lei e sua madre per delle “furbette”, ma a Livorno la maleducazione è sport cittadino e per fortuna esistono ancora delle sentinelle del senso civico che giustamente apostrofano chi usufruisce un diritto che non spetta.
    Ha però ragione lei a sottolineare che la disabilità non necessariamente preclude la possibilità di camminare, anche se a senso comune un po’ tutti associamo la disabilità al logo della sedia a rotelle.
    Per quanto frustrante credo sia necessario che si faccia uno stomaco ben foderato e che con molta pazienza mostri il tesserino, o una copia, ogni volta che chiede il biglietto per la fila prioritaria o altri casi analoghi.
    Non sarebbe tenuta a farlo, ma per il bene di sua madre penso sia la scelta migliore.

    1. # Sabrina

      io il tesserino lo mostro soltanto alle autorità competenti, figuriamoci se lo mostro al primo ciarlatano o al sapientone di turno, potrebbe essere anche un mafattore che vuole attingere i dati di mia madre per rubargli la pensione. La gente deve farsi i fatti propri. Figuriamoci se una persona invalid debba anche umiliarsi davanti ad un nessuno per rendergli spiegazioni su quanto ha da campare, che malattia abbia e così via.