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Chiedo aiuto per trovare la persona che mi ha investito

domenica 28 ottobre 2018 11:00

Cronaca di un venerdì pomeriggio: 26 ottobre 2018. Esco prima dal lavoro e, come di consueto raggiungo casa. Quasi arrivata a destinazione, vengo tamponata, investita e buttata a terra lungo il mio tragitto, da una macchina. Il fatto accade in via Calzabigi, precisamente al termine per imboccatura con via Cassa di Risparmio, direzione Coteto. Sono le 16:48 (lo so con certezza perché è l’orario in cui chiamo i miei familiari, per dire che è stata chiamata un’ambulanza).
La botta dal dietro è forte, mi fa perdere l’equilibrio che cerco di recuperare, ma che non riesco a fare. Casco dalla mia bicicletta e sulla mia bicicletta.
E’ tutto repentino, così come repentini sono i soccorsi di un ragazzo adolescente, un signore ed una mia coetanea (lo so perché poi mi ha tranquillizzata e per farlo abbiamo parlato e ci siamo conosciute meglio) che, per assicurarsi del mio status non sono concentrati sulla macchina e riescono solo a vedere un colore chiaro (tipo celestino) ed una donna al volante che abbiamo sperato fino all’ultimo si fermasse. Cosa che non è accaduta.
La macchina prosegue il proprio tragitto, direzione Coteto e da distanza, nessuno di noi riesce a prendere il numero di targa.
Il post è quello che accade di prassi: ambulanza, pronto soccorso, 5 punti alla palpebra, un occhio nero, acciacchi e dolori. Niente lavoro per una settimana e poi vedremo, così si dice in queste circostanze. Alla fine è andata bene, poteva essere tutto un altro scenario. Resta che non posso pensare e credere che chi mi ha tamponata, non se sia accorta. Ma voglio avere il beneficio del dubbio, per cui chiedo di pubblicare questo mio racconto, nella speranza che questa persona si faccia viva.
La cosa non cambia il mio stato fisico; ma così come reputo di aver trovato tre angeli, altrettanto resto colpita da un’omissione di soccorso.  Tutto qua.
Ovviamente ho già esposto denuncia contro ignoti, perché gli indizi sono veramente troppo vaghi. Spero solo che il raggio di azione delle telecamere di una banca vicina, cui le forze di polizia andranno ad appurare, possano arrivare al semaforo e così, dato il giorno e l’orario, e sebbene con solo quei due elementi, si possa risalire alla persona.
Vedo il tutto abbastanza poco probabile, così come questa denuncia, ma spero di sbagliarmi.
Di certo mi resta sì un amaro in bocca, ma anche la gioia che esistono persone umane e che lo fanno nel silenzio e con semplicità.
Per una persona inadempiente al proprio dovere civico, tre invece sono state il suo riscatto. Grazie.

Michela Benenati

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