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Confcommercio: abbiamo una proposta per la ripartenza

Paolo Mascitelli, presidente di Confcommercio Professioni e vice presidente Confcommercio Livorno: "Stimiamo a fine 2020 meno 110 attività di professioni non ordinistiche"

Giovedì 21 Maggio 2020 — 10:51

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“In provincia stimiamo una morìa di professioni non ordinistiche che si aggira sulle 110 attività a fine 2020, ma la tragedia non si fermerà all’anno in corso”. Paolo Mascitelli, presidente di Confcommercio Professioni e vice presidente Confcommercio Livorno, spiega perché l’economia della conoscenza corre il rischio di soccombere e portare con sé un patrimonio inestimabile. E propone un contributo per l’innovazione e la formazione in favore di professionisti e imprese. Secondo l’ufficio studi Confcommercio negli ultimi 10 anni i liberi professionisti sono aumentati del 21%. Tra questi le nuove professioni (dai SEO Specialist ai blogger del turismo) sono aumentate del 62%.  Il reddito medio a partire dal 2008 si è ridotto però di quasi un quarto.
Se nel post crisi  finanziaria le professioni sono state dunque uno sbocco occupazionale nel settore dei servizi, i redditi di professionisti come avvocati, ingegneri, architetti, psicologi, hanno subito una flessione considerevole. Anche peggiore, già a fine 2019, la situazione dei newcomers, che hanno dovuto arrancare con entrate risicate, vincoli delle monocommittenze, precarietà e mancanza di tutele. Si tratta per lo più di lavoratori autonomi di alto profilo e con una consistente formazione alle spalle, che si sono messi sul mercato per vocazione, altre volte per necessità, e che hanno combattuto per più di un decennio con forti barriere all’ingresso, con una burocrazia farraginosa e inadatta, hanno avuto a che fare con ricavi minimi e imposte esorbitanti. Per un largo 70% la professione garantisce la mera sussistenza, e questo significa che per i più è stato impossibile sia accantonare, sia investire sull’attività.
Organizzatori di eventi, grafici, guide e accompagnatori turistici, fotografi e artisti sono a casa senza introiti e senza nessuna prospettiva a breve termine. Sono persone preparate che hanno investito in istruzione e formazione continua, giovani intraprendenti e aggiornati, imprenditrici capaci e coraggiose. Se il governo non interviene ad introdurre pacchetti specifici di tutele occupazionali per questa categoria, ad avere i giorni contati non sarà solo la vita dignitosa di ognuno di loro, bensì il patrimonio di conoscenze e competenze costruito su cui hanno investito un paio di generazioni.
In una situazione previdenziale già carente l’emergenza sanitaria del Covid-19 ha portato tragicamente alla luce la totale mancanza di tutele e di riconoscimento contro cui Confcommercio Professioni lotta da tempo.
Un’indagine di Confcommercio Professioni nazionale tra i designer autonomi registra che per l ’80 per cento degli intervistati la riduzione del lavoro metterà in gioco la possibilità di provvedere ai propri bisogni e quelli della famiglia.
In Provincia di Livorno la stima condotta con i nostri associati, che vanno dai wedding-planner ai freelance di diversi settori, indica che già a fine 2020 avremo 110 professionisti in meno sul territorio. “E sicuramente è una stima in difetto”. E’ urgente  l’innalzamento dell’indennità per i redditi più bassi, liquidità senza burocrazia, contributi a fondo perduto che possano compensare la perdita di fatturato, e soprattutto un importante intervento fiscale di sospensione e dilazione dei pagamenti.
Ma le tutele contigenti al periodo emergenziale non saranno sufficienti. Dobbiamo mettere in grado i professionisti di conservare e accrescere le competenze che sono patrimonio, strumento e frutto del loro lavoro.  La formazione avrà un ruolo ancor più determinante nello scenario post Covid. Un primo aiuto su questo fronte potrebbe prevedere un contributo a lavoratori autonomi e PMI per l’acquisto di servizi di consulenza e formazione per la competitività e la ripresa post COVID19.
Le attività professionali sarebbero quindi acquirenti di servizi di consulenza e formazione, soprattutto nel digitale, e d’altra parte anche fornitori di servizi, molti dei quali eseguibili anche a distanza, con la possibilità per gli operatori di questo segmento delle professioni ordinistiche e del terziario di un ritorno immediato all’attività, grazie all’opportunità di poter essere chiamati da parte delle PMI a svolgere l’attività di consulenza/formazione attraverso questo contributo. Ma il tempo stringe. Presto i professionisti più giovani o deboli finanziariamente si troveranno in delicate situazioni di insolvenza e  saranno costretti a chiudere, con una perdita non solo sociale e occupazionale, bensì anche fiscale e contributiva, irrecuperabile.

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