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Confcommercio: “L’aumento del caffè? Colpa delle spese troppo alte”

Il direttore Pieragnoli: "Gli aumenti sono una necessaria conseguenza delle spese in continua crescita. Il prezzo, ormai da tempo sulla soglia di un euro, rischia di non essere più remunerativo"

Mercoledì 28 Marzo 2018 — 12:20

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Federico Pieragnoli, direttore della Confcommercio della Provincia di Livorno, interviene sull’aumento del prezzo della tazzina di caffè al bancone, di cui sempre si discute quando ci sono aumenti all’orizzonte. “Il caffè al bar viene quasi considerato bene calmierato: nessuno accetta di pagare prezzi diversi per la famosa tazzina. Ne è dimostrazione il fatto che Federconsumatori quando si esprime su eventuali aumenti, lo mette in un elenco in cui stanno le bollette, le autostrade, le tasse. Ma il caffè con la tassazione e i balzelli imposti ai consumatori non c’entra niente. Gli aumenti, casomai, sono una necessaria conseguenza delle spese in continua crescita con cui si trovano a combattere anche e soprattutto gli imprenditori”.
L’associazione di categoria ha poi interpellato Marina Calvaresi, titolare del Bar Sole in piazza Grande. Ecco le sue dichiarazioni: “Non è possibile pretendere di pagare lo stesso prezzo per caffè, cappuccino e pezzo dolce in ogni esercizio commerciale. Sul prezzo del caffè interviene in maniera pesantissima la materia prima, non certo la stessa in tutti i pubblici esercizi. Inoltre intervengono, come per ogni altro prodotto venduto, la superficie dell’esercizio, la location, il tipo di gestione (familiare o non), il numero dei dipendenti, l’eventuale presenza di suolo pubblico occupato. Per tutti i negozi è normale far valere queste differenze nella determinazione del prezzo, non si vede perché l’aumento del caffè venga visto come balzello o abuso”. “Anche la materia dolce è aumentata, pensiamo al prezzo del burro, quasi triplicato, e alle difficoltà che incontrano anche le pasticcerie. Che non sia un periodo d’oro per i pubblici esercizi non è certo un mistero. Solo su via Grande negli ultimi tempi si sono verificati 7 cambi di gestione. Gli affitti non hanno subito riduzioni e tanto meno i costi del personale. Contiamo molto sulla riqualificazione di via Grande, ma in attesa che Livorno diventi più vissuta e visitata, gli imprenditori devono far quadrare i conti”. “Si tratta insomma – conclude Pieragnoli – di sostenibilità economica delle imprese. Il prezzo della tazzina di caffè, ormai da tempo cristallizzato sulla soglia di un euro, rischia di non essere più remunerativo”. E voi cosa ne pensate?

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23 commenti

 
  1. # Beppe

    Può anche darsi che le spese siano aumentare….. , anche per i consumatori che hanno visto la tazzina passare da 1000 lire a un euro nello spazio di una notte praticamente raddoppiando il prezzo.

  2. # Ale

    È normale che i bar abbiano diminuito i loro introiti, visto che in pochi anni il loro numero si è triplicato e adesso ogni due passi ce n’è uno, quindi per continuare a portare la pagnotta a casa i baristi sono costretti a diminuire la qualità o ad alzare i prezzi. Per quanto riguarda la miseria diffusa tra la gente, finché a livorno non torneranno le grandi industrie che danno un reddito solido a centinaia di lavoratori , continueremo a sprofondare nella miseria…..e si continua a non capire!

  3. # Giorgio 67

    Il caffè sui mercati internazionali è ai minimi dal 2013 !!!

    1. # Giancarlo

      Quale caffè? Typica? Caturra? Catuai? Pacas? Di dove? Etiopia? Guatemala? Brasile? Burundi? Potrei andare avanti tutto il giorno ma non servirebbe a nulla. Ogni paese ha il suo mercato e ogni varietà ha il suo prezzo e, come ogni cosa, la qualità va pagata.
      Altrimenti pretendo che il pesce dello zazzeri e quello di McDonald abbiano lo stesso prezzo, visto che sempre di pesce si tratta.

      1. # Giancarlo

        Ah già, il Lavazza al Conad sta a 3€ al kg. Scusate.

  4. # Emme

    Via Grande. Una delle tante partite perse. Prima si creano le condizioni per dequalificare una zona, poi ci si chiede il perchè. Se si creano altre realtá più comode fuori cittá cosa si pretende… Per di più non si riesce a riqualificare l’arredo urbano e questo dice tutto sull’abilitá degli organi preposti e sulla capacitá imprenditoriale .

  5. # Giuda

    Considerato tutto un caffè non dovrebbe costare più di 40 centesimi. davvero considerato tutto.
    7 gr a tazza, un po’ d’acqua, ammortamento della macchina (30000 euro usata), zucchero e manodopera inclusi.
    Poi se un bar si vuole reggere solo sui caffè allora lo dica e li metta pure a 3 €.

  6. # Valerio

    Per me ci vuole la flax tax più soldi in tasca dei cittadini e più caffè consumati al bar anche al costo di 1.20 a caffè.

  7. # fabio

    vorrei sapere quanti grami di caffè servono per una tazzina. £1,10 sono 2200 di vecchie lire. per me è caro anche 1 £ è una bella vergogna!

  8. # leo

    un caffe nel 2001 costava come un quotidiano 1500 lire
    arrotondato con l’avvento dell’euro a 0,77 nel giro di pochi mesi si è passato a 80 cent per praticita di calcolo!!!

  9. # leo

    mettici il 22 di iva e circa il 50 tra ipeff, ilort , inps inail ecc
    tanta gente la pensa cosi e compra il bar . poi dopo 1 anno quando c’e da pagare le tasse CHIUDONO

  10. # Carlo

    domanda – offerta : prezzo troppo alto, diminuzione dei consumi .. io il caffè lo bevo a casa

  11. # Manu

    Ma davvero??! Trovi giusto che a chi guadagna 100.000 euro l’anno ne vengano tolti 23000 di tasse e a che ne guadagna 10.000 ne vengano tolti 2.300? Ti sembra che il “sacrificio” sia lo stesso?? A me , no!!! Chissenefrega se chi ha 100.000 euro ne può spendere di più… volendo puo’ spendere anche ora!!

  12. # Giuda

    7 grammi. Consideri che il costo del caffè è il minore rispetto alle incidenze degli altri costi. In sostanza beviamo energia elettrica, mutuo con la banca, incapacità del gestore di fare cassa con altri prodotti e soprattutto il “cartello” tra esercenti che impedisce la libera concorrenza e il corretto prezzo di un dito d’acqua con qualche polvere dentro.
    Ah, consideri anche che tutti i costi vengono portati in detrazione dall’esercente (quindi la vera incidenza è il 50%) e l’IVA sul tutto scaricata.
    L’ho scritto sopra: le bustine bio sono diventate un bel business per i commercianti. Lo stesso il caffè che costa più di un pezzo dolce e faccia lei il computo di quanto lavoro c’è nell’uno rispetto all’altro.

  13. # Giuda

    Direi anche a 1,20€ se lo prende a Firenze

  14. # Giuda

    Secondo lei quindi l’unica attività che porta reddito è l’industria? L’industria è proprio la causa della miseria di Livorno, miseria culturale, economica, estetica, educativa.
    Lo vada a dire a Nizza o a Rimini o a Pescara, tutte città di mare, che l’industria è la salvezza dei popoli.
    Poi faccia un giro a Lucca come a Cecina o in qualsiasi altra realtà italiana e si renda conto se l’industria è il futuro del mondo. E siamo in Italia, il Paese più bello e dotato del mondo. Se abitava in Albania o Belgio cosa avrebbe detto?

  15. # Ale

    Già è vero, a breve arriverà il reddito di cittadinanza e saremo salvi…………….

  16. # salvatore favati

    Il caffè è caro, di certo, ma per servirne una tazzina deve esistere un negozio adeguato quale pagare affitto, a volte personale, licenze e gabelle, regolarizzare le regole di sicurezza interna, avere telecamere per scoraggiare chi vorrebbe fregare qualcosa, avere un servizio di pronto intervento in caso di rapina, avere impianti elettrici e idraulici a norma, vetrine antisfondamento per impedire a qualche malcapitato utente di ferirsi se inciampa e va di testa nel vetro, pagare uno sballo di spazzatura, di suolo pubblico se ha una tenda o un gazebo, pagare corrente elettrica per macchine da caffe e altre, per la lavastoviglie igienizzate, acquistare prodotti di pulizia vari, avere ( obbligatoriamente ) un bagno per i clienti e tenerlo pulito…
    Deve inoltre rifornirsi di pezzi dolci e salati in quantità giusta ( altrimenti a fine giornata li butta via ) rifornirsi di chicchi e schifezzelle varie che contribuiscono a fare cassa, di bottiglie che prima o poi verranno consumate, di gelati che a volte scadono, di latte, bibite, acqua minerale, panini e salumi che pure scadono, eccetera.
    Per avere l’insieme che serve a fare la tazzina di caffè occorre la spesa importante per tutto quel che ho descritto ora, forse per difetto: ma niente paura, uno il caffè se lo può anche bere a casa, senza impattare sulla tasca.
    Se invece di prima mattina uno va al bar con tutta la famiglia a fare colazione si prepari ad affrontare, come per ogni cosa, il tanto decantato ”libero mercato” perché a breve ognuno potrà vendere il caffè al prezzo che il negozio, la zona, la concorrenza gli permetteranno. E a mio avviso è giusto così”!

  17. # Beatiful life

    Proprio vero…reddito di cittadinanza e caffe’ al bar tutti i giorni…poi cabina e ombrellone al mare.Cosa vuoi di piu’ dalla vita….

  18. # Andrea

    Essendo del settore in veste di fornitore posso aggiungere anche che, mentre i clienti si lamentano del caro prezzo per l’aumento di forse 10 centesimi per un misero caffè o pezzo, questi ultimi non si rendono conto che i costi di produzione aumentano TUTTI gli anni e, come nel caso del burro dello scorso anno, anche più di una volta l’anno.
    infatti, il burro ha subito aumenti progressivi di oltre il 30% a volta durante tutto il 2017 cosa che ha ridotto di molto il guadagno dei produttori di pezzi dolci pur mantenendo invariato o quasi il prezzo all’utente finale.
    Se sia i produttori che i gestori applicano un piccolo aumento che va a coprire SOLO il rincaro delle materie prime non c’è da scandalizzarsi.

  19. # Domenico

    Difficile dire con certezza se un prezzo e’ tanto o poco, bisognerebbe avere in controllo molte variabili. In linea di massima partire dal costo della materia prima ( nel caso del caffè va prima verificata la miscela se arabica, robusta età) ma il rapporto diretto rapportato ai grammi di una tazzina “rischia” di essere riduttivo. Prima di arrivare al bar ci sono i costi e margini dei torrefattori, trasporti e altro. E’ ragionevole dire che se dal prezzo di cessione e costi dell’esercente della tazzina al prezzo di acquisto del consumatore finale , cliente, c’e Un rapporto di oltre il 100%…come dire …..il guadagno unitario ci dovrebbe essere, va poi visto quante tazzine ne vengono vendute in un giorno, mese…

  20. # Carlo

    domando : se gli esercenti abbassassero il costo della tazzina a 50 cent, ad esempio, credo che molte più persone prenderebbero il caffè al bar ( fra cui io ), i ricavi giocherebbero sulla quantità, senza diminuire la qualità.
    In altri termini, se pensi di guadagnare di più alzando i prezzi, ti sbagli …

  21. # ivano barabotti

    ottima considerazione