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Confesercenti: imprese nell’incertezza

Calgaro: "I negozi all’interno di gallerie e centri commerciali sono stati inspiegabilmente penalizzati e costretti alla chiusura nei festivi e prefestivi, giorni in cui si concentra il 40% del fatturato: ogni weekend di chiusura genera perdite spaventose"

Martedì 5 Gennaio 2021 — 16:41

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“Nonostante le dure restrizioni e i sacrifici delle imprese, i dati sui contagi non sono incoraggianti. Le chiusure forzate delle attività commerciali non hanno portato ai risultati annunciati e oggi domina ancora una volta l’incertezza” afferma Maristella Calgaro presidente Confesercenti provinciale di Livorno (in foto). I numeri parlano chiaro – continua Calgaro – e riguardano soprattutto il mondo delle piccole e medie imprese, vera spina dorsale dell’economia del paese. Bar e ristoranti continuano a tenere la serranda abbassata se non per l’asporto e il domicilio e hanno perso un miliardo di fatturato solo tra Natale e Capodanno e le incertezze legate allo “stop and go di questi giorni produrrà ulteriori disastri.  I negozi all’interno di gallerie e centri commerciali sono stati inspiegabilmente penalizzati e costretti alla chiusura nei festivi e prefestivi, giorni in cui si concentra il 40% del fatturato: ogni weekend di chiusura genera perdite spaventose. Le imprese della moda hanno perso 16 miliardi di euro di vendite in abbigliamento ed accessori. Per il comparto alberghiero si prospettano 12 mesi di inattività completa senza considerare le attività del settore immagine e benessere, agenti di commercio, benzinai ed ambulanti”.

“Il Governo dia risposte chiare e immediate alle imprese – conclude Calgaro – che nei mesi scorsi hanno dimostrato di poter lavorare garantendo la sicurezza propria e dei clienti. È necessario uscire dalla logica dei ristori sulla base dei codici Ateco con l’erogazione di fondi in tempi rapidi a tutte le imprese colpite, riparametrandoli sui volumi d’affari di tutto il 2019. L’esecutivo intervenga con urgenza anche sull’emissione delle cartelle esattoriali, una spada di Damocle che gli italiani non possono sopportare in questa fase di crisi. E più di tutto si acceleri sulla campagna vaccinale, se questa non sarà adeguatamente implementata nel 2021, assisteremo ad un’ulteriore contrazione dei consumi delle famiglie rispetto al 2019, dopo i 96 miliardi persi nel 2020”.

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