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“Così ricorderà per sempre cos’è successo, ecco perché abbiamo scelto il doppio cognome per nostro figlio”

Martedì 21 Giugno 2022 — 16:49

Il babbo: "Per me non è solo una legge o un modo per “tramandare il cognome del nonno”. Dopo il parto la mamma è finita in rianimazione in coma farmacologico e lì non ho avuto dubbi: Edoardo doveva portare il cognome di entrambi, un piccolo gesto in confronto a ciò che la mamma aveva dato e stava dando per metterlo al mondo"

Dopo la notizia pubblicata il 20 giugno in esclusiva da QuiLivorno.it A Livorno primo neonato con il doppio cognome – ricordiamo che si tratta del primo bambino nato con il doppio cognome dopo la sentenza della Corte che ne stabilisce l’attribuzione in automatico – la famiglia del bambino, Edoardo, spiega a QuiLivorno.it il perché di questa scelta in una toccante lettera.

La lettera dei genitori inviata a QuiLivorno.it il 21 giugno – Edoardo porta il cognome di babbo e mamma perché la sua nascita non è stata certo facile, segnata da complicazioni che hanno messo a rischio la sua vita e quella della mamma. Il parto era filato liscio fino alla seconda spinta, quando la mamma ha smesso di rispondere ed ha avuto una crisi convulsiva. Da lì è stato un susseguirsi di paura e preoccupazione: cesareo d’urgenza, bimbo che inizialmente non respirava, mamma che non si riprendeva. Per fortuna il bimbo si è ripreso quasi subito ed è stato bene. Lo stesso non si può dire della mamma, che è finita in rianimazione in coma farmacologico. Lì l’ho lasciata, non sapendo se si sarebbe risvegliata, o se sarebbe stata di nuovo lei, visto il rischio di danni neurologici. La mattina dopo sono tornato a fare la denuncia di nascita, con la mamma sempre in coma. Non ho avuto dubbi: Edoardo doveva portare il cognome di entrambi, un piccolo gesto in confronto a ciò che la mamma aveva dato e stava dando per metterlo al mondo. Qualcuno dirà che è una scelta stupida, che non serve a niente, ma per me in quel momento significava permettere a Edoardo di ricordare sempre la sua mamma, di portarla sempre con sé, come un simbolo, una cicatrice indelebile di ciò che lei stava facendo per metterlo al mondo. In quel momento, infatti, non sapevo se l’avrebbe conosciuta, o se avrebbe potuto apprezzarne il carattere, la premura, e la prontezza di spirito. Per fortuna mamma ora si sta riprendendo, possiamo prenderci cura insieme di Edoardo, e vivere la vita come una famiglia. Quel secondo cognome ci ricorderà sempre cosa è successo, l’importanza di essere tutti insieme, di ritornare a casa ed essere famiglia. Quindi no, per me non è una legge stupida o un modo per “tramandare il cognome del nonno”, perché Edoardo porta il cognome di mamma, e la possibilità di scegliere mi è stata d’aiuto nel momento più difficile della mia vita. Se mamma si sta riprendendo, sebbene con i dovuti postumi, lo dobbiamo anche alla prontezza ed alla bravura dimostrata da tutto il reparto di ostetricia nel gestire la crisi, così come a quelle della equipe di neurologi e anestesisti che hanno seguito e curato mia moglie. Senza di loro, Edoardo e mamma non sarebbero qui con me, e per questo non posso far altro che ringraziarli. Ringrazio tutto il reparto di ostetricia anche per l’umanità, l’empatia e la gentilezza dimostrateci durante la crisi e nei giorni di degenza: ci hanno aiutato a tenere duro e riprenderci, e non è cosa da poco”.

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