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“Cura Italia” sì, ma non le partite Iva. I commercianti lanciano #Noinoncistiamo

Martedì 17 Marzo 2020 — 17:22

In una situazione commerciale già disastrosa, con moltissime partite iva chiuse negli ultimi 3 anni, dove la tassazione media si aggira tra tasse e imposte intorno al 70 % e già inficiata dalla crisi economica incombente, il Covid-19  piomba su questa categoria, e non solo, per farci esalare l’ultimo flebile respiro.
Il decreto “Cura Italia”, ultimo barlume di speranza, per l’ennesima volta abbandona a se stessi il popolo delle partite Iva. Lo slittamento degli adempimenti fiscali al 31 maggio prossimo in una unica soluzione o mediante rateizzazione di 5 rate mensili a partire dalla stessa data, il 60% dei canoni di locazione di marzo in credito d’imposta, i 600  euro forse mensili per la durata della crisi a sostegno economico  delle partite Iva sono soltanto una cura palliativa estrema per accompagnarci inesorabilmente a morte certa. #Noinoncistiamo un gruppo di commercianti livornesi in collaborazione con l’associazione partite Iva insieme per cambiare della Toscana che ha gruppi sul tutto il territorio nazionale  si stanno organizzando per esprimere il loro dissenso sulle misure prese.
La protesta potrebbe prendere forma con una serrata fiscale e con un blackout dei registratori di cassa alla riapertura degli esercizi commerciali.
Chiediamo a gran voce che le misure prese dal governo siano riviste con idonei interventi da permettere a queste famiglie di continuare a vivere dignitosamente.

Maurizio Lena  

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