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Da Nizza un omaggio al “mio” 5e5

Lunedì 3 Maggio 2021 — 11:35

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Apprendo con piacere che anche a Livorno ci si appresta a festeggiare la torta di ceci: il 5e5, che un tempo veniva considerata il pasto dei poveri. Ho detto anche a Livorno perché a Nizza da tempo immemore c’è una festa per rendere omaggio alla “Socca”, cioè alla torta di ceci. Nella città vecchia ci sono diversi forni a legna dove viene fatta, con tanto di tavoli all’aperto per poterla mangiare, appena sfornata, mentre, molto spesso, lunghe file di persone disciplinatamente stanno in attesa del loro turno. E’ quasi un rito, ma anche un felice momento conviviale.
Io ho molti ricordi che mi legano al 5e5. Da bimbetto attendevo il pomeriggio un anziano venditore (a Fiorentina c’era un fornaio di Pescia che la faceva insieme alla pattona e al castagnaccio) che con tanto si sgabello e teglia ricoperta da un telo percorreva la strada per venderla.
In piazza Grande, a destra lato mare, un forno era il punto di ritrovo di noi ragazzetti, che finita la visione di due film al Pidocchietto, ci accoglieva per mangiare la “cecina”. In via Galilei, durante la guerra, un forno ci serviva (con la tessera in vigore) una poltiglia che ben poco aveva a che fare con la torta o il castagnaccio. Tempi duri e che vale la pena di ricordare, specie alle nuove generazioni, perché la “Pace” ci permette di tornare assaporare il “pasto dei poveri”: che, ogni volta che “sbarco” a Livorno, mi piace gustare. Non ho mai capîto la storia del pane francese.

Un saluto da Nizza,

Bruno Breschi

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