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Darsena Europa, con il commissario si velocizzi l’iter

Lunedì 27 Luglio 2020 — 17:11

Si è tenuta l’audizione in commissione consiliare dei vertici dell’Autorità di Sistema Portuale: Stefano Corsini e Massimo Provinciali. Si è fatto un quadro aggiornato sul gran lavoro svolto in fase di progettazione, sul crono-programma, sul peso dei finanziamenti disponibili in rapporto ai costi complessivi e sulla prospettiva di utilizzo della banchina Darsena Europa. E’ notizia di questi giorni circa la nomina di un commissario per la realizzazione di un’opera così strategica per la città. Si spera che il commissariamento velocizzi l’iter ministeriale sia della Conferenza dei Servizi sia della Conferenza decisoria per togliere il vincolo SIN. Ma è tutto risolto? I punti salienti, per un osservatore che voglia dare un contributo costruttivo, dopo aver udito i vertici del porto, sono due: quanti soldi mancano? Chi ce li mette? Per quanto riguarda i costi complessivi (opere foranee, dragaggi, terminal, infrastrutture e sovrastrutture di banchina) si parla di 900 milioni di euro. Per quanto riguarda le opere foranee e i dragaggi sono attualmente utilizzabili 350 milioni (250 della Regione Toscana, 50 da fondi propri dell’AP, 50 da delibera del Cipe 2016). Per quanto riguarda il terminal, invece, dei 550 milioni necessari ne sono disponibili 250 (per impegno del ministro De Micheli). Mancano all’appello 300 milioni di euro di investimento privato. Ascoltando Corsini, qualche domanda sorge spontanea. Tra 2018 e febbraio 2020 ci sarebbero state delle manifestazioni d’interesse di privati, che però non si sono concluse con una proposta vincolante. Insomma, i privati si sono ritirati. Sarebbe importante sapere chi sono questi privati e per quale ragione sono andati via. Ha a che fare con la remunerazione del capitale investito? Corsini in audizione ha fatto riferimento a due problematiche una di “carattere internazionale” riguarderebbe l’evoluzione dei mercati; l’altra di “carattere locale” (nazionale) riguarderebbe il maggiore dinamismo dei porti liguri. E’ una argomentazione quest’ultima che porta in modo spontaneo a tre domande. La prima: su quali dati si radica questa convinzione di Corsini? La seconda: se la questione sta in questi termini, allora il presidente cosa pensa si debba fare e con quali partner istituzionali ci si dovrebbe muovere alla ricerca di nuovi investitori presentando il sistema logistico integrato livornese? La terza: il commissariamento risolve anche questo problema? Rispondere a queste domande serve alla città poiché il porto è volano di ricchezza.

Maurizio Bettini, coordinatore segreteria Livorno in Azione

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