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Ecco perché il porta a porta è meglio del cassonetto con tessera magnetica

Mercoledì 9 Maggio 2018 — 16:22

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Durante i nostri incontri con i cittadini, organizzati autonomamente o in collaborazione con Aamps nei vari quartieri interessati all’estensione della raccolta porta-a-porta, ci viene chiesto spesso il motivo di questa scelta, in alternativa all’opzione dei cassonetti stradali dotati di sistemi di apertura con tessera magnetica.
Non è un caso se il sistema porta-a-porta si diffonde sempre più nelle città italiane (a prescindere dal colore politico delle amministrazioni), mentre i sistemi stradali vanno scomparendo, compresi quelli dotati di tessera magnetica, che vengono mestamente ritirati dopo le cosiddette “sperimentazioni”.
Innanzitutto dobbiamo tener conto della normativa, che impone di raggiungere e superare la soglia del 65% di raccolta differenziata: secondo i dati dell’Eco Istituto di Faenza, con i sistemi stradali più o meno tecnologici si arriva ad una percentuale compresa tra il 47% ed il 58%, quindi con questi sistemi la normativa non viene rispettata ed i cittadini vengono colpiti da eco-tasse e aumenti tariffari. Con il porta-a-porta, invece, la resa supera il 76%, arrivando in alcuni territori addirittura oltre il 90%.
Una indagine dell’European Environmental Bureau, ha certificato che solo con il porta-a-porta è possibile ottenere anche una riduzione a monte della produzione di rifiuti.
Oltre alla quantità di raccolta differenziata, c’è il problema della qualità: secondo uno studio di Hera s.p.a., l’impurità della raccolta di carta con cassonetti e tessera è pari al 12,4%, mentre col porta-a-porta cala al 5,4% (meno della metà), invece per l’umido il tasso di impurità scende dal 11,4% (stradale) al 4,6% (porta-a-porta).
Visto che gli accordi economici sottoscritti dai comuni con i consorzi del riciclo penalizzano moltissimo le raccolte che presentano eccessive impurità, tutto ciò si traduce in un aggravio di costi per il cittadino e in un danno pesantissimo per l’ambiente e la salute pubblica.
Altri costi ed altre difficoltà sono dovute al fenomeno dell’abbandono dei rifiuti intorno ai cassonetti, da parte di chi non ha la tesserina o non vuole utilizzarla, problema che non si attenua col passare dei mesi ne’ con l’aumento dei controlli.

Ecco perché il porta-a-porta è necessario e perfino obbligatorio, preso atto dei requisiti previsti dalla legge. Ovviamente, chi ha reali e serie difficoltà deve essere aiutato, con servizi di supporto al porta-a-porta, come piccole isole ecologiche di quartiere o passaggi di eco-bus, ulteriori rispetto al calendario ordinario dei ritiri.

Coordinamento Rifiuti Zero

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28 commenti

 
  1. # Federigo II

    ” Porta a Porta meglio dei cassonetti con tessera…” Nemmeno dopo il 10° ponce a vela si riesce a dire simili cose !

    1. # andrea

      a parte il fatto che Utilitalia rappresenta chi gestisce discariche e inceneritori, nello studio che hai indicato c’è scritto chiaramente che “In generale per la raccolta multimateriale il ‘porta a porta’ costa di più con una differenza che oscilla tra il 30 e il 40%. Costi maggiori che vengono riassorbiti però dal trattamento industriale successivo”.

      E’ per questo che con il porta a porta la tariffa scende.

      1. # Dredd

        …e c’è scritto anche: ” È bene però che i cittadini sappiano, come più volte abbiamo ripetuto su queste colonne, che al netto degli auspicabili efficientamenti aziendali è impossibile avere al contempo la botte piena (più raccolta differenziata porta a porta) e la moglie ubriaca (una Tari in costante discesa).” Quindi la favola che il comune racconta che stanno facendo tutto per offrirci una tassa sui rifiuti più bassa è appunto una favola. Quindi: la tassa sui rifiuti è già al massimo e non è affatto scesa, il cittadino ora si deve far carico pure di differenziarla con il risultato che non tutto è differenziabile, aumento dei costi per differenziarla (bidoni, bidoncini, personale, camion, etc. Ecco, questo non mi sembra molto sostenibile. Qualcuno spieghi ai cittadini perchè non è possibile la differenziata farla in maniera meccanica.

  2. # adriano

    fotografato un caso su 100 di questi episodi perche non fotografate la stragrande maggioranza di cassonetti che funzionano e poi metteteli senza tessera questo vuol dire arrampicarsi sigli specchi

  3. # 5stelleunavoltaebasta

    Ma a chi credete di rivolgervi con articoli così? Ma quale è il rispetto che dimostrate per i cittadini? Sono basito da tanta disinvolta faccia tosta

  4. # andrea

    Mi piacerebbe sapere da quelli contrari alla raccolta porta-a-porta il nome di una città italiana che ha superato il 65 % di raccolta differenziata obbligatorio per legge con i cassonetti. Il resto sono chiacchiere.

    1. # Dredd

      Da dove esce questo numero 65% ? Lo ha detto Nogarin? AAMPS? Un soggetto terzo ed indipendente? E’ un numero che si puo’ calcolare o tirato a caso? “Obbligatorio per legge”…cosa succede altrimenti? Come i POS che devi averli ma se non li hai non è prevista una multa? Ricordiamoci che intorno ai rifiuti girano un sacco di soldi. E poi mi chiedo, ma se la maggior parte dei cittadini non la vuole, vanno ascoltati o no? E non per uno sfizio dicono di no. Io la trovo semplicemente complicata, dalle 7 alle 8 i bidoni devono essere fuori, devo spendere 180€ per mettere un tastierino cosi che AAMPS possa entrare in una proprietà privata, l’operatore ha a memoria tutti i numeri dei cancelli? Riflettiamo bene su questo fenomeno. Ci sono i robot che costruiscono macchine da soli e non ci sono sistemi meccanici/eletronici, magari con l’ausilio di operatori, per differenziare la spazzatura? Non prendiamoci in giro…Esempio, perchè dobbiamo avere un bidone SOLO per il vetro e non uno unico per vetro, plastica e latta? Intanto qui siamo a 2500 firme… https://www.change.org/p/dirigenti-aamps-no-al-porta-a-porta-si-alla-raccolta-differenziata-meccanizzata

      1. # andrea

        Decreto legislativo n. 152/2006:

        Art. 205. Misure per incrementare la raccolta differenziata

        1. (…) in ogni ambito territoriale ottimale, se costituito, ovvero in ogni comune, deve essere assicurata una raccolta differenziata dei rifiuti urbani pari alle seguenti percentuali minime di rifiuti prodotti:

        a) almeno il trentacinque per cento entro il 31 dicembre 2006;
        b) almeno il quarantacinque per cento entro il 31 dicembre 2008;
        c) almeno il sessantacinque per cento entro il 31 dicembre 2012.

        3. Nel caso in cui, a livello di ambito territoriale ottimale se costituito, ovvero in ogni comune, non siano conseguiti gli obiettivi minimi previsti dal presente articolo, è applicata un’addizionale del 20 per cento al tributo di conferimento dei rifiuti in discarica a carico dei comuni che non abbiano raggiunto le percentuali previste dal comma 1 sulla base delle quote di raccolta differenziata raggiunte nei singoli comuni.

        3-bis. Al fine di favorire la raccolta differenziata di rifiuti urbani e assimilati, la misura del tributo di cui all’articolo 3, comma 24, della legge 28 dicembre 1995, n. 549, è modulata in base alla quota percentuale di superamento del livello di raccolta differenziata (RD), (…), secondo la tabella seguente:

        Superamento del livello di RD rispetto alla normativa statale:
        da 0,01 per cento fino al 10 per cento – 30 per cento di riduzione
        10 per cento – 40 per cento di riduzione
        15 per cento – 50 per cento di riduzione
        20 per cento – 60 per cento di riduzione
        25 per cento – 70 per cento di riduzione

        …ecco da dove “esce” il numero 65%…..ripeto, se esisto questi robot magici che separano la spazzatura al nostro posto, qual’è la città italiana che rispetta la normativa del 65% (evitando di appiopparci in tariffa queste maggiorazioni) senza l’ausilio del porta a porta ma solo con i “sistemi meccanizzati”? Oddai ditemelo….

        1. # Dredd

          Tu hai scritto che ha superato il 65% e ti ho chiesto come hanno calcolato quel numero, non di citarmi il decreto che dice quali sono gli obiettivi.
          Il decreto poi non parla di porta a porta ma di raccota differenziata prima di tutto e questa non ha un’unica maniera per farla. Non si può sostituire la cultura alla differenziata con un bidoncino. Poteva essere usata una soluzione ibrida, esempio metallo, vetro e plastica usare un solo bidone anzichè 2 o 3. Sicuramente un robot no converrebbe ad AAMPS, dovrebbe licenziare qualcuno.
          https://www.youtube.com/watch?v=HxkklR3BNFc
          https://www.youtube.com/watch?v=YCfFFjFkYlc
          La direttiva

          1. # andrea

            Allora, quali sono queste città dove raggiungono il 65% senza porta a porta? Siete boni solo a fare discorsi….o sbaglio?

          2. # Dredd

            Infatti nessuno ha detto che ci sono città che raggiungono il 65% di differenziata e neppure con il porta a porta. Il 65% è l’OBIETTIVO, non lo stato attuale. Differenziata a Livorno (stando all’opuscolo AAMPS): 2013 43.18%
            2014 45.54%
            2015 46.45%
            2016 43.05 %
            2017 44.71% (con il vecchio conteggio sarebbe stato 46.29%).
            Ecco mi sembra che difficilmente raggiungiamo il 65% al rirmo di qualche punto percentuale all’anno e mi sembra anche nel 2015 che forse il porta a porta non era ancora partito, si differenziava di piu!
            Il volantino dice poi che le strade con il porta a porta sono piu pulite…DAVVERO !?!?
            Dice che aumentano gli spazi per posteggi auto e scooter…forse si sono dimenticati di scrivere “A PAGAMENTO”.
            Addirittura dice che passeggiare in città diventa piu gradevole…Sicuramente…Gabbiani, topi, animali, puzzo, spazzatura a giro….gradevolissimo!!

        2. # luca ardenza

          Potrai avere anche tutte le ragioni del mondo, ma resta il fatto che io, secondo il tuo sistema, dovrei alzarmi tutte le mattina alle 6.30 per mettere fuori il secchio, e poi, dove sono, sono , alle 10 lasciare tutto impegni di lavoro compresi per tornare a casa e alle 10.30 riportare il secchio in casa.A questi problemi non c’ha pensato il legislatore quando a staso questo Decreto legislativo n. 152/2006: ?
          Fatemi sapere. Perché io vivo solo e non posso permettermi di pagare qualcuno per farlo per me.
          Grazie

    2. # Giorgio

      Udine è arrivata al 67% con i cassonetti. Si potrebbe fare meglio, sia in termini di quantità sia di qualità dei conferimenti, se ci fossero i cassonetti tecnologici con apertura a tessera e qualche controllo in più

  5. # Michela

    Siamo alla frutta, fanno di noi quello che vogliono e noi come i classici pecoroni………

  6. # meno blog e più libri

    http://www.confservizi.emr.it/2017/02/rifiuti-costi-e-modelli-della-raccolta-differenziata-in-italia/

    Non c’è un unico modo di fare le cose – osserva il vicepresidente di Utilitalia, Filippo Brandolini – ci sono delle variabili che cambiano in base alle caratteristiche del territorio, della popolazione, della stagionalità.

    Il costo di raccolta del multimateriale in Italia è pari a 185 euro a tonnellata. In generale per la raccolta multimateriale il ‘porta a porta’ costa di più con una differenza che oscilla tra il 30 e il 40%. Costi maggiori che vengono riassorbiti però dal trattamento industriale successivo, che è naturalmente più basso quando concentrato su un’unica tipologia.

    E’ evidente che la elasticità mentale vince sempre contro le ideologie che non ammettono confronto…

  7. # fabio

    ma ci prendete in giro? voi non avete idea di cosa scrivete… Continuate a imporre il porta a porta come fa più comodo all’AAMPS, vedrete quanto ci vuole a mandarvi a casa.

    Il porta a porta è morto, i sistemi automatizzati sono il futuro e voi non riuscite neppure a capirlo, oltretutto andando sul sito European Environmental Bureau non si trova nulla di quello che dite

  8. # elit

    Non mi convincete a Pisa sono passati dal porta a porta ai cassonetti con scheda. Non sopporto chi non accetta le critiche pensando di essere depositario della verità assoluta!

    1. # andrea

      Non è vero, a Pisa c’è il porta a porta ovunque tranne in alcune zone del centro e del litorale, la stragrade maggioranza degli abitanti ha il porta a porta:

      http://www.geofor.it/index.php?id=378#c981

  9. # Lorenzo65

    Gli abitanti a Pisa centro, come a Firenze centro , hanno i cassonetti interrati o esterni. Nelle periferie, dove ci sono spazi idonei per i contenitori condominiali esterni della differenziata, invece avviene il porta a porta condominiale: ovvero il cittadino dell’appartamento del condominio getta il rifiuto a QUALSIASI ORA nel mastello condominiale ESTERNO e ha risolto il problema. Solo a Livorno si vuole IMPORRE bidoncini, bidoncioni e bidoncelli , spesso sporchi e puzzolenti da TENERE IN CASA a puzzare e costringere i cittadini a esporli e ritirarli ad orari comodi all’AAMPS. Se capite il problema bene, altrimenti a questo punto ,fanno bene i livornesi a farsi sentire con le parole e soprattutto con i FATTI.

  10. # Lorenzo65

    Rispondo alla disperazione di Andrea : a qualsiasi ora in quelli esterni ( dall’appartamento ) e collocati in aree condominiali idonee, spesso lontane dagli appartamenti. A qualsiasi ora i condomini possono gettare i rifiuti in quei cassonetti differenziati, posti nelle aree condominiali. Poi passano i mezzi di raccolta ad orari stabiliti a raccogliere i rifiuti , avendo le chiavi di accesso alle aree del condominio. Come accade a Livorno nei condomini grandi con spazi privati idonei immagino. Qua si parla del centro città con marciapiedi piccoli e condomini su strada con appartamenti senza terrazza. Si vuole imporre al cittadino di convivere con la spazzatura per giorni in casa? Fra salotto e camera da letto? Vogliamo riempire marciapiedi di bidoncini, bidoncioni e bidoncelli? Vogliamo riportarli sporchi di feci di topi, pisciate di cani in casa? Impariamo da Pisa, Firenze, Svizzera, Svezia e…resto del mondo !

  11. # lev

    Analisi corretta e condivisibile…rimane da verificare come potra’ essere applicata la tariffa puntuale ultimo passaggio necessario per premiare chi differenzia e chi butta tutto nel mucchio

  12. # Stefano

    l’ultima fresca fresca? In Borgo Cappuccini ritirano i bidoncini che avevano consegnato porta a porta per il vetro, perchè mettono le campane!!! E i costi di questi bidoncini inutilizzati chi li pagherà?? Sempre noi nella TASI, o sbaglio. Grazie Amministrazione, altro autogoal!!

  13. # Morchia

    Il PAP funziona meglio dei cassonetti solo perché è una forma coercitiva di gestione dei rifiuti imposta ai cittadini, alla quale possono sottrarsi solo gettando i rifiuti nei fossi e nei campi; limite che in molti, per fortuna, non si sentono di scavalcare. Forse è questo che ci meritiamo, o forse no. Per saperlo, ovvero per fare un confronto, si sarebbe dovuto spendere tempo e risorse per educare i cittadini alla differenziata quando c’erano i cassonetti, così come è stato fatto per il PAP. Non v’è dubbio però che è enormemente più impegnativo per il cittadino e forse qualche passo indietro per venire incontro a esigenze più che legittime e considerazioni di buon senso andrebbe fatto. Vedi orari di ritiro (pena multa) in orari lavorativi; vedi ingombro dei marciapiedi con i cassonetti in ore diurne, con enormi disagi per disabili e passeggini; vedi decoro urbano; vedi igiene pubblica. Domanda facile facile: visto che di riduzioni della TARI non se ne vedono, perché con i soldi che sostenete di risparmiare con questo sistema non “finanziate” il ritiro in orario notturno? Di giorno strade libere e nessun problema a mettere fuori i bussolotti la sera e a ritirarli dentro la mattina per chi durante il giorno lavora (e sono la maggioranza). Forse perché questo risparmio in verità non esiste?

  14. # fabio

    E’ meglio per chi? Per L’ AAMPS che lavora meno.. Per il cittadino meglio non è di certo. Tra l’altro andando sul sito dell’European Environmental Bureau quella famosa ricerca non si trova

  15. # mah...

    Vorrei far notare al TALEBANO Andrea, che uno dei Comuni più virtuosi nella raccolta differenziata che supera addirittura il 70% , (DATI 2016) è Trento, che ha anche la Tassa rifiuti più bassa d’Italia.

    Due osservazioni, però, a questo proposito:
    a) non necessariamente il peso della tassa rifiuti è legato alla percentuale di raccolta, come dimostrano in alcuni casi i seguenti dati:
    http://www.repubblica.it/economia/rapporti/osserva-italia/stili-di-vita/2017/11/03/news/differenziata_italia_a_due_facce_ecco_i_comuni_virtuosi_-180059664/
    b) il virtuoso comune di trento, adotta il Porta a Porta ma con tre sole modalità: In centro o attraverso i contenitori condominiali o attraverso le Isole Ecologiche, in periferia con i Cassonetti.
    http://www.comune.trento.it/Aree-tematiche/Ambiente-e-territorio/Rifiuti-urbani/Gestione-integrata-rifiuti/Raccolta-differenziata
    LO SCHIFO, L’ARROGANZA DEL SISTEMA, L’ANTIGIENICITA’ E LA BRUTTEZZA DEI BIDONCINI “CASALINGHI” NON E’ NEPPURE STATO PRESO IN CONSIDERAZIONE
    Quanto contestano i cittadini – costretti a subire un sistema imposto e non preventivamente almeno concordato – NON E’ LA DIFFERENZIATA, MA LE MODALITA’ DI RACCOLTA, CON O SENZA PORTA A PORTA

  16. # Myke

    Come detto da # Morchia il 17 maggio 2018 alle 13:55 si tratta di una unilaterale “forma coercitiva di gestione dei rifiuti imposta ai cittadini”. Di certo non è la migliore e si hanno più problemi di quelli che vuole ipocritamente risolvere.