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Emergenza Ucraina, che cosa sta facendo il Comune

Nella sua comunicazione al Consiglio Comunale, l'assessore Raspanti ha illustrato nel dettaglio che cosa sta facendo il Comune da quando è scoppiata l'emergenza Ucraina

Lunedì 14 Marzo 2022 — 15:58

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Il Comune di Livorno sta lavorando in stretta collaborazione con la Prefettura, la Questura e la ASL per gestire l’arrivo dei profughi ucraini. Lo ha comunicato l’assessore al Sociale Andrea Raspanti il 10 marzo in Consiglio Comunale, sottolineando la grande sensibilità e attenzione dimostrata dalla rete istituzionale in questa circostanza.
Nella sua comunicazione l’assessore Raspanti ha specificato nel dettaglio che cosa sta facendo il Comune da quando è scoppiata l’emergenza Ucraina. “Il Comune si è da subito attivato con la Protezione Civile e il servizio sociale per offrire sostegno e assistenza alle persone in fuga dalla guerra arrivate nella nostra città in questi primi giorni di emergenza. Abbiamo operato in stretta sinergia con le altre istituzioni del territorio e con il terzo settore. In particolare ci siamo messi a disposizione dell’Ufficio Immigrazione della Questura, che sta portando avanti con professionalità e spessore umano non comune un compito molto delicato e importante. Proprio presso l’ufficio Immigrazione è stato istituito un punto unico di accesso integrato per tutte le persone ucraine in arrivo sul nostro territorio. Il Comune vi contribuisce, oltre che con la Protezione Civile, garantendo la presenza di due assistenti sociali e di mediatori del servizio Oltrefrontiera, a cui va il nostro ringraziamento. Va sottolineato come la nostra città sia interessata anche dall’arrivo di molte persone dirette in Sardegna, situazione che ha reso necessario alle istituzioni offrire accoglienza e assistenza anche in specifici spazi adibiti in ambito portuale. La Protezione Civile ha garantito il necessario supporto alimentare e ha affiancato la ASL nelle procedure di screening sanitario. Voglio anche ringraziare la Consulta delle associazioni per il lavoro di coordinamento che sta svolgendo in queste giornate e i tanti e le tante volontarie che si sono messi a disposizione”.
Il presidente della Regione Giani, in qualità di commissario delegato dello Stato per l’emergenza dell’Ucraina, ha inoltre annunciato che Livorno sarà, insieme a Firenze, uno dei due luoghi che in Toscana saranno attivi come punti di riferimento per le persone profughe. Il servizio – un front office con funzioni di censimento, orientamento, screening sanitario, valutazione e presa in carico dei bisogni – sarà approntato presso il Modigliani Forum. “Il tema della presa in carico da parte del servizio sanitario – spiega Raspanti – è di fondamentale importanza. Le persone che arrivano, nelle more del rilascio del permesso di soggiorno, riceveranno un codice STP (Stranieri Temporaneamente Presenti) con il quale potranno anche richiedere le prestazioni dei medici di medicina generale e dei pediatri di libera scelta”.
L’Assessore Raspanti ha inoltre espresso preoccupazione per il tema delle soluzioni alloggiative.
“La scelta del Governo di puntare sul sistema dei CAS non darà buoni frutti. Neanche l’ampliamento del Sistema Accoglienza Integrazione – che funziona bene ed è gestito direttamente dai Comuni (Livorno ha un progetto da 56 posti che sarà ampliato ancora non appena il Ministero pubblicherà il bando) – da solo non sarà sufficiente a far fronte a numeri che sono già alti e che sono destinati a crescere ancora. Di fatto la maggior parte delle persone arrivate a Livorno hanno trovato ospitalità in famiglia e sono tantissimi i livornesi che ci hanno contattato per dare la loro disponibilità. Purtroppo attualmente non esiste un riconoscimento istituzionale di queste accoglienze. La Commissione Immigrazione di ANCI ha sollecitato la ministra Lamorgese affinché il Governo decida di aprire all’ospitalità in famiglia, sperimentando una modalità di gestione e soprattutto di regolamentazione che potrebbe rappresentare un salto di qualità per il sistema italiano di accoglienza. Realisticamente l’accoglienza diffusa è l’unica che può garantire una risposta alle tante persone profughe in arrivo, contenendo anche l’impatto sociale del loro arrivo sul territorio. Nelle prossime ore avvieremo una ricognizione ufficiale di chi sta già ospitando persone provenienti dall’Ucraina e inizieremo a raccogliere, in maniera esplorativa, le disponibilità del territorio per restituire ai livelli istituzionali sovra-comunali l’esatta dimensione del fenomeno e per essere pronti a operare, insieme alla Questura e alla Prefettura, qualora il Governo apra a questa eventualità”.

Da segnalare che il Comune di Livorno da diversi giorni ha aperto un conto corrente per raccogliere fondi da destinare per sostenere le popolazioni colpite dalla guerra e i i profughi (qui tutte le informazioni https://www.comune.livorno.it/articolo/livorno-pace-comune-ha-aperto-un-conto-corrente ) Un canale trasparente e rendicontabile a cui chiunque può far riferimento in questo momento di grande preoccupazione ma anche di grande solidarietà. Le somme che verranno raccolte saranno impiegate dal Comune in maniera sicura e certa per sostenere la popolazione nelle zone di guerra e per eventuali progetti che verranno attivati sul territorio comunale per supportare i profughi.
Oltre a questo si ricorda che le farmacie comunali aderiscono alla raccolta promossa dalla Croce Rossa e che il Comune di Livorno ha messo a disposizione alla comunità Ucraina un locale della ex Circoscrizione 2 sugli Scali Finocchietti, per la raccolta di alimenti, medicinali, prodotti per l’igiene personale ecc, destinati ai profughi e alla popolazione civile colpita dalla guerra.

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