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Ero di Sinistra, ma non me lo posso più permettere…

Domenica 13 Gennaio 2019 — 17:50

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È interessante assistere a come si stiano comportando le persone del mondo dello spettacolo in questi ultimi mesi.
Insediatosi Salvini, è iniziata una mobilitazione forsennata che ricorda molto quanto successo in America con Trump. Un fenomeno mondiale che vede il mondo di certa cultura opporsi alla richiesta di sovranità dei popoli, sposando invece, e sostenendo, il globalismo.

Perché difatti questa è la sfida della contemporaneità: sovranisti vs globalisti.

Ciò che desta perplessità però, é la mancanza di analisi da parte di chi si erge a portatore sano di morale, etica ed intellettualismo collettivo.

È notizia, poi, di questi giorni che Sanremo avrà nuovamente come tema l’immigrazione e la critica al Governo. Bisio difende Baglioni e conferma che ci saranno monologhi sui migranti. Non importa nulla a nessuno che sia un festival della musica, nulla a nessuno che sia un servizio pubblico pagato da noi cittadini, e niente a nessuno che il 60% degli italiani non condividerà tale scelta. The show must go on…

D’altronde – siamo onesti – dove si è mai visto che un servizio pubblico faccia solo campagna contro il Governo?
Qualsiasi canale si scelga, salvo rare eccezioni, è possibile assistere a come venga dato spazio ossessivamente alle opposizioni (ma non doveva essere una dittatura?).
Il comico-presentatore del Festival però dice di più: il suo autore è Michele Serra di Repubblica, tutto normale?
Ma il frivolo diventa drammatico se si pensa che, mesi fa, venne lanciato un appello tramite RollingStone con nomi illustri dell’ambito televisivo e musicale schierati contro il Ministro degli Interni, ma, una settimana dopo, la stessa rivista, in prima pagina, ha lanciato un articolo dal titolo “Solo il satanismo può salvarci dal populismo”.
Eppure nessuno di questi artisti che si sia fermato a chiedersi: ma sono tutti matti? Per quali follia ho firmato col mio nome? Silenzio.
E a Livorno? È news recente che personaggi dello spettacolo abbiano lanciato un appello. Alla gente? No, alla sinistra, che deve compattarsi per fermare l’ondata populista e sovranista. Tralasciando che entrambe sono parole nobili. Sarebbe molto interessante scoprire quale sia il contenuto che vorrebbero portare avanti, oltre all’essere anti-qualcosa.

Io non ho la presunzione di definirmi “artista”, forse l’avranno loro, quel che è certo è che per dichiararsi tali bisogna avere nel sangue la volontà di porsi delle domande capaci di trascendere il proprio schieramento ideologico (che poi, esiste ancora la sinistra? Quella di oggi lo è davvero?).
Vorrei tanto sapere perché allora si siano schierati fra i globalisti.
Vorrei sapere cosa ne pensano del trattato di Maastricht e di Lisbona; vorrei sapere quale visione abbiano dell’accoglienza indiscriminata; vorrei sapere dove erano questi con Monti, Letta, Renzi, Gentiloni; vorrei sapere cosa ne pensano di un’Europa che non permette nulla per obbedire ai mercati?
Vorrei sapere cosa ne pensano, del fenomeno della globalizzazione, della perdita delle nostre radici e dell’identità dell’uomo occidentale. Sempre più schiacciato tra logiche di mercato e comunicazione e che viene sempre più ridotto ad individuo fluido, a prodotto.
Ma soprattutto vorrei sapere come si faccia oggi a sentirsi di sinistra, dal momento che quest’ultima è fiera sostenitrice di tutto quanto appena detto: la tutela del più becero capitalismo finanziario che non potrà che culminare con l’autodistruzione.

Mi domando cosa si augurerebbero per la gente, considerando che ci sono 5 milioni di poveri, e ben 3 milioni che, rassegnati, non cercano neanche più lavoro. Cosa ne pensano di Livorno, una città ormai abbandonata a se stessa. Mi chiedo come si possa dire di far satira schierandosi a favore di 70 anni di “regime” politico in questa città; perché chi tutela il potere, a regola, dovrebbe esser chiamato giullare di corte, come accadeva nel Medioevo (no, non è un attacco, parlo di storia).

Dal momento che stiamo parlando di cultura e di attualità, mi piacerebbe invitarli a rileggere Pasolini sull’antifascismo, e ad ascoltare ciò che il Presidente del Panafricanesimo, Konare, pensa in merito al fenomeno dell’immigrazione. Forse ci penserebbero due volte prima di dare il loro sostegno a certe battaglie e di lanciare hashtag come #restiamoumani.

La verità è ben nota a tutti, c’è solo timore di dirla. Chi non si riconosce nell’attuale sinistra troverà sempre enormi difficoltà a far parte del mondo della “cultura”.
Ne so qualcosa: quando lanciai il progetto di satira “il Male necessario” ricevetti miriadi di minacce, perché certi argomenti non si possono proprio trattare, e tuttora mi ritrovo costretto ad evitare di farmi vedere in certi luoghi della città.

Non solo quindi in tv, come confessa anche Bisio, ma anche nei teatri i temi proposti sono sempre gli stessi, medesimi e ritriti, in un circolo vizioso di autoerotismo e autocompiacimento: migranti e donne presentati come categorie protette, e non come persone con diritti e doveri; diritti Lgbt, arrivando addirittura a portare in scena un bambino transgender, strumentalizzando così minori di una fascia d’età in cui dovrebbe esser tutelata la loro innocenza; monologhi monocolore; arte sperimentale, un continuo inno all’ossessionata ricerca dell’IO confuso. L’uomo che diventa dio di se stesso, in un mondo che invece ci grida disperatamente la necessità di un NOI, apprezzando le diversità, cioè l’esatto contrario dell’uomo omologato, privo di radici, identità sessuale, culturale e presto religiosa.

Al contrario dei firmatari all’appello, mi schiero con il Governo, che reputo il male minore, con la consapevolezza che senza di esso vi sarebbe un ritorno al golpe europeo in salsa troika.
E di macelleria sociale siamo letteralmente stanchi. Manterremo uno spirito critico quando ce ne sarà bisogno, senza avere padroni.

Resto aperto al dialogo come arricchimento, sperando di ottenere risposte in merito alle diverse domande poste in questa lettera. E chiamatemi anche populista, non si tratta di un termine disdicevole, ma anzi ritengo che sia nobile esser parte del popolo.

Non ho bisogno di alcun appello, faccio parte della maggioranza di questo paese, opposta ad una minoranza che demonizza chiunque la pensi diversamente, che inconsapevolmente (voglio sperare) tutela i reali poteri forti.
Sì, ero di Sinistra, ma non me lo posso più permettere.

Ottavio Herbstritt 

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12 commenti

 
  1. # Lukas

    Io condivido ogni parola, grazie.

  2. # populista orgoglioso

    Beh che dire se non che condivido tutto. Bravo.

  3. # Giuliano

    Sarebbe interessante conoscere il curriculum di questa persona. In passato era un convinto sostenitore e attivista di sinsitra, militante di un partito (SEL) quando governava col PD. In quelle vesti ci ha tirato fuori anche uno stipendio in una municipalizzata. Così, tanto per dire…

  4. # Ottavio

    Sono l autore dell’articolo, è davvero un peccato che qualcuno cerchi di attaccare a livello personale perché non riesce in merito al contenuto. Lei lo sa cosa abbiamo fatto in Asa nel periodo in cui ero consigliere?c( 600 € al mese, non ero certo la kasta). 200mila euro di fondo sociale il primo anno, gli anni seguenti 400mila. In più eravamo 60-40 pubblico. Inoltre fu una spada di Damocle che altro, avendo quel.contratto di collaborazione nessuna azienda voleva prendermi. E stato sopratutto spirito di servizio. Lasciai SEL nel dicembre del 2012, un tempi non sospetti all’era di 25 anni. Perché avevo capito che le battaglie avrebbero preso un’altra piega rispetto a quelle che ho svolto anche a livello nazionale , compresa la denuncia del pareggio do bilancio (mod.art.81) in data 17 aprile 2012. Hanno scelto anziché la critica al sistema finanziario ed a questa Europa la tutela dei diritti civili e l incentivazione dei morti in mare per mostrarsi caritatevoli. Detto questo non rinnego il mio passato, mi ha reso quello che sono adesso. Ed il mio percorso e nero su bianco, visto che diplomatomi attore ho fatto satira sul web e dico la mia da anni ormai. Difficile appellarsi su di me dal punto di vista morale. Mi saluti i kompagni che le hanno suggerito questo commento.

    1. # Benito Gragnoli

      Condivido Ottavio ,cercano sempre di intimorire quelli che non la pensano come loro . La Tua Libertà di pensiero non riescono a capirla perché loro non sono mai stati Uomini LIBERI

      1. # Libera

        Certo, ma la TUA libertà finisce dove comincia quella degli altri

    2. # Elena Mataresi

      Penso sinceramente che non è che non si può permettere di essere di sinistra da quanto leggo non lo è mai stato ! Disprezzare le minoranze perché è questo che pensa o almeno io ho capito così conferma che di sinistra ha avuto ben poco! Io provengo da un famiglia di comunisti e da nonni partigiani sia io che la mia famiglia non abbiamo votato ne il precedente governo tanto meno questo ma a differenza sua continuiamo a cercare una sinistra unità quella vera ,si è vero con tutte le colpe ed i difetti che ha e che negli anni ha fatto in modo di frsmmentarsi ma al momento critico in cui siamo oggi spero in una sinistra unità e forte per combattere il suo governo dove il disprezzo del diverso o lo schiacciare il deboli sono all’ ordine del giorno ! # restiamo umani che lei disprezzare tanto invece è un segnale forte e di rispetto anche verso la nostra costituzione , forse si è dimenticato dopo quale momento terribile storico è stata sancita, chi l’ha scritta fosse vivo adesso non penso che apprezzerebbe l achiusura dei porti e la morte volontaria di tanti uomini donne e bambini, ma è anche vero se fossero ancora vivi ci darebbero una grossa bacchettata perché abbiamo saputo disfare tutto quello per cui avevano combattuto ed ottenuto perché noi a differenza loro non ci siamo dovuti conquistarebla libertà l’abbiamo sempre avuta ma gestita male. Infine le dico che i migranti che lei disprezzare tanto in tempo linsiamo stati anche noi e continuiamo ad esserlo basta pensare a i cervelli in fuga o a chi emigra All estero e qui penso a i giovani per troverete un lavoro anche d operaio, i migranti che sbarcano da noi fanno sì che anche a gente come Lei non manchino pomodori o arance o altro perché ben sfruttati da caporali dove la loro vita vale davvero pochissimi euro, magari le stesse persone che proclamano la famiglia , l’etero sessualità, e gli fanno anche schifo coloro che sbarcano!! Come ho detto all’inizio lei non è mai stato di sinistra ed era più onesto se intitolava l’articolo ” finalmente posso calare la maschera e dire che sono di destra prima ero un radical chic per moda”

      1. # mah...

        Cara Elena, io rispetto tutte le opinioni. Ma si rilegga per bene ciò che ha scritto – soprattutto per quanto riguarda il sacrificio fatto dai nostri avi e per che cosa (e non parlo dei partigiani, ma di chi combatté – prima -per darle uno Stato ed una patria) , il concetto di “emigrazione” legata ai cosiddetti cervelli in fuga o a chi, per fare l’operaio, è costretto ad andare all’estero, e non in ultimo allo sfruttamento degli immigrati nei campi – e poi si dia da sola la risposta se gli occhiali con i quali legge la realtà siano cristallini o leggermente appannati.
        Saluti

      2. # Ottavio

        Cara Elena , la Costituzione io la rispetto, infatti la mia lettera ne è esattamente la difesa, per quanto riguarda i migranti se a lei fa piacere che siano sfruttati ben venga, ma non si dichiari comunista

  5. # Riccardo

    Sintesi perfetta! Condivido tutto quello che hai scritto.

  6. # pardofornaciari

    A cosa ci si abbassa per vedere di ruscolare qualche miserabile pagnotta…

  7. # Marcellina

    Elena scusa, intanto in Italia ci sono 5 milioni di poveri che raccoglierebbero volentieri pomodori ed aranci (non come voi radical chic) ma poi pensare che gli africani siano solo esseri da deportare come schiavi fa veramente schifo.
    Sono esseri umani come noi? Allora combattano e muoiano per la loro libertà come abbiamo fatto noi in passato e che poi costruiscano una civiltà anziché provare a sfruttare quella degli altri per poi invece esserne risucchiati e trovarsi anche in condizioni peggiori di quelle in cui stavano prima di partire. Basta considerarli come bestiame da spostare qua e là.
    E basta anche con i giovani che se ne vanno in cerca di una fortuna preconfezionata altrove, che cerchino di costruire qualcosa qui invece di scappare come fossimo in guerra.