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Fipe Confcommercio: di nuovo chiusi, serve piano organico

Federica Garaffa, responsabile provinciale per bar, pasticcerie e pub della Fipe Confcommercio provinciale conferma i dati nazionali: le perdite del dicembre appena trascorso sono state superiori a quelle registrate nel primo periodo di lockdown

Martedì 5 Gennaio 2021 — 16:49

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Federica Garaffa della pasticceria Cristiani, responsabile provinciale per bar, pasticcerie e pub della Fipe Confcommercio provinciale conferma i dati nazionali: le festività natalizie generano in media il 20% del fatturato annuo degli esercizi di somministrazione, per cui le perdite del dicembre appena trascorso sono state superiori a quelle registrate nel primo periodo di lockdown. “Su tutto il 2020 il settore della provincia di Livorno ha visto sfumare il 40% di fatturato, a fronte di uscite per affitto locali, utenze, macchinari e simili ancora attivi e cospicui”.
La nostra Federazione Pubblici Esercizi nazionale ha scritto al ministro dello Sviluppo Economico, Stefano Patuanelli, chiedendo un incontro urgente per l’elaborazione di un piano organico di interventi per imprese e lavoratori del nostro settore, e per programmare una riapertura in sicurezza dei locali. A Governo e Comitato Tecnico Scientifico di dare prospettive diverse – più certe, ma anche più motivanti – ad un settore che ha pagato un prezzo altissimo, ma soprattutto che ha già dimostrato di poter lavorare in totale sicurezza.
Federico Pieragnoli, direttore provinciale Confcommercio: “Ristoranti, bar, pasticcerie, pub, pizzerie già dal primo provvedimento del 2021 ha rivisto disporre la chiusura dei pubblici esercizi nei fine settimana, e l’incertezza dal 11 gennaio in poi. Se non si dà una prospettiva più lunga sull’immediato futuro insieme a compensazioni proporzionate alle perdite, un comparto che rappresenta il fiore all’occhiello dell’accoglienza turistica vedrà scomparire il 30% delle sue imprese. Vorremo ricordare alla politica che in provincia di Livorno lavorano nella gastronomia con somministrazione circa 15.000 persone, tra titolari e addetti, ma è un numero stimato in difetto e non considera tutto l’indotto”.

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