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Inclusione sociale, lettera aperta al futuro sindaco

Cari futuri amministratori di Livorno, abbiamo deciso di scrivervi, per farvi conoscere e rendervi partecipi del nostro pensiero

lunedì 20 Maggio 2019 09:42

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Cari futuri amministratori di Livorno, abbiamo deciso di scrivervi, per farvi conoscere e rendervi partecipi del nostro pensiero su tematiche per noi essenziali della nostra città. Vogliamo farvi riflettere su concetti e filosofie, che riguardano tutti, più che mettere in risalto singoli casi e situazioni. Nelle vostre campagne elettorali, si sente spesso la parola “sociale”: perfetto! Ogni schieramento politico, alza questa bandiera, ma quanti veramente entrano nel merito e affrontano la cosa risolvendo i problemi? Cosa significano per voi termini come: inclusione, accessibilità, libertà, parole molto in uso nei vostri accalorati comizi. Livorno negli anni è stata oltraggiata e con essa siamo stati oltraggiati noi, persone con disabilità, che vivono la propria città sempre meno inclusi, liberi, costretti ed esclusi da dissennate politiche che hanno affrontato le tematiche sopra esposte in maniera superficiale e a dir poco vergognosa. Entriamo nel merito: uno dei punti fondamentali è l’accessibilità. Avere una città accessibile vuol dire, poter entrare nei negozi, nei locali di interesse pubblico, dove si svolgono manifestazioni e spettacoli, rassegne culturali, avere strade e marciapiedi che non siano percorsi ad ostacoli. In Fortezza Vecchia si continuano ad organizzare eventi e spettacoli, ma nonostante anni di incontri risulta ancora inaccessibile alle persone in carrozzina. I negozi del centro, presentano nella maggior parte dei casi, scalini all’ingresso che escludono l’accesso a molte persone. A questo punto mi farei un’altra domanda: la persona disabile non è considerata un potenziale buon cliente? Non potrebbe essere un turista appena sbarcato da una nave da crociera? L’elenco dei disservizi è enorme, se poi vorrete, saremo disponibili ad affrontarne uno ad uno!

Libertà è una parola vuota se non si raffronta con qualcosa di concreto, essere più liberi, ampliare la libertà di ognuno è un concetto che ci appartiene da tempo, il nostro impegno sociale e se volete, anche politico, è quello di batterci quotidianamente per spostare sempre un po’ più avanti questo concetto, fare politica per noi, non è chiasso della disputa, non è vendersi anche la madre per qualche voto in più, è impegno quotidiano, volgendo lo sguardo agli ultimi, a chi è più vulnerabile, a chi si trova anello più fragile della catena civile. Spesso il disabile viene visto come la persona da assistere e basta, in molti casi è così, ci sono situazioni di disagio e forme di grave disabilità in cui l’assistenza sanitaria va rafforzata, ma ci sono anche molte situazioni dove l’assistenzialismo non è ne gradito ne necessario, anzi se vogliamo mina la dignità delle persone, investire nell’autonomia fin dove è possibile, renderebbe meno gravoso anche l’impegno economico del nostro sistema sanitario, le persone più felici sono anche quelle più sane, più attive, più partecipi al meccanismo sociale ed economico di un paese! Se quando viene costruito un muretto, lo si costruisce più basso in modo da garantire la possibilità di godere la vista di un bel tramonto, si da benessere e si rende una persona più felice, in molti casi è solo buonsenso e rispetto! Se il politico di turno risolve un problema di accessibilità in maniera anacronistica ed obsoleta, offende e viola i principi fondamentali della dignità umana, pur rispettando le norme! Se un ragazzo giovane si ritrova in carrozzina, magari in seguito a un incidente, non gradirà essere tirato su dalle scale come una valigia! Per questo vi chiediamo attenzione e rispetto! Pochi esempi per farvi capire come sia necessario in molti casi andare ben oltre la norma, usare il buon senso, mettendosi nelle scarpe degli altri! L’accessibiltà al mare è possibile, ma dopo anni che si chiede con insistenza di risolvere il problema, è mai possibile, che in tutto il tratto di costa livornese non ci sia un accesso libero al mare per persone in carrozzina? Il diritto alla bellezza dovrebbe essere di tutti, quindi il diritto di poter fare un bagno in sicurezza e piena libertà dovrebbe essere una prerogativa di tutti, come il diritto di pratica del sano sport! Noi ci occupiamo di attività sportive per disabili fisici e intellettivi/relazionali, da più di trentanni, ma ancora oggi il diritto allo sport è in molti casi disatteso nell’accessibilità alle strutture sportive e quando organizziamo manifestazioni nazionali e/o internazionali (vedi il nostro torneo Inail Città di Livorno , giunto alla 27 edizione) diventa difficile accogliere nelle strutture alberghiere della nostra città, gli atleti disabili provenienti dall’Italia e dal mondo, in quanto gli hotels attrezzati e con totale accessibilità non esistono.

Un altro esempio è lo stadio, dove ancora oggi, pur avendo presentato e richiesto, nelle passate amministrazioni, soluzioni al problema, le persone con disabilità sono relegate in una parte di stadio, senza la possibilità di stare in mezzo alle persone e racchiuse dentro un box, dove in caso di pioggia è impossibile vedere la partita e quando arriva il caldo diventa una vera sauna. La lista dei disservizi sarebbe lunga, quello che ci auspichiamo è che la lungimiranza del buon politico faccia propri certi concetti, eviti gli errori del passato, governi con più attenzione per una Livorno moderna, inclusiva e più libera per tutti i cittadini. Pertanto con la presente ci rendiamo disponibili nel “dopo elezioni” ad affrontare, con chi amministrerà la nostra città, in modo serio e approfondito tutte le problematiche, al fine di trovare soluzioni reali che rendano la città accessibile e fruibile per tutte le persone che ci vivono o vorranno visitarla.

Per Sport Insieme Livorno onlus il presidente Claudio Rigolo

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