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“La fatica di respirare”, la lettera di Tiziana dal reparto covid

In una lettera Tiziana, infermiera, racconta quanto accaduto e ringrazia le "persone immense" che l'hanno assistita e che compongono una sanità livornese di eccellenza

Martedì 13 Aprile 2021 — 10:13

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"Vi prego livornesi del mio cuore, cercate di portare gentilezza quando entrate in ospedale, anche magari quando talvolta non vi arriva, ricordiamoci chi abbiamo davanti… persone con i propri dolori"

Riceviamo e pubblichiamo la lettera di Tiziana, infermiera, scritta dal reparto covid dove si trova dal 2 aprile per raccontare quanto accaduto e al tempo per ringraziare le “persone immense” che l’hanno assistita e, in generale, per far sapere che “la nostra città ha avuto e continua ad avere una sanità di grande eccellenza”.

La lettera “La fatica di respirare” (nella foto una delle tre pagine della lettera) Oggi 11/04/2021 vedo la luce in fondo al tunnel dell’orrore, della paura e della solitudine. Sono una paziente Covid che è stata sopraffatta ferocemente, rapidamente, dal 27 marzo da questa bestia subdola quanto potente. Nel giro di pochissimi giorni tutta la mia famiglia è stata sommersa da sintomi, astenia, incapacità di ogni azione, anche la più banale. Eppure la nostra attenzione verso questa pandemia non è mai stata abbassata: niente vita sociale, rispetto delle norme igieniche, uso della mascherina, rispetto delle distanze uso del gel ecc, ma tutto questo non è servito a niente. Poi in pochissimi giorni tutto ha cominciato a precipitare, prima il ricovero di mia madre, grande anziana, ma grande persona che ancora si trova li, nel reparto malattie infettive dell’ospedale di Livorno dove sta lottando ancora contro la malattia. Dal 2 aprile è toccato a me e subito successivamente a mia figlia, con i nostri uomini rimasti a casa: marito figlio e genero che oltre a stare fisicamente male capivano tutta la preoccupazione di quel momento. Ecco, io adesso sono qui al 2° padiglione primo piano chiamato sub intensiva Covid, appunto dal 2 aprile, e vorrei testimoniare il fatto che l’essere umano non può e non deve dimenticare solo per il fatto che fino ad ora gli è andata bene. Io oltre ad essere una cittadina livornese visceralmente attaccata alla mia città sono, anche e soprattutto, una infermiera che per quasi 40 anni svolge la sua professione nella nostra sanità ed ho fatto per mia scelta innumerevoli esperienze lavorative immensamente gratificanti. Quindi, è vero, sono un po’ di parte, ma quello che voglio dire, il messaggio che vorrei arrivasse ad ogni livornese di “scoglio”, è quello di non lasciarsi cancellare dai nostri venti e dalla salsedine del nostro spettacolare mare, di non essere superficiale di ricordarsi sempre, ma sempre, che la nostra città ha avuto e continua ad avere una sanità di grande eccellenza fatta di immense persone dotate di capacità, di impegno, di compassione e carità amorevole, di competenze (ci sono dei giovani che hanno lavorato in Inghilterra e nonostante paghe da sogno sono tornate nel proprio paese a combattere questa guerra). Persone costrette a camuffarsi indossando queste tute che non lasciano respirare, ma che tengono bene in vista lo sguardo affinché la loro luce oltrepassi il tuo buio. Non negano mai una carezza, una attenzione, una parola di incoraggiamento ed una costante presenza. Lavorano costantemente, ininterrottamente con turni sfibranti, giorno e notte per salvare le vite e dare dignità perché i pazienti sono tutti uguali, anche se non sempre è vero.
Vi prego livornesi del mio cuore, abbiate memoria di questo e cercate di portare gentilezza quando entrate in ospedale, anche magari quando talvolta non vi arriva, ricordiamoci chi abbiamo davanti… persone che hanno i propri dolori della loro famiglia e tutto il dolore che hanno raccolto nel corso del loro lavoro. In questo momento, ringrazio tutto il personale medico USCA, P.S. e 10° P.S. COVID. Il reparto malattie infettive Covid e per ultimo, ma non certo per importanza tutto il 2° 1° Padiglione sub intensiva Covid e tutta la Rianimazione. Sono profondamente grata a tutti i medici, Rianimatori, infermieri tutti, tutti gli Oss, tutti quelli della squadra pulizie, gli Operatori che portano la mensa. Tutti! Ringrazio dal profondo del mio cuore tutta la splendida rete di colleghi, anche appartenute ad altre categorie che non conosco, ma che si sono caldamente, autenticamente e compassionevolmente stretti a me. Non c’è stato giorno in cui ognuno di loro non mi abbia fatto sentire la sincera vicinanza anche quando non sono stata in grado di rispondere. Non sono mancate neanche le attenzioni del personale dello spaccio. Questo io non potrò mai dimenticarlo e mi sono fermamente promessa che, ritrovate le forze, vorrò conoscere tutta la mia immensa grande famiglia di cuore. Un’ ultima cosa. Questi amici non lo hanno fatto solo con me, ma anche con la mia famiglia a casa con cui esiste una semplice conoscenza, ma questo non ha impedito loro di stringersi amorevolmente anche a loro. Un abbraccio alla mia città!

Tiziana

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