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La maleducazione di questo autista Ctt non ha eguali

Mercoledì 3 Agosto 2016 — 10:51

Desidero far presente ciò che mi è accaduto nella serata di giovedì 28 luglio, quando abbiamo deciso di usufruire del servizio bus gratuito per andare a Effetto Venezia. L’autobus è passato abbastanza in orario intorno alle 20.50 dal Viale della Libertà, ma questo è ciò che è successo: l’autista si fermava solo se qualcuno alla fermata “segnalava” con lo storico braccio di voler salire, procedeva ad una velocità più degna di Imola che di un mezzo pubblico, tra i borbottii preoccupati dei pochi passeggeri a bordo, ha lasciato a terra una coppia di pensionati che erano arrivati alla fermata un secondo (un secondo vero, non figurato). Arrivato in piazza Attias, ha pensato bene di scorciare il percorso e, invece di girare in Corso Amedeo e via Magenta, ha tirato dritto per via Ricasoli, chiaramente senza rallentare. Il display davanti alla vettura indicava “limita piazza Grande”, ma il nostro ligio autista, arrivato alla fermata di via Cairoli, ha spento il motore, le luci e ha aperto tutte le porte.

Alcune persone, con i volti perplessi, sono scese, mentre io e un’altra ragazza gli abbiamo chiesto conferma che avessimo letto bene la destinazione finale. Per tutta risposta, ha sbuffato e ci ha detto: “Ora volete scendere in piazza Grande? Via giù, vi porterò in piazza Grande” e tra alzate di spalle e brontolate varie ha rimesso in moto la vettura e, a tutta birra, ci ha scaricato in via Fiume, lasciando il mezzo intraversato come le macchine. Non pago, è sceso, ha slegato una bicicletta che era appunto parcheggiata davanti alla banca, l’ha caricata sul mezzo e è ripartito a tutta birra. Mi farebbe piacere un commento della dirigenza della CTT.

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