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L’Asl ripristini il servizio di sterilizzazione delle gatte

Lunedì 29 Gennaio 2018 — 15:38

Scrivo a nome di noi volontarie animaliste che ci occupiamo di colonie feline di Livorno, e che in questo momento stiamo passando un periodo ancor più triste del solito.
Si, proprio così, occuparsi di animali abbandonati e/o  randagi non è certo cosa facile, mille sono le avversità che si devono fronteggiare. Ci vuole un grande amore e una grande passione per non abbandonare il campo. Ma noi di passione e di amore per gli animali, e non solo, anche di disponibilità per umani in difficoltà, ne abbiamo da vendere, e mi fa piacere sottolineare il fatto che chi dimostra sensibilità per chi  è indifeso, difficilmente potrà fare del male a qualcuno. A parte questo incipit, a mio avviso, comunque doveroso,  vorrei porre all’attenzione  di chi legge, il fatto per noi gravissimo di non poter sterilizzare, gratuitamente, le gatte femmine  presso l’ASL. Il veterinario incaricato di questo servizio si è infortunato  a ottobre del 2017 e da allora sono state bloccate le sterilizzazioni. Sollecitato più volte l’Ufficio tutela animali del Comune di Livorno, ha risposto che da parte loro non è previsto alcun intervento, poiché la sterilizzazione riguarda l’ASL. Comunque la conseguenza evidente è che le nascite nelle colonie sono aumentate e aumenteranno in maniera esponenziale  così come è aumentato il numero dei gatti che in tutto e per tutto sono a carico nostro.
La cosa è veramente vergognosa; da parte delle istituzioni nessun impegno, nessun sostegno, anzi…noi volontarie siamo percepite solo come una fastidiosa presenza.
Eppure in una società civile il rispetto e l’impegno per gli animali non può essere messo ai margini, oltretutto i gatti facenti parte di colonie feline censite, sono tutelati dalla legge ed il comune deve garantire e farsi carico del rispetto di essa. Noi  con il nostro lavoro quotidiano , costante, negli anni, nel tempo, rendiamo un servizio fondamentale alla città, oltrechè agli animali. Adesso chiediamo che, quanto prima, venga ripristinato il servizio di sterilizzazione delle gatte, oppure che ci venga indicata un’ altra sede vicina dove portare le femmine.Tante sono già incinte, partoriranno e se noi non ce ne facciamo carico che fine faranno i piccoli. Altra possibilità potrebbe essere, intanto che si attende che l’ASL ripristini il servizio, quella di utilizzare il compenso destinato dalla stessa ASL per le sterilizzazioni venga destinato a dei veterinari privati, indicati dall’Ufficio animali del nostro Comune. Non è pensabile che un problema  di così grande rilevanza  venga soffocato dal disinteresse delle stesse istituzione preposte al controllo e sostegno degli animali più disgraziati. Alla fine se nessuno ci darà ascolto, non sapendo più cosa fare, saremo costrette a portare le nostre bestiole in Comune, dall’assessore incaricato, o direttamente dal signor Sindaco.

A nome di tutte  le volontarie delle colonie feline di Livono
Iuri Puccioni

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10 commenti

 
  1. # miaomiao

    Avete completamente ragione ma cosa c’entra il Comune se la responsabilità di non aver sostituito il personale addetto è dell’ASL ? Perchè non li portate all’ufficio della Direttrice Generale dell’ASL ?

    1. # elena meniconi

      i gatti per legge sono proprietà del comune cioe del sindaco. basterebbe che il comune per un breve periodo faccesse una convenzione con veterinari privati per i gatti delle colonie feline

      1. # miaomiao

        Lo ignoravo, ma allora il veterinario dell’ASL lo pagava il Comune ? Altrimenti il suo ragionamento non quadra !

        1. # elena meniconi

          si, il comune paga la Asl

  2. # elena meniconi

    mi devo corregere, il comune non paga per LE STERILIZZAZIONI DEI GATTI

    1. # miaomiao

      Allora perchè li devono portare in Comune invece che all’ASL ? Forse perchè siamo in periodo elettorale ?

  3. # lev

    Legge regionale 59/2009
    ARTICOLO 34 Colonie di gatti
    1. Ai fini della presente legge, si definisce “colonia di gatti” un gruppo di gatti che vive in libertà, nel quale sono presenti soggetti maschi e femmine, legato stabilmente con il territorio e con l’uomo, dipendente dal punto di vista alimentare e dei rapporti sociali tra cospecifici, e che frequenta abitualmente lo stesso luogo.
    2. I comuni redigono una mappa del territorio ove siano segnalate le zone abitualmente frequentate da colonie feline ed individuano, nelle aree pubbliche o aperte al pubblico come previste dal regolamento presenti in tali zone, i punti idonei per lo svolgimento delle attività necessarie alla tutela delle colonie. Le colonie sono soggette a vigilanza da parte delle aziende USL.
    3. I comuni provvedono al controllo della crescita della popolazione felina, con interventi di cattura e reimmissione a cura dei soggetti individuati dall’articolo 32, comma 8, ed interventi chirurgici di sterilizzazione effettuati dalle aziende USL, con oneri a carico delle aziende stesse.
    4. I comuni, d’intesa con le aziende USL, possono affidare la tutela e la cura delle colonie, su richiesta, ad associazioni senza scopo di lucro aventi finalità di protezione degli animali o ai soggetti di cui all’articolo 35, sulla base di accordi che individuino il territorio abitualmente frequentato dalla colonia, le modalità per la tutela delle condizioni igieniche del territorio, le modalità per la cura e il sostentamento dei gatti, con riferimento anche all’eventuale utilizzazione dei residui e delle eccedenze derivanti dal consumo dei pasti nelle mense presenti sul territorio.
    5. Le colonie feline possono essere spostate dalla zona abitualmente frequentata ad altra zona preventivamente individuata solo per gravi necessità delle colonie stesse. Lo spostamento è autorizzato dal sindaco, previo parere dell’azienda USL competente e sentita, nel caso di cui al comma 4, l’associazione incaricata della tutela e cura della colonia. Qualora lo spostamento sia dovuto ad opere edilizie, l’inizio delle opere è subordinato all’autorizzazione del sindaco allo spostamento della colonia.

  4. # Silvestro

    Che dio ci scampi da chi afferma che “di passione e di amore per gli animali, e non solo, anche di disponibilità per umani in difficoltà, ne abbiamo da vendere, e mi fa piacere sottolineare il fatto che chi dimostra sensibilità per chi è indifeso, difficilmente potrà fare del male a qualcuno” Ergo, si deduce che applichereste la sterilizzazione anche agli “umani in difficolta”!?

  5. # Felix

    Scusate ma se la cosa rappresenta “un problema di così grande rilevanza e voi “<di passione e di amore per gli animali, e non solo, anche di disponibilità per umani in difficoltà", ne avete da vendere, perchè non lo pagate voi il veterinario?

    1. # enzo bilanceri

      nelle tasse locali nazionali e compresa la quota di assistenza agli animali. Perché pagare 2 volte