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Le scuole di danza unite: “Il Comune ci ascolti, servono aiuti economici”

L'appello delle scuole di danza cittadine a sindaco e istituzioni: "Serve sospendere i canoni di affitto, la Tari e la Tasi e istituire un fondo di 500 euro al mese per ogni istruttore"

Lunedì 30 Marzo 2020 — 21:20

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A seguito delle misure urgenti in materia di contenimento e gestione dell’emergenza epidemiologica da Covid-19 adottate con i Decreti Dpcm 1-4-8 marzo 2020, la totalità delle scuole di danza cittadine hanno sospeso le loro attività.
Siamo  consapevoli che le  norme  indicate nel  decreto  dell’8  marzo 2020  sono  state adottate nell’interesse primario della salute di tutti i cittadini.
Pertanto, la danza nella nostra città si è fermata e il danno è enorme. La danza è, prima di tutto, un’arte, anzi, “la madre di tutte le arti” (Curt Sachs), eppure da  anni è oramai diventata la “cenerentola” delle  arti,  abbandonata  e  dimenticata  dalle Istituzioni di ogni ordine e grado, con le conseguenze evidenti sotto gli occhi di tutti, che vanno dall’emorragia di talenti costretti a emigrare all’estero alla chiusura progressiva dei Corpi di Ballo. In Italia ne avevamo 13, tanti quanti le Fondazioni Lirico Sinfoniche, e ora ne  sono  rimasti  forse 3. In Germania sono  50. In  Francia,  tra Corpi di Ballo di teatri d’Opera e Compagnie di residenza municipali, sono 95.
In questo scenario drammatico, le Scuole di Danza in Italia continuano incessantemente a formare circa 1 milione e 400mila giovani allievi (mentre non raggiungono il milione gli iscritti alle scuole di calcio), a sostenere i loro sogni e la loro passione, a offrire loro palcoscenici sui quali possano esprimersi, il tutto pressoché senza aiuti e sostegno, neppure del Coni e delle Federazioni Sportive, ai cui regolamenti alcune sono pure tenute ad uniformarsi, malgrado il più delle volte risultino inconciliabili quanto meno con la danza coreutica, che non è declinata in campionati, serie e classifiche.
Livorno può vantare numerose scuole di danza con oltre 5.000 iscritti: un patrimonio umano e artistico che non può e non deve andare disperso.
Considerando che come il 99% delle scuole di danza in Italia (fatte rientrare tra le attività sportive), ci “auto-sosteniamo” con le sole quote degli associati e che paghiamo affitti in locali di privati e molte volte da noi stessi sistemati e messi a norma (come richiesto dalla legge) con grandissimo sforzo…
Vale la pena ricordare, poi, che sono proprio le scuole di danza a organizzare eventi, manifestazioni e concorsi (sempre a loro spese), anche di prestigio e richiamo internazionale, che arricchiscono l’offerta turistico-culturale della nostra città con positive ricadute sull’economia e sul territorio.
E poi forse non si sa che dietro di noi lavorano tanti altri… sartorie, accessori, punte e mezze punte, cd danza, Siae, stage, hotel, biglietti aerei, aziende di noleggio pullman, teatri, commercialisti, imprese di pulizia , cartolerie, negozi di attrezzature sportive, mercerie, profumerie, geometri , ingegneri, elettricisti, falegnami, fotografi service e i teatri con le quote di affitto per i nostri saggi di fine anno.
Praticamente non solo i ragazzi imparano danza con annessi e connessi principi di disciplina, senso di responsabilità, rispetto delle regole, sviluppo di grandi capacità organizzative, e fanno anche propria l’idea che “per ottenere devi lavorare”… Ma li teniamo pure impegnati ogni giorno in modo educativo e in ambienti sani, nulla togliendo anche che parecchi di loro sono spesso avviati verso una carriera professionale e quindi lavorativa.
La danza, inoltre, come lo sport, soprattutto quello dilettantistico, garantisce benessere fisico e mentale, è occasione di scambio e momento di formazione, in altre parole, produce valore sociale.
Chi la pratica e soprattutto le famiglie costituiscono i principali fruitori di questo valore sociale e le Scuole di Danza sono fondamentali per garantirlo, preservarlo e diffonderlo.

Per tali e tanti motivi, chiediamo che il Comune di Livorno unitamente al Governo si faccia promotore di azioni che diano supporto e sostegno alle nostre associazioni in questo momento di profonda crisi.

In particolare, chiediamo che:

1.  Venga sospeso il pagamento dei canoni di locazione privati e pubblici delle strutture associative per il periodo in cui è stato richiesto di sospendere le attività sportive e/o le stesse risultino impraticabili;
2 – Venga annullato il pagamento di TARI e TASI per l’anno 2020;
3 -Vengano posticipate le rate dei mutui per il periodo in cui è stato richiesto di sospendere le attività sportive e/o le stesse risultino impraticabili;
4 – Vengano diminuite del 50% le spese delle utenze (acqua, elettricità, gas, ecc.) per il periodo in cui è stato richiesto di sospendere le attività sportive e/o le stesse risultino impraticabili;
5 – Venga istituito un fondo per rimborsare i costi sostenuti dalle associazioni e società sportive per la copertura assicurativa dei propri tesserati (polizza infortuni, polizza RCT, ecc.) nel periodo d’emergenza proclamato dai Decreti DPCDM;
6 – Venga garantita una fonte di reddito di almeno 500 euro al mese per ogni istruttore e/o insegnante proporzionata al periodo in cui è stato richiesto di sospendere le attività sportive e/o le stesse risultino impraticabili, tenuto conto che per la maggior parte di tali istruttori e/o insegnanti il corrispettivo percepito dalle associazioni e società sportive costituisce l’unica fonte di guadagno;
7 – Vengano parificate le associazioni e società sportive alle PMI o comunque vengano loro consentito l’accesso a strumenti di finanziamento agevolato.

La danza può fermarsi per il bene di Livorno e dell’Italia, ma per quello stesso bene, deve essere messa nelle condizioni di ritornare quanto prima on stage.

Le scuole di danza cittadine (tutti i firmatari della lettera nel pdf in allegato)

Riproduzione riservata ©

1 commento

 
  1. # Giorgia

    Scusate capisco il vostro disagio e tutte le altre palestre? E tutte le altre attività? E i genitori che hanno già dato le quote per gli stage? Le perderanno? Tanti genitori sono a casa senza stipendio. Sopratutto chi ha attività ristoranti parrucchieri, estetiste…mi sbaglierò come concetto ma siamo tutti nella stessa barca e tutti abbiamo bisogno di aiuto.