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Lettera di un babbo al suo primo giorno di asilo

Lunedì 14 Gennaio 2019 — 15:32

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Il primo giorno all’asilo di mio figlio, 7 mesi, è volato. Inserimento. E’ così che la chiamano l’ora che trascorri con lui e altri bambini in una stanza piena di giochi. Senza scarpe.
Appena arrivato ho consegnato, seguendo alla lettera le istruzioni della moglie, la sacchina con tutte le cose del bimbo. Poi ho spogliato Tommi che si era appena svegliato dopo una dormitina nel passeggino durante il tragitto a piedi. Bravo, mi sono detto. Mia moglie avrebbe fatto così. Poi è toccato a me spogliarmi. Via anche le scarpe. Lo smartphone va silenziato. Lo puoi portare ma rispondi solo a telefonate di lavoro. Dopodiché ho preso in braccio Tommi e guidati da una brava operatrice ci siamo diretti nella stanza piena di giochi. La porta si è aperta piano piano. Quello che mi ha colpito è che tutto viene fatto piano. E’ un inserimento, d’altronde. Da un mondo (la casa) all’altro (l’asilo). E’ il primo figlio? Sì, dico io. Era la prima volta anche per me. Mi sono seduto piano piano e mi sono goduto lo spettacolo. Giuro, una lacrima mi è uscita. L’ho fermata nell’occhio. Non l’ho fatta scendere. Tommi ride molto e sapevo che si sarebbe potuto subito ambientare. E così è stato. Avete presente quella espressione: “Ma è tutto per me?”. Vederlo giocare in tranquillità è stata una gioia. E’ passato da un gioco all’altro per un’ora. Raccogli di qui. Raccogli di là. Titubanti all’inizio, forse per via anche della mia presenza, gli altri bambini piano piano chi gattonando chi camminando lo hanno circondato. Un po’ per studiarlo. Un po’ per dirgli: “Questi giochi sono prima nostri che tuoi. Ma se fai il bravo puoi giocarci anche tu”. O almeno l’espressione mi ha trasmesso questa popò di frase. Ad un tratto un bambino ha pianto. Tommi è sensibile ma è riuscito a non andargli dietro. Di solito si accoda e piange. Mi ha fissato e lo smarrimento è passato. Sapeva che c’ero anche quando a un tratto, dopo circa 30 minuti dal mio arrivo, l’educatrice mi ha invitato ad allontanarmi verso il muro per creare il distacco figlio-genitore dopo quello casa-asilo. Se n’è accorto. E si è voltato. Lo stesso ha fatto anche quando, sul finire del tempo, ho deciso di allontanarmi ancora verso l’angolo della stanza. Ma a quel punto l’oretta insieme era trascorsa. Volata. Il primo giorno di inserimento è volato per tutti e due. A casa ho raccontato a mia moglie, rientrata dal lavoro, questa oretta e ho fatto più fatica a trattenere la lacrima ma ci sono riuscito cambiando discorso. Se penso che, 7 mesi fa, ho scritto la lettera di un babbo dalla sala parto il tempo passa. Vola.

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10 commenti

 
  1. # giusy

    E’ bellissimo leggere queste lettere “dalla parte di un babbo”, mi ricordo anche dell’altra lettera e con entrambe mi sono commossa. Ci faccia leggere anche in futuro qualche altra bella lettera.

    1. # Laura

      Speriamo che lei continui ad essere così presente e innamorato di suo figlio.ci sono pochi di babbi presenti nella vita dei figli e certe volte sono presenti solo per fare danno ,o per intervenire e discutere con il figlio per stupidaggini.magari riuscendo a metterselo contro perché gli parla in modo sbagliato e tutto perché non gli è mai stato vicino nella sua vita anche se vivevano in casa .continui così

      1. # fabio

        ma chi l’ha detto che ci sono “pochi babbi presenti nella vita dei figli”?

      2. # archimede2

        presumo stia parlando di esperienza personale… forse è meglio se non generalizza!!!

  2. # Fata

    ❤️ bellissima

  3. # Alessia

    Bella lettera.. Colma di emozioni…
    Mi dispiace solo sentire nei commenti le critiche verso i babbi io penso che ci sono bravi babbi e meno bravi come del resto le mamme,fare il genitore è tanto bello quanto difficile… Io penso che l’amore di un babbo o di una mamma sia il solito verso il figlio poi c’è sempre l’eccezione che conferma la regola… Basta essere femministe a volte ci sono anche cattive mamme…

  4. # daniele

    Bravo Babbo e Brava la redazione di Quilivorno che, in una società che va a 1000 all’ora,
    si sofferma e pubblica una lettera di un papà innamorato di suo figlio….
    DOVREBBE ESSERE NORMALITA’, ma ahimè ad oggi non è proprio così

  5. # Mary

    Bravo babbo sensibile ed amorevole!! Queste sono regole del cuore! Dove c’è amore c’è tutto!

  6. # PirataTirreno

    Complimenti per la lettera e per la Sua sensibilità. Mi ha fato rivivere quei momenti. in bocca al lupo per il futuro.

  7. # Marco

    Grazie.
    Mi hai riportato indietro nel tempo e mi hai fatto rivivere le stesse emozioni provate allora.