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L’ospedale fra il PD e i 5 Stelle. Con la salute non si scherza!

Domenica 26 Giugno 2016 — 11:43

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La vicenda dell’ospedale è particolarmente emblematica di come Livorno sia sempre più in “ostaggio” della contrapposizione fra chi è al governo della città e il PD locale e regionale, uno scontro prevalentemente ideologico di cui la politica nazionale si è servita fino ad oggi.

Da una parte le Regione Toscana, attraverso le dichiarazioni dell’assessore alla sanità Stefania Saccardi, mostra il “pugno duro” e rinfaccia a Nogarin e ai 5 Stelle di aver rigettato il progetto del nuovo ospedale a Montenero basso, dall’altra la giunta pentastellata, oltre a non aver ancora deliberato la ratifica di chiudere il vecchio accordo (pare per il timore di esporre il Comune a richieste di rimborso), è sembrata procedere a rilento e a tentoni. A distanza di due anni dalla vittoria di Nogarin solo pochi mesi fa è stato presentato un progetto di riqualificazione e di ristrutturazione del presidio di viale Alfieri, senza alcun vero dibattito né in Consiglio Comunale né in città. Perdendo così una buona occasione per dimostrare in concretezza quanto il movimento 5 Stelle creda nei criteri della partecipazione, della trasparenza e del coinvolgimento della cittadinanza e dando valore aggiunto al progetto stesso, altrimenti calato dall’alto come da tradizione. Oppure, pensando male, interessa presentare un progetto inammissibile per continuare a portare avanti il gioco di ruolo…

La Regione rivendica l’insostenibilità del nuovo progetto del Comune, a fronte di una spesa prevista di 250 milioni di euro e dei 12-13 anni necessari. Noi ricordiamo che per il “Piano Mariotti”, pensato una decina di anni fa e che prevedeva la riqualificazione dell’attuale ospedale (anche se in realtà la Giunta Nogarin ha presentato un piano diverso pur riprendendone alcune idee), si parlava di un costo complessivo inferiore ai 100 milioni di euro. Del resto la Regione, la precedente giunta Cosimi e l’ASL di Livorno (all’epoca diretta dalla dott.ssa Calamai) nel 2009 avevano estratto dal cilindro il progetto di un ospedale completamente nuovo, da realizzarsi fra Banditella e Montenero basso, attraverso un finanziamento complessivo che fra project financing, mutuo e fondo di rotazione della Regione si aggirava più o meno attorno ai 230 milioni di euro (esclusi gli arredi e le attrezzature sanitarie). Poi quel progetto si è confrontato col referendum del 2010 dove la stragrande maggioranza dei cittadini andati a votare espresse contrarietà, con una successiva massiccia raccolta di firme sempre contrarie alla realizzazione e infine con i risultati elettorali per il Comune nel 2014 dove l’unico partito che lo sosteneva nel proprio programma (seppure con posizioni più timide rispetto al passato), cioè il Partito Democratico, subì una debacle e i movimenti che invece dichiaravano chiaramente ferma opposizione riportarono ottimi risultati (Buongiorno Livorno e le altre forze in coalizione attestandosi con oltre il 16% come terza forza politica e i 5 Stelle vincendo il ballottaggio).

Questo la Saccardi e la Regione sembrano ignorarlo o trascurarlo, ribattendo che chi ha vinto le elezioni e governa adesso la città debba prendersi la responsabilità politica delle scelte. Ma la responsabilità di prendersi cura della volontà espressa e della salute dei cittadini non dovrebbe essere anche di chi governa la Regione?

Livorno, e su questo tutti sono d’accordo, ha bisogno anche di un ospedale efficiente e adeguato, assieme a molto altro, per favorire una buona sanità “diffusa” e capillare (si veda il documento elaborato un anno fa dall’“Intergruppo di scopo Sanità” di Buongiorno Livorno) e servirebbe, da subito, trovare una soluzione e un progetto da intraprendere che tenga in considerazione della volontà della città e dei criteri di necessità, fattibilità e sostenibilità superando la logica dei blocchi contrapposti, delle ripicche e dei ricatti.

Buongiorno Livorno ha sostenuto la necessità di un “ospedale nuovo” in viale Alfieri, riqualificando l’attuale. Ma non vogliamo trincerarci dietro le nostre certezze e proponiamo alle Istituzioni e agli enti coinvolti l’apertura di un percorso partecipato che attraverso le competenze e i saperi della cittadinanza, degli esperti e dei professionisti possa arrivare a una proposta finale. Pensiamo a un dibattito pubblico articolato e strutturato attivando le opportunità che la Legge Regionale Toscana 46/2013 offre, in modo da poter superare questo stallo con l’ausilio di soggetti terzi che garantiscano la “neutralità” delle scelte. Sarebbe un passo in avanti per favorire la partecipazione come forma ordinaria di amministrazione e di governo e per condividere una scelta fondamentale come quella dell’ospedale che coinvolge necessariamente tutti.

Stefano Romboli – Direttivo di Buongiorno Livorno

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8 commenti

 
  1. # Red

    Certo è che la Regione Toscana va controcorrente alle scelte fatte dalla maggioranza dei livornesi,che hanno scelto di non trasferire l’ospedale a Montenero,ma di ristrutturarlo dove è adesso.L’arma vincente delle comunali verteva appunto dalla volontà di essi di rimanerlo laddove è.
    Ma la Regione(PD),noncurante dei livornesi,continua a voler andare di testa sua,senza,ancora una volta,fare per il volere dei cittadini…..ci ricorderemo ancora del vs fare alle prossime elezioni…(l’Ospedale Careggi ne è un’esempio logico di vecchia struttura,ristrutturata ed efficiente).

  2. # Franz

    Maggioranza dei livornesi? Il quorum non fu raggiunto. La maggioranza di una minoranza sarebbe la maggioranza dei livornesi? Ohibò. Mi giunge nuova.

    1. # Silvia

      Si la maggioranza di chi si è voluta prendere la minima responsabilità. esprimendosi in occasione del referendum, nelle elezioni comunali e con una raccolta firme sempre sulla contrarietà al nuovo ospedale. Chi non andò a votare in occasione del referendum manifestò indifferenza. Gli assenti hanno torto, come quasi sempre

      1. # Morchia

        Cara Silvia, non è così. Il non votare ad un referendum è comunque un modo di votare, nel senso che a differenza delle normali elezioni c’è il quorum. Non votare significa lasciare che chi ci amministra decida al posto nostro.
        Uno dei pochi motivi per cui non voto M5S, che su ogni cosa fa decidere agli iscritti, che non è detto abbiano le conoscenze e le competenze necessarie per prendere “certe” decisioni, è proprio questo. Secondo me non è detto che tutte le decisioni possano essere prese direttamente dai cittadini; vedi la questione dell’uscita dall’UE dell’Inghilterra. Ma quanti cittadini sono nelle condizioni di capire quali siano veramente gli esiti socio-politici ed economici di una scelta del genere????
        Quindi ritornando al punto, mi dispiace ma non sono proprio d’accordo: il risultato del referendum non può essere interpretato come dici tu. Anzi, se dovessi scommettere, direi che tutti quelli che non hanno votato erano a favore del nuovo, mentre tutti quelli contrari sono andati a votare.

        1. # Silvia

          “Morchia”, te interpreti e fai processi alle intenzioni. Te scommetti, io no, faccio valutazioni sui numeri e sulle realtà. Io mi baso sui dati di fatto: il referendum, le elezioni politiche (dove sul tavolo c’era anche il pro o contro il nuovo ospedale) e la raccolta di circa 8.000 firme nel 2013, sempre contro il referendum. Tutto si può dire tranne che la maggioranza dei livornesi abbia manifestato favore per il nuovo ospedale a Montenero basso. Le riflessioni sui 5 Stelle posso anche condividerle ma sono del tutto fuori luogo in questo contesto e in questa parvenza di discussione.

  3. # Ondone

    O franz,i livornesi te l’hanno fatto capì con la vittoria der sindao m5s,c’hai i paraocchi dei cavalli addosso….

    1. # Morchia

      Ti sbagli di grosso, sono mille altre le ragioni per cui ha vinto il M5S

  4. # rena

    ma la domanda più importante è,perchè il P.D. è così interessato alla costruzione del nuovo ospedale ,loro diranno perché a noi ci sta a cuore la salute dei livornesi,mah ,forse gli sta a cuore la salute dei bilanci della lega coop