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Ma te guidi una macchina e lavori? Lettera aperta

Venerdì 20 Settembre 2019 — 15:29

Forse oltre allo spostamento dell’asse questo mondo ha iniziato a girare alla rovescia. Stiamo tornando indietro e resto basito quando ad un amico paraplegico uno se n’è uscito con: “Ma perché te guidi una macchina e lavori?” Aiutami, ti prego, a comprendere per cortesia! Siamo nel 2019, abbiamo la conferma che esistono gli UFO, con il 5G operiamo le persone a distanza con telefonino durante un matrimonio ed ancora esiste questo concetto del “disabile poverino” ? Se chiedi a Google Assistant, Alexa od a Siri se un disabile può guidare e lavorare ti rispondono “SI” ! Molti posso lavorare e guidare un veicolo! Si, dico io, il miracolo è che qualcuno ti abbia “preso a lavorare” non guidare una macchina! Seriamente c’è da pensare che il mondo normodotato abile-bello-bravo-perfetto necessiti di un aggiornamento 3.0 sui temi della disabilità. Innegabile, vero, ci sono forme di disabilità che riducono le capacità di interazione con gli altri e con ciò che esiste fuori di casa. Obbligatoria quindi la formazione affinché si possa riconoscere in ogni disabile (come in ogni altro essere umano ) le potenzialità e non solo le “capacità residue”, si parla di individui diversi non solo per le condizioni invalidanti… con la sedia a ruote io non posso riporre un libro sul ripiano altro ma neppure te che cammini e soffri di vertigini puoi farlo! In Italia abbiamo due super eroi disabili e forse il nostro paese pensa che solo Bebe Vio e Zanardi, con l’aggiunta di Bortuzzo, siano fuoriclasse e che tutti gli altri disabili siano solo una zavorra da gestire e magari da inserire come “lecca francobolli” in un ufficio nell’era della posta elettronica. Ci sono persone e famiglie intere che ogni giorno fanno i conti con una condizione invalidante costretti a dimostrare di essere sempre “bravi e capaci, profumati e sorridenti” per evitare che qualcuno alimenti il pregiudizio… Siamo in un mondo dove il disabile deve dimostrare di essere sempre “affidabile” mentre molti dei normodotati sono liberi di inventarsi slogature e dolori per recuperare punti di invalidità e giorni di riposo! Sai quale “libertà” viene concessa al disabile? Quella di essere “imperfetto” e per tale imperfezione esiste la giustificazione “perchè tanto lui…”. Ed ecco pronta la ghettizzazione! Il disabile è per definizione un orpello di questa società, uno pseudoessere che non ha ancora la possibilità di vivere i diritti ma solo leggerli… perché di leggi scritte a tutela del disabile ce ne sono un mucchio … ma : “Quando esistono contraddizioni tra la cultura generale e la legge, necessariamente perde la legge” e se il mondo ignorante non “cresce in cultura” non ci sarà mai una legge che vince! Serve un coraggio di uomini nuovi perché possa esserci crescita e quindi cambiamento culturale. Siamo ancora qui ad aspettare, in una altalena di scelte e strategie politiche; passiamo da avere un Ministero Dedicato ad essere “questione” assegnata ad un Ministro. Il problema per molti è quello di imparare a disabituarsi a vivere dignitosamente.

Torsi Fabrizio

p.s. oltre che lavorare e guidare molti sanno anche amare… ma questa è un’altra cosa !

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2 commenti

 
  1. # WALTER DI BLASI

    bravo Fabrizio!

    condivido alla grande!

    se ho occasione per incontrarti e chiederti due cose mi farebbe piacere

    un saluto

  2. # Silvia

    Una delle più diffuse disabilità che abbiamo in questi periodo è “non avere l’apertura mentale”. La mancaza dell’apertura mentale porta a fare questa domande.

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