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Sono passati 11 anni dal mio infortunio sul lavoro…

Giovedì 4 Agosto 2016 — 00:42

Sono trascorsi 11 anni da quando, durante una normale  giornata di lavoro, mentre ero impegnato a svolgere una procedura (che per quel periodo era di routine quasi giornaliera).
Purtroppo, la pressa batti stoccafisso  che utilizzavo aveva forti carenze, anzi era sprovvista di ogni sistema di sicurezza contro gli infortuni sul lavoro , anche quelli  più elementari e  fondamentali.
Insomma non rispettava sotto nessuno criterio le disposizioni  sulla prevenzione e sicurezza sui luoghi di lavoro.
Risultato finale sono rimasto incastrato con il braccio destro fino al mento, per ben 90 minuti, riportando un grave trauma da schiacciamento, con diverse  fratture e complicazioni del dopo intervento, con postumi del dopo infortunio tali da farmi perdere l’idoneità alla mansione precedentemente svolta e di conseguenza essendo una piccola azienda, non essendoci nessun’altra mansione sono stato licenziato per giusta causa.
Non voglio però inpostare questa mia lettera su questa questione, che ritengono comunque di fondamentale importanza, ovvero la maggior tutela da parte di tutte le realtà coinvolte in un momento così difficile e drammatico, come quello del dopo infortunio dagli enti pubblici, ma in particolare modo l’INAIL che come assicurazione dovrebbe lavorare in sinergia con altri enti pubblici e privati,  per far si che il lavoratore non esca dal mondo produttivo(lavorativo) perché  se ciò accade con difficoltà riuscirà a farvi ritorno, anche se esistono obblighi di legge(Legge 68 /categorie Protette ) ma sappiamo bene che nella situazione che oggista vivendo il mondo del lavoro purtroppo per molti resterà solo un illusione, esperienza vissuta personalmente.
Voglio, invece concentrare il succo di questa  mia lettera su due questioni molto importanti oggi per me,
la prima che purtroppo in questi 11 anni la situazione degli infortuni sul lavoro e andata sempre a peggiorare, da diversi anni abbiamo spesso sentito dire e letto in più sondaggi che gli infortuni erano in calo. Valutazioni a mio avviso da confrontare  con il drastico calo della forza lavoro occupata(soprattutto quella regolarmente denunciata), e la paura fattore purtroppo molto in crescita fra i lavoratori negli ultimi tempi, di denunciare l’infortunio per la paura di perdere il posto di lavoro magari facendolo passare come un incidente fuori orario e luogo di lavoro, andando così a pesare in maniera maggiore sulla società, non voglio colpevolizzare  nessuno ma purtroppo è un dato di fatto.
Pochissimi giorni fa ero presente ai funerali di Mauro Filippi l’autotrasportatore deceduto nel porto di Livorno, vedere i familiari uniti in un abbraccio sopra il feretro mi ha ancor di più fatto riflettere e pensare che non sarà mai troppa la sicurezza nei luoghi di lavoro e la prevenzione degli infortuni perché possino garantire la massima tutela dei lavoratori, ma dobbiamo fare del nostro  meglio in particolare  modo chi come me ha sulla propia pelle i segni di un infortunio sul lavoro.
Non voglio in nessun modo dimenticarmi di chi ha causa di una malattia professionale giornalmente lotta per soffrire il meno possibile in attesa di un destino purtroppo già segnato.
La seconda questione sicuramente più gioiosa e che mi ha fatto sentire ancor di più “Miracolato” da meno di un mese sono diventato nonno, una grande gioia che insieme a tutto l’Amore e la vicinanza che in questi anni la mia spendida famiglia a saputo trasmettermi, sono certo sarà la spinta l’energia per continuare in questo nostro impegno per trasmettere in particolar modo alle future generazioni di lavoratori una maggior cultura sulla sicurezza e prevenzione sul lavoro.
Prima di terminare voglio ricordare tutte le vittime del lavoro, e mandare un caloroso abbraccio a tutti i familiari.

Stefano Di Bartolomeo
Anmil Livorno

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