“Pensavo di non farcela, mi hanno rimesso in piedi. Grazie di cuore”
Il dottor Andreotti, medico del reparto di malattie infettive, che ringraziamo per la disponibilità
La lettera di gratitudine di Federico al pronto soccorso e al dottor Andreotti di Malattie Infettive mette in luce, ancora una volta, il valore umano e professionale di chi ogni giorno opera in prima linea in ospedale
Ringrazio di cuore tutto il personale del Pronto Soccorso dell’ospedale per l’eccezionale professionalità e la straordinaria umanità. Sabato 18 aprile 2026 sono stato ricoverato per una gastroenterite batterica. Da quattro giorni non riuscivo a mangiare, avevo una brutta diarrea e non riuscivo a reidratarmi a sufficienza perché ogni bicchier d’acqua che bevevo eliminavo, tra vomito e diarrea, il triplo del quantitativo d’acqua ingerito. Inoltre, avevo 39 di febbre e dolori di pancia lancinanti. La mattina di sabato, più morto che vivo, ho deciso di chiamare il 112 (numero generale delle emergenze). Così è venuta l’ambulanza e mi ha portato al Pronto Soccorso, dove ho incontrato delle persone straordinarie, i quali hanno immediatamente compreso la gravità della mia situazione e mi hanno letteralmente rivoltato come un calzino. Dopo due flebo ho recuperato le energie; poi, sono stato visitato ed assistito con la massima cura e sollecitudine. Questo particolare, che potrebbe sembrare scontato ad un profano, non lo è affatto in quanto il Pronto Soccorso è letteralmente preso d’assalto dalle persone che stanno male. Ho visto infermieri, dottori ed OSA lavorare senza soluzione di continuità per 11 ore, senza neanche tirare il fiato. Nessun lavoro può essere adeguatamente remunerato a fronte di un impegno umano così totale. C’era una ragazza di Brindisi, un’infermiera che sarebbe potuta essere mia figlia, che non si è fermata un attimo da quando sono arrivato (08:30) a quando me ne sono andato (19:30), e non era l’eccezione ma la regola! Tra decine di pazienti, lamentele, urgenze improvvise, problemi di ogni sorta, non si sono mai dimenticati di me, e non ero sicuramente il malato più grave tra i presenti. Poi sono stato visitato dal Dottor Andreotti, medico del reparto di Malattie Infettive, che io non esagero a definire un vero e proprio luminare. Oggi sto bene, pensavo di non farcela ed invece, grazie a questi angeli, ho potuto riabbracciare mia moglie Michela e mia suocera Daniela. Vi ringrazio di cuore per tutto quello che avete fatto per me.
Federico
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