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Quota 100. La Lega: “Grande soddisfazione”

lunedì 04 Febbraio 2019 10:56

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Le cronache riportano il grande interesse che la popolazione livornese, in linea con il resto d’ Italia, sta riservando alla nuova legge sul pensionamento, la quota 100. È un ulteriore motivo di soddisfazione per la Lega che ha sostenuto questa manovra di fronte all’ostruzionismo di una sinistra appiattita sull’ Unione Europea di cui Monti, Fornero, Gentiloni e Renzi erano e sono utili vassalli. Il popolo e i lavoratori stanno dando dimostrazione inequivoca di chi è davvero dalla loro parte. Se perfino al Caf Cgil di Livorno migliaia di lavoratori su sono subito rivolti per conoscere nel dettaglio il provvedimento che prospetta loro il diritto di andare in pensione senza dover attendere
altri anni che la Lega reputa preziosi per la vita loro e delle rispettive famiglie. È un altro segnale del governo del cambiamento che condividiamo con determinazione e lealtà a livello nazionale con il Movimento 5Stelle. Non è passato ancora un anno dall’insediamento del governo giallo-verde ma i primi passi sono chiari e incoraggianti. I salotti tv ci sono ostili. I poteri forte pure. L’importante è che il popolo conosca i fatti veri. E per questo ci sostiene.

Segreteria LEGA Livorno

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4 commenti

 
  1. # Lega olè

    Molto felice ed orgoglioso di questo provvedimento, che finalmente rende giustizia, anche se in parte, ai lavoratori deturpati dalla legge Fornero votata da tutti i partiti eccetto la Lega.

    Sarei curioso di sapere quanti livornesi, ostili alla Lega, stanno però utilizzando questo provvedimento…

  2. # quota 100

    Ben fatto.

    Speriamo che venga presto convertito in legge definitiva e che andando in pensione molte persone si aprano nuovi posti di lavoro per i giovani.

  3. # Marco Zucconi

    La consueta propaganda della Lega, anche in questo caso abilissima nel distorcere la realtà (la stessa cosa accade per le tragedie in mare, i migranti, la sicurezza, i rapporti con l’Europa ed i temi economici).
    A prescindere dal fatto che il Governo ha bloccato l’indicizzazione delle pensioni (e non solo di quelle d’oro), è indubbio che “Quota 100” di per sé non sia un provvedimento negativo. Ma non è l’abolizione (giusta) della legge Fornero, che la Lega promesso in campagna elettorale. E’ una parziale deroga – onerosa – ai meccanismi della Fornero, per giunta sperimentale – dura solo tre anni- e di fatto subordinata, nella concreta attivazione, alla mancata attivazione della clausola di salvaguardia.
    Si tratta inoltre di un meccanismo riguarda un numero limitato di lavoratori, in larga parte uomini residenti nel nord Italia e con alti livelli di contribuzione. Restano quindi inalterate le gravi ingiustizie della contro-riforma pensionistica, a partire dalla situazione previdenziale delle donne e da quella dei giovani e degli altri lavoratori precari.
    A quest’ultimo proposito, ai tanti smemorati ricordo solo che la Lega ha pervicacemente sostenuto tutte le leggi – di centro destra e centro sinistra- che hanno precarizzato il mondo del lavoro, rivendicandone la bontà e lamentandosi perché in quest’ottica non si fosse “mercificato” abbastanza. E meno male che Salvini ed i suoi difendono le classi popolari…
    Quanto poi ai riflessi sui livelli occupazionali, gli effetti positivi di “quota 100” saranno molto esigui. Altro impatto avrebbe potuto avere un intervento organico sull’età pensionabile e sulla disciplina degli orari di lavoro. Ma non mi risulta che l’idea di iniziare – quantomeno- a distribuire il lavoro che c’è appartenga alle forze politiche di governo.
    Un’ultima precisazione.
    Le forze politiche e sindacali realmente di sinistra – e quindi non il PD- hanno contestato in ogni modo la controriforma Fornero (nel 2012 Rifondazione Comunista raccolse le firme per un referendum abrogativo). E soprattutto, pur con tutti i loro limiti, non stanno di certo dalla parte dei mercati finanziari, dell’establishment dell’U.E e delle sue politiche liberiste. Al contrario della Lega che, invece, con la sua falsa contrapposizione all’austerity, ha sottoscritto tutti – e ripeto tutti- i trattati europei.

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