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Raspanti e Cepparello (Futuro!): “Livorno capitale della cultura? Un castello di carte”

sabato 27 Aprile 2019 10:07

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I 500.000 euro che l’Amministrazione Comunale dice di aver stanziato per sostenere la candidatura di Livorno a capitale italiana della cultura sono solo una promessa elettorale.  Non lo diciamo noi, ma la stessa Giunta. Basta leggere il sesto paragrafo delle premesse del bando Livornine 5.0, pubblicizzato pochi giorni fa. Vi si dice che lo stanziamento è soltanto un indirizzo politico della Giunta, privo di ogni efficacia amministrativa, e che non esiste garanzia sulla effettiva disponibilità della cifra. Tradotto: se vinciamo promettiamo che stanzieremo questi soldi. Il punto, infatti, è che questa maggioranza non può più, a così pochi giorni dalle elezioni, adottare gli atti ufficiali che sono necessari per modificare il bilancio. Può solo esprimere intenzioni, al pari di ogni altro gruppo che si candidi ad amministrare Livorno per i prossimi cinque anni. Farebbe quindi bene a presentare le cose in modo onesto, senza mistificare e buttare fumo negli occhi alle persone. E magari potrebbe anche spiegare come mai il bilancio di previsione, approvato appena poco più di un mese fa, non contenga alcuno stanziamento per sostenere la candidatura di Livorno, ma, in compenso, faccia registrare criticità importanti proprio sul fronte della cultura. Sono gli stessi uffici finanziari comunali, infatti, ad aver suonato l’allarme, numeri alla mano, sulla sostenibilità futura del nostro attuale polo bibliotecario e museale, ipotizzando l’ingresso di privati nella gestione di un patrimonio pubblico che dovrebbe essere tutelato.

Il progetto di Livorno capitale della cultura è una cosa seria, non uno slogan vuoto per la campagna elettorale. Allo stato attuale è soltanto un castello di carte.

Andrea Raspanti e Giovanna Cepparello, Futuro!

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