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Romano: “Dopo questa Caporetto il Pd davanti a una scelta”

Lunedì 20 Giugno 2016 — 10:34

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Quando, circa quattro anni fa, mettevo in guardia il PD livornese da un possibile epilogo “parmense” anche dalle nostre parti, tra i miei colleghi in consiglio comunale fu tutto uno sghignazzare: “Livorno non è mica Parma!”. Sono seguiti altri fortunati slogan come “Roma non è Livorno”, “Torino non è Roma” e così via.
Il problema del PD riguarda esclusivamente il fatto che nel tempo si è sempre più trasformato in un comitato di piazzisti delle privatizzazioni, delle grandi opere, delle forzature sulla popolazione, a cui vengono imposti impianti inquinanti e pseudo-riforme a favore dei grandi interessi finanziari o industriali.
La disfatta è iniziata a Napoli nel 2011, contemporaneamente al referendum sui servizi pubblici e dopo un’emergenza rifiuti durata 15 anni: De Magistris ora ha riconquistato il comune dopo aver tra l’altro ripubblicizzato l’acqua e bloccato i progetti sui mega-inceneritori. Poi sono arrivate Parma, Livorno, Roma e Torino, altre città in cui il PD aveva puntato tutto su discariche (Malagrotta a Roma, Limoncino a Livorno) e inceneritori (Torino, Parma e ancora Livorno).
Ma Torino con Iren e Roma con Acea sono anche le capitali dei servizi pubblici privatizzati e quotati in borsa, con profitti assicurati alle banche ma mega-tariffe e disservizi affibbiati ai cittadini. Per non parlare di Sesto Fiorentino, a cui volevano imporre le piste dell’aeroporto e l’ennesimo mega-inceneritore, che ha cacciato via il PD in un panorama toscano dove il partito di Renzi e Rossi ha perso ben 5 ballottaggi su 6.
Più il PD insiste ad ignorare le esigenze dei cittadini e a fare da cameriere politico ad una casta di persone che cambia disinvoltamente poltrona tra partito, aziende, amministrazione pubblica e banche, più perde consensi a favore di chiunque proponga uno straccio di alternativa. La “svolta” renziana non ha fatto altro che trovare sponde parlamentari tra i resti dello schieramento berlusconiano, con contraccolpi elettorali disastrosi: ora devono scegliere se avvicinarsi finalmente al popolo o arroccarsi con pericolose riforme di regime che cerchino di consolidare un potere anti-democratico. Ma ad ottobre ci sarà il referendum.

Andrea Romano – Resistere! Azione civica

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3 commenti

 
  1. # Renzo

    Oltre a quelle da Lei citate,vi sono anche:le obbligazioni subordinate perse in toto,la gestione fallimentare delle piscine di Collesalvetti,il rigassificatore costruito anche se mai voluto dai cittadini,il ponte in area portuale calambrone mai riparato,il futuro inceneritore di Guasticce,l’ospedale di Livorno che l’avrebbero costruito,se avessero vinto le elezioni del Sindaco,ma mai voluto dai cittadini,ecc..ecc…(parlo da ex simpatizzante PD)

  2. # Malizioso

    Romano, la sua difesa a spada tratta dell’amministrazione e i continui attacchi al nemico comune a cosa La portano?
    Non spera mica in un incarico all’interno della giunta grillina, oppure in qualche partecipata vero? Sembrerebbe proprio di si…

  3. # andrea

    Sì. Mi avete beccato, sono solo indeciso tra le farmacie, la spil o la centrale del latte.